Giovedì, 29 Luglio 2021
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Appunti giallorossi. La forza del Lecce si chiama modestia: merito di Lerda e Miccoli

La vittoria del Perugia sul Pontedera ha un poco rovinato la festa. Ma la rincorsa verso la promozione diretta è ancora possibile: merito di chi ha saputo tenere unito il gruppo e farlo maturare nonostante le inevitabili pressioni dovute al blasone

I giallorossi festeggiano al termine della partita contro iL Frosinone.

LECCE – Diciamocela tutta. In una domenica quasi perfetta, il quasi è dipeso dalla vittoria del Perugia sul Pontedera. Anche un pareggio sarebbe stato il coronamento di una giornata vissuta sul filo delle emozioni “roventi” di Lecce-Frosinone. Una partita che i giallorossi hanno saputo interpretare nel modo giusto e chiudere con merito a proprio favore.

Intelligente la partenza, non scriteriata ma autorevole. E’ nei primi minuti che gli ospiti hanno avuto la consapevolezza, del resto coltivata in settimana, che per uscire indenni dal “Via del Mare” sarebbe servito un mezzo miracolo. E non c’è molto da dire sulla superiorità numerica di cui i padroni di casa hanno beneficiato per 33 minuti (più 4 di recupero nel primo tempo), dall’espulsione di Gessa al mezzo pasticcio di Abruzzese, sia perché in quel lasso di tempo di goal non ce ne sono stati, sia perché quando sai di essere ammonito ci vuol coraggio a simulare un rigore come fatto dal numero 10 gialloblu.

Ha sorpreso l’inserimento dal primo minuto di Barraco: convincimento generale era che toccasse a Ferreira Pinto, più disciplinato tatticamente, schierarsi sulla fascia destra. Invece Lerda ha dato fiducia all’esterno romano, che ha dalla sua una maggiore imprevedibilità e visione della porta avversaria: sul finire della prima frazione avrebbe potuto mettere il sigillo sul match se Mangiapelo non fosse riuscito a intercettare il suo tiro con un tuffo strepitoso. E, al momento di essere sostituito dal Salvi, al 72’, Barraco ha scosso il capo a testimonianza di quanto si sentisse nel vivo dell’incontro. L’allenatore del Lecce ci ha visto giusto anche nella scelta di Beretta come secondo attaccante: oltre a realizzare un gran bel goal di testa – ma che spettacolo la discesa di Doumbia lanciato con il contagiri da Miccoli – la giovane punta ha macinato ancora una volta chilometri, sacrificandosi in copertura senza rinunciare mai a giocate tecnicamente molto interessanti.

Ma la vittoria dei salentini è senza dubbio figlia della sintonia che regna nel gruppo e di cui sono garanti l’allenatore e il capitano. Non era facile riuscire nell’intento, peraltro dopo una stagione finita sotto le macerie sportive e morali della promozione mancata lo scorso anno, con tutto quello che ne è conseguito. Ma il Lecce, sin dal ritiro di Montecopiolo e anche durante la sfortunata gestione di Francesco Moriero, ha costruito, mattone dopo mattone la sua forza interiore. E’ stata la modestia la qualità che ha fatto la differenza: un club che ha in organico Bogliacino, Miccoli, Diniz, Lopez, Martinez, Amodio, uno fa già fatica a spiegarsi come possa stare in Prima divisione. Eppure i "grandi giocatori" hanno sposato la causa sena mai tirarsi indietro, dando l'esempio ai più giovani: Zigoni, Beretta, Doumbia, gente così cresce molto più rapidamente con delle chiocce di quello spessore. A completare il quadro un gruppo di "manovali" tutto cuore e sostanza, come ad esempio Salvi, Papini, Sales. A vederla poi giocare, sempre propositiva ma mai leziosa, efficace nella manovra per quanto quasi mai spettacolare, si comprende poi come questa squadra abbia potuto scalare la montagna e arrivare ad un passo dalla vetta.

Come però dice sempre Lerda in conferenza stampa, il passato non conta: manca l’ultimo tassello, il più difficile, per firmare l’impresa. Non basterà vincere a Pisa, il 27 aprile. Ma il fatto stesso di essere ancora in corsa mette una pressione notevole sugli avversari, elemento che potrebbe rivelarsi un prezioso e decisivo alleato: c’è poco da fare, ora come ora il Lecce fa paura. Miccoli e compagni proveranno a fare fino in fondo la loro parte e all’Arena Garibaldi troveranno un clima infuocato: i nerazzurri devono guardarsi dal ritorno della Salernitana, che occupa attualmente la nona posizione, e allo stesso tempo proveranno a migliorare la propria classifica.

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