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Us Lecce, Barba lancia la coalizione dei volontari. Al fianco di patron Tesoro

L'imprenditore gallipolino entra nel dibattito sulle sorti del calcio a Lecce. Da parte sua l'invito all'attuale proprietà a recedere dall'idea del passaggio di consegne e l'impegno a trovare sul territorio le risorse economiche per un ampio progetto di rilancio

LECCE – Vincenzo Barba al fianco della famiglia Tesoro, possibilmente con l’aiuto di altri imprenditori, senza dimenticare la situazione del Gallipoli, squadra di cui è stato presidente negli anni della scalata alla serie B.

La proposta è stata resa pubblica dall’esponente politico del centrodestra e noto imprenditore, con un comunicato stampa chi ripropone antiche ambizioni: di lui come possibile socio o acquirente dell’Us Lecce si è parlato infatti anche tre anni addietro, quando i Semeraro lasciarono la mano dopo un ventennio glorioso e una retrocessione d’ufficio in Lega Pro per tentata combine.  Oggi è di nuovo tempo per discutere di un cambio di mano, ma ,nonostante le voci insistenti su cordate – una delle quali farebbe capo all’ex direttore sportivo Pantaleo Corvino – da parte dell’attuale proprietà piovono smentite: al momento non c’è nulla di serio dal quale partire per intavolare una trattativa.

Barba sembra voler introdurre sul piano delle opzioni quella di compromesso,  ma come condizione preliminare sarebbe indispensabile che Savino Tesoro receda dall’idea di voler cedere il pacchetto azionario: una volontà a dire il vero espressa in maniera netta sia a febbraio che nei giorni scorsi. L’imprenditore gallipolino boccia anche l’idea dell’azionariato popolare, cui sta pensando in particolare l’associazione “Passione Lecce”, e consiglia di non “flirtare e tirare per la giacchetta gli ultrà, che vanno solo e soltanto ringraziati per l’amore che ci mettono nel fare il tifo per la maglia, in qualsiasi categoria”.

Per Barba la gestione di un club è “ben altra cosa” e non può che spettare a imprenditori e professionisti del territorio a mettersi in gioco in un’ottica collegiale: “È finita l’era di un uomo solo al comando nella guida delle società di calcio. Se perfino dei big come Silvio Berlusconi e Massimo Moratti chiedono l’aiuto di magnati orientali, figuriamoci se noi nel nostro Salento possiamo pensare che una famiglia, da sola, possa reggere la serti calcistiche di una squadra dalle forti e giuste ambizioni. Perciò, bisogna entrare nell’ottica di idee che soltanto unendo le forze si può dar vita a progetti solidi”.

Insomma, pare di cogliere nelle parole di Barba quella disponibilità, da parte di forze economiche del territorio, che del resto i Tesoro hanno sempre invocato nel corso degli ultimi tre anni: “Sarò io stesso in prima persona, unitamente ad altri imprenditori, ad incontrare la Famiglia Tesoro per metterci intorno a un tavolo e parlare di futuro. Del resto non c’è tre senza quattro e non c’è quattro senza tre; adesso si tratta di fare sul serio, nell’interesse dell’intero Salento”.

Barba non dimentica la sua città natale: “Stesso discorso vale per la città di Gallipoli, lo dico per fugare ogni ombra di dubbio. La mia famiglia è stata sempre nel mondo del calcio e vuole continuare ad esserci, ma c’è bisogno di chiarezza e trasparenza. Non appena l’attuale proprietà avrà fatto un passo indietro, mi darò da fare per trovare le giuste forze che, messe insieme, possano contribuire a dare un futuro calcistico alla perla dello Jonio”.

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