Domenica, 25 Luglio 2021
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Appunti giallorossi. La delicatezza della trattativa e le leggi della fisica

L'incontro Tesoro-Semeraro prova a riportare la questione della cessione della società nell'alveo della riservatezza. Intanto il Lecce si gode l'exploit di Cosimo Chiricò: su Youtube impazza il suo gol al Treviso

Antonio e Savino Tesoro.

LECCE – Bisognerebbe avere tra le mani una copia del contratto preliminare per capire veramente chi, tra Savino Tesoro e Giovanni Semeraro, è responsabile delle piccole e grandi incomprensioni che hanno fatto slittare la firma dell’atto definitivo di compravendita dell’Us Lecce. In mancanza di quel documento si rischia di avere una visione troppo parziale se non addirittura partigiana.

L’imprenditore di Spinazzola ha fatto capire di essere pronto a rendere pubblico il preliminare e questa disponibilità, unita a quella non prevista per il versamento della fidejussione per l’iscrizione al campionato in corso (600mila euro), fanno pensare che i Tesoro abbiano tutto l’interesse a chiudere subito il passaggio di proprietà per dedicarsi anima e corpo al progetto di rinascita cui l’ambiente guarderà inevitabilmente con beneficio d’inventario fino a che non si saranno diradate le nubi su via Templari.

Una regola antica quanto gli affari dice che il modo migliore di sabotare o rallentare una trattativa è parlarne prima che sia definita. E di parole, soprattutto in questi giorni ma non solo, se ne sono sentite tante: del resto, le dichiarazioni del patron (quasi ex) Semeraro hanno fatto temere ai più che tra le parti si stesse scavando un solco. La nota stampa di oggi, congiunta ed ecumenica, lascia invece supporre che si sia trattato di semplici incomprensioni a mezzo stampa.

Entrambe le parti in causa, come è noto, sono avvezze agli accordi finanziari ed economici, non sono certo dilettanti allo sbaraglio. Affiancati da professionisti dalle parcelle significative, soppesano ogni singolo termine e valutano tutti gli scenari prima di mettere una firma. Quando ci sono soldi in ballo, e non pochi per quello che una società di calcio professionistico come il Lecce rappresenta, l’ingenuità è un peccato mortale. E’ possibile dunque che, oltre a quello che si è saputo su esposizioni debitorie, gestione dei cartellini, fidejussioni e, da ultimo, stipendi – è interesse di tutti che vengano regolarmente pagati entro la scadenza –, siano state altre le ragioni che hanno determinato le recenti schermaglie. Nella pagine del preliminare, probabilmente, ci sono le risposte a molte inquietudini.

Tutto questo caravanserraglio, per ora, non ha disturbato il manovratore, mister Lerda, che fino ad oggi è riuscito a tenere la barra dritta tanto durante gli acquazzoni estivi del calcioscommesse, quanto negli accenni di tempesta di un autunno caldo in tutti i sensi. E’ il momento, adesso, di fare chiarezza, chiudere i bilanci in sospeso, apporre le firme che mancano. E se per questo sono necessarie un paio di settimane di silenzio per tutelare la risoluzione degli ultimi dettagli, bene farebbero le parti a parlarsi lontano dai riflettori.

Intanto c’è il campo a tenere occupati i tifosi giallorossi con pensieri tutt’altro  che negativi. Il sinistro di Chiricò, ad esempio, inizia ad impensierire le leggi della fisica: può un ragazzo di quella corporatura avere nel piede una potenza così esplosiva? A Treviso quel capolavoro di balistica – visto su Youtube 30mila volte in una settimana – era parso frutto del genio innato e dell’incoscienza. Il tentativo di ieri, rimasto tale per una questione di centimetri, ha aggiunto qualcosa di più: in quel sinistro c’è la consapevolezza di un colpo micidiale, non occasionale, voluto e calibrato.

Quanto vale dunque quella meravigliosa capacità balistica unita ad una ubriacante dedizione al dribbling? Chi ci arriverà prima, un club italiano che ha ancora voglia di scovare talenti o un potentato straniero a suon di milioni? Con talenti così ci si assicura un sereno futuro, almeno a breve termine.

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