“Porca Paletta”: Barzagli è in dubbio, Bonucci in preallarme per la Costa Rica

Per un difensore centrale acciaccato, un altro che scalda i motori. Con Chiellini il blocco resta comunque juventino. Risuona intanto la eco del tonfo della Spagna, eliminato dal Cile. Ma il tiqui taca ha segnato un'era irripetibile

@TM News/Infophoto

LECCE - Alla vigilia del match contro la Costa Rica, mister Prandelli deve fare i conti con la tendinopatia di Andrea Barzagli: un fastidio vecchio quanto una stagione, quello del centrale juventino, e che si riacutizza in fasi di sovraccarico. Il match d’esordio contro l’Inghilterra, del resto, è stato assai dispendioso per tutti gli atleti in campo, figuriamoci per chi ha già qualche acciacco sul groppone. Riprende dunque quota la stella di un altro bianconero, Bonucci, al quale Prandelli nella partita d’esordio aveva preferito Paletta. A maggior ragione, quindi, Chiellini sarà dirottato al centro della linea difensiva.

Il centrocampo sarà più fisico e metodico con l’inserimento di Thiago Motta per Verratti. Non si tratta certo di una bocciatura per il folletto del Paris Saint Germain che anzi nella prima partita ha dimostrato di saper portare legna in cascina a suon di chilometri e pressing sugli avversari, ma è chiaro che il commissario tecnico della Nazionale ha il compito non facile di una gestione ottimale della condizioni fisica dei suoi in un ambiente dalle condizioni quasi estreme.

Alle 15 di oggi la comitiva azzurra è arrivata a Recife, sede di una folta comunità italiana che ha ben lavorato sottotraccia per portare il pubblico carioca a sostenere Pirlo e compagni contro la pur simpatica ed effervescente Costa Rica. Una vittoria domani significherebbe, di diritto a anche solo di fatto, il passaggio al secondo turno (ipotesi che dipende anche dal risultato di Uruguay-Inghilterra, oggi alle 21). Arbitrerà il cileno Osses, che ha già diretto Costa d’Avorio-Giappone e anche l’Italia nel match contro il Messico (2 a 1) della Confederations Cup dello scorso anno.

E a proposito di Cile, fa scalpore il verdetto che ieri sera ha estromesso la Spagna dal Mondiale. Un 2 a 0 che non rende giustizia delle tre o quattro occasioni da goal che gli iberici hanno saputo costruire ma anche sprecare, ma che rappresenta plasticamente la chiusura di un ciclo probabilmente irripetibile. L’eliminazione della squadra di Del Bosque non era nemmeno immaginabile qualche giorno addietro e di certo le formazioni che ambiscono alla vittoria finale si staranno giustamente compiacendo. Stonano però alcuni commenti impietosi e quasi rancorosi contro il tiqui taca che per anni è stato lo spartito che ha inspirato le sinfonie più ammalianti sul rettangolo di gioco.

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E’ semplicemente finita un’era, alla quale non si può, per onestà intellettuale, che tributare un applauso. Se ne aprirà presto un’altra e resta da capire per merito di chi. L’Italia può sorprendere e questo già sarebbe una gran conquista. Anche perché l’appetito vien mangiando e a tavola, si sa, difficilmente noi italiani siamo battibili. 

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