Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Appunti giallorossi. Miccoli, Bogliacino e la ricerca del modulo perfetto

Il capitano si avvicina al rientro: oggi si è allenato regolarmente. Il centrocampista ad Ascoli Piceno ha fatto valere tutta la sua qualità. Lerda è ora chiamato a trovare una disposizione tattica che renda esplosiva la compresenza dei due

Miccoli e Bogliacino.

LECCE – Con Mariano Bogliacino in campo dal primo minuto, il Lecce ha cambiato volto. Lo si poteva immaginare, ma il riscontro oggettivo emerso ad Ascoli Piceno ha dato la conferma.

La squadra salentina, accompagnata in questa prima parte di campionato da una discreta dose di sfortuna e penalizzata da una condizione atletica generalmente appesantita o in ritardo, ha dannatamente sofferto il pressing degli avversari che hanno avuto sempre buon gioco a sterilizzare la manovra giallorossa rendendola macchinosa sin dall’impostazione affidata ai centrali. La caratteristiche degli interni di centrocampo schierati fino ad ora con più frequenza - Amodio e Salvi sono mediani nel senso più autentico del termine - non hanno certo favorito una più fluida circolazione di palla.

L’intermittenza nell’utilizzo di Miccoli, alle prese con acciacchi fastidiosi, nonché l’infortunio di Bogliacino, non hanno certo semplificato la ricerca di alternative alla sterilità nella costruzione del gioco. Non è un caso che il bomber resti, ad oggi, il miglior realizzatore con tre reti, né che l’uruguagio sia sempre stato capace di rendersi pericoloso in fase realizzativa: a Salerno, all’esordio in questa tormentata stagione, il palo esterno gli negò il pareggio. Ad Ascoli già nei primi minuti ha sfiorato il goal di testa prima di realizzare una doppietta su rigore e servire a Zigoni l’assist per la quarta marcatura.

Per risalire le posizioni in classifica il più possibile, Lerda ha bisogno di entrambi nella migliore condizione fisica. E se Bogliacino si può considerare sulla via del pieno recupero, bisogna pazientare ancora un poco per Miccoli che oggi si è aggregato al gruppo dopo un lungo lavoro in regime differenziato.

Ma qual è il modulo giusto per consentire la coesistenza dei due calciatori di maggior tasso tecnico della squadra? Moriero aveva proposto il 4-4-2 con Bogliacino centrale con Salvi e Miccoli seconda punta dietro Zigoni. A Salerno, in una partita disputata a viso aperto, le cose non andarono male ma la domenica successiva, contro L’Aquila, il match dei giallorossi fu un vero disastro, contro una formazione corta, veloce e cinica. Sarà interessante vedere come il tecnico piemontese affronterà il quesito tattico: probabile, alla fine, che la risposta sia in un 3-5-2, modulo che sin dal giorno del suo ritorno a Lecce ha detto di ritenere il più adatto alle caratteristiche dei calciatori che ha a disposizione

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