Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Appunti giallorossi. Una regina incontrastata in un girone equilibrato

La formazione salentina viaggia a ritmi insostenibili per le altre. Ma oltre ai numeri, conforta la capacità di adattamento al calcio di provincia dimostrato dai ragazzi di Lerda. Tra le inseguitrici è piena bagarre

Mister Lerda dà indicazioni alla panchina.

LECCE – Franco Lerda avrà i suoi buoni motivi per attendere il turno di riposo del Lecce, il 18 novembre, per fare un bilancio della prima parte di stagione. Non vuole, probabilmente, abbassare la tensione nemmeno per un attimo e mettere quanti più punti possibili tra i giallorossi e gli inseguitori. I salentini, del resto, sono condannati a vincere il girone, preferibilmente a mani basse: i play off sono di per sé un’insidia perché basta una partita storta per mandare all’aria un’intera annata. Lusso che il Lecce non si può permettere, perché il cuore della sua gente e le casse della nuova società lo pretendono in serie B.

Ma l’analisi del ruolino di marcia registrato di domenica in domenica impone una verità ineludibile: il Lecce non può che vincere questo campionato. E’ un azzardo proiettarsi così tanto in avanti essendo al principio di novembre? Non lo crediamo, almeno in base a quello che si è visto fino ad oggi, cioè una superiorità complessiva del Lecce che non ammette repliche: otto vittorie e un solo pareggio, a Como. Ad onor del vero bisogna ricordare che i giallorossi devono ancora affrontare, delle formazioni della parte alta della classifica, il Sudtirol (quarto) e il Carpi (secondo), ma 25 punti su 27 disponibili non possono affatto essere il frutto di combinazioni astrali.

Ma a confortare la chiarezza dei numeri, se pure ce ne fosse bisogno, sovviene il modo con cui questa marcia inarrestabile sta maturando. Il Lecce sa essere duttile, sa incantare il pubblico,  soffrire e reagire: bello quando può, riesce ad adattarsi alle caratteristiche dell’avversario e alle varie fasi di ogni partita, non concedendo altre che un paio di amnesia difensive. Una manovra ficcante e rapida si alterna a pazienti gestioni del pallone: Lerda ha gli uomini per tutte le soluzioni e sta dimostrando di saperli sfruttare.

L’ampiezza dell’organico è di per sé una garanzia, la qualità di tanti suoi uomini una certezza. Se il timore era quello – come dichiarò il direttore sportivo Antonio Tesoro alla vigilia del torneo – di faticare a comprendere l’essenza del calcio di provincia, lo si può considerare fugato. Ancora un dato, che va ribadito: lo spogliatoio è compatto e Lerda non è un tipo che si distrae. Uscito indenne dalle tormentate vicende societarie, il Lecce può guardare al futuro con la consapevolezza di essere la prima della classe non per diritto divino ma per il valore dimostrato in campo.

Per quanto riguarda il resto del mondo, invece, la situazione è più complicata: dalla seconda alla quattordicesima in graduatoria ci sono solo otto punti e la prima vera frattura si ha tra le formazioni a quota nove, Cremonese e Reggiana, e il Tritium, che di punti ne ha quattro. Fino a questo momento la Virtus Entella è stata l’inseguitrice più costante e volenterosa, ma alla lunga Portogruaro e Sudtirol potrebbero scoprire definitivamente le proprie ambizioni, oltre naturalmente al Carpi. 

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