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Proteste sui turni per l’uso del palazzetto: Asd “Delfino” avvia raccolta di firme

La società, che da 27 anni forma ginnasti, lamenta il mancato rispetto del disciplinare approvato dalla stessa Provincia di Lecce nel mese di febbraio per il palazzetto "San Giuseppe da Copertino" che sorge in via Caduti di Nassirya

LECCE – Un palazzetto per molti, troppi. E i più titolati sono messi al margine. La società dilettantistica “Delfino”, forte anche di un intervento diretto del presidente nazionale della federazione, Riccardo Agabio, alza la voce contro la Provincia di Lecce che, nell’assegnazione di turni di utilizzo della struttura intitolata a San Giuseppe da Copertino (in via Caduti di Nassirya, traversa di via Merine) avrebbe tradito le indicazioni del disciplinare premiando sodalizi che già hanno la disponibilità di altre strutture. Ed è già partita una raccolta di firme.

“Lo spostamento dell’orario di allenamento alle 14.30 – ha dichiarato Patrizia Tamburrano . presidente dell’Asd il Delfino, rappresenta poi un vero schiaffo, una presa in giro, un chiaro messaggio di insensibilità verso le esigenze delle oltre 400 famiglie dei nostri soci e verso i ginnasti leccesi che praticano l'alta specializzazione, che necessitano di almeno 4 ore di allenamento al giorno, ogni giorno della settimana, per mantenere gli standard raggiunti. Esattamente il contrario di quanto prevede il disciplinare”.

“Cosa ancora più grave – si legge nel comunicato -, mentre il palazzetto è chiuso allo sport, ed al suo interno sono chiusi tutti i nostri attrezzi, acquistati con enormi sforzi e nel corso dei 27 anni della nostra storia sociale, la Provincia autorizza al suo interno lo svolgimento di attività e manifestazioni non sportive, quali l'esibizione degli ‘sbandieratori’, consentendo che proprio gli attrezzi di ginnastica artistica vengano malamente accantonati e danneggiati”.

La Provincia di Lecce – l’assessore competente è Nunzia Brandi - nel corso dell’estate ha presentato varie bozze di orari, dopo aver sentito il parere delle federazioni interessate, ma nessuno di queste, assicurano dalla Delfino avrebbe garantito il rispetto del disciplinare d’uso. E così l’unica società leccese di ginnastica a livello agonistico si sente di fatto sfrattata da un palazzetto che negli anni ’90 era stato progettato e finanziato proprio per essere la casa della ginnastica salentina.

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