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Benassi "al Cuadrado". Il Lecce tiene il Cesena a fondo

I giallorossi non sfruttano due buone occasioni nel primo tempo mentre nella ripresa colpiscono nel momento migliore dei romagnoli. Decisivo Benassi, bene Muriel, punito da un'espulsione molto severa

Nella foto di archivio, Cuadrado, autore del gol decisivo a Cesena.

Il Lecce passa al "Manuzzi" concretizzando l'unica occasione della ripresa proprio nel momento in cui la pressione del Cesena stava producendo una sfilza imbarazzante di calci d'angolo. I giallorossi erano rientrati sul terreno di gioco - dopo un buon primo tempo nel quale aveva fallito due occasioni nette - con la solita flemma che si porta dietro da inizio stagione e tutto lasciava presumere che la resistenza disperata di Carrozzieri e compagni non sarebbe potuta durare a lungo.

Ci ha pensato Benassi a cambiare il corso di una gara che pareva segnato, con un prodigioso intervento su colpo di testa di Mutu. Dopo il calcio d'angolo successivo, il Lecce ha innescato la ripartenza vincente con Cuadrado che, palla al piede, ha tagliato la retroguardia di casa superando Antonioli grazie alla deviazione di Ceccarelli. Da quel momento è ricominciato l'assedio dei romagnoli - in panchina il nuovo tecnico, Daniele Arrigoni - favorito dall'espulsione per proteste di Muriel. Una scelta, quella dell'arbitro Valeri, che non ha per nulla convinto, contrariamente a quella decretata da Rocchi ai danni di Grossmuller contro l'Atalanta.

La generosità dei bianconeri, comprensibilmente nervosi, non è stata supportata da un'analoga dose di fortuna nelle due circostanze in cui la difesa del Lecce si è addormentata ed è forse questo - gli scongiuri non solo sono ammessi, ma doverosi - il segnale di un'inversione di tendenza che adesso non sembra mera utopia. Per quanto concerne gli aspetti razionali, nel complesso il Lecce ha denotato un miglioramento nei meccanismi difensivi ed una compattezza mantenuta anche nei momenti di maggiore sbandamento. Con la squadra corta, seppur incapace di superare la metà campo, per i padroni di casa è stato complicato aprirsi varchi.

Primo tempo: Lecce meglio all'inizio e alla fine di una frazione comunque equilibrata.
Con una formazione piuttosto scontata - Tomovic a sinistra, Muriel e Bertolacci i più avanzati e Giacomazzi in panchina per un attacco influenzale - i giallorossi partono di buona lena. Il giovane colombiano si muove con intelligenza tra le linee, anche se l'intesa con i compagni si dimostra ancora approssimativa. Il Cesena, passato dal 4-3-3 di Giampaolo al 4-4-2 del nuovo allenatore, gioca in maniera palesemente contratta anche se la prima vera occasione potrebbe essere già quella giusta: al minuto 11 ci pensa però un coraggioso Esposito, a terra dopo un contrasto, ad allontanare di testa il pallone sul quale si stava catapultando Ceccarelli, fronte alla porta nel cuore dell'area.

La gara non è certo spettacolare ma gli spunti non mancano: dopo la bandiera bianca issata da Ghezzal, rilevato da Djokovic e un cartellino giallo per Carrozzieri per gioco falloso, la squadra di Arrigoni orchestra una buona azione conclusa da Mutu, su passaggio di Ceccarelli, con un tiro di controbalzo sul quale il portiere del Lecce non avrebbe potuto far nulla se la sfera fosse rimasta nello specchio della porta. I romagnoli ci riprovano al 28' con un tiro di fuori del rumeno e al 31', quando Rodriguez si ritrova tra i piedi all'altezza del dischetto un pallone al quale non imprime la necessaria angolazione e che finisce così tra le mani di Benassi.

Gli ultimi dieci minuti sono tutti del Lecce. Al 36' Bertolacci, lanciato da Cuadrado, supera il portiere defilandosi sulla destra, ma il tiro del mancino romano finisce sulla parte esterna della rete. La difesa del Cesena dimostra di non essere irresistibile quando viene risucchiata verso il centro del campo e così Muriel, su una ripartenza da sinistra, trova lo spazio per una progressione che avrebbe meritato un epilogo migliore di un tiro potente ma alto sulla traversa. Ancora protagonista il talentuoso colombiano quando di esterno destro inventa un pallonetto, dopo aver raccolto sul filo dell'off-side un lancio di Grossmuller.

Secondo tempo: Il blitz di Cuadrado ed una ostinata resistenza portano i giallorossi alla vittoria.
La ripresa si apre nel peggiore dei modi per i ragazzi di Di Francesco. Una raffica di corner alimenta l'entusiasmo di uno stadio quasi gremito e pronto ad esultare al 3' ma l'intuito di Carrozzieri -che si sposta verso la linea della porta mentre Djokovic indirizza di testa verso il sette - consente al Lecce di rimanere in piedi. I giallorossi restano per interminabili minuti schiacciati in 30 metri, chiudendosi a testuggine contro gli attacchi del Cesena che arrivano, come le frecce, da tutte le parti. Che le amnesie difensive non siano state debellate, lo si vede al 10' quando Mutu gira di testa, tutto solo, l'ennesimo tiro dalla bandierina ma Benassi sveste i panni del portiere e indossa quelli del supereroe lanciandosi di pugno verso l'angolino basso alla sua sinistra.

E mentre l'urlo di gioia del pubblico di casa resta come un colpo in canna, Cuadrado - sospinto a gran voce dal tecnico che gli dice esattamente di far tutto da solo - elude l'affannosa copertura dei padroni di casa con un taglio da destra a sinistra che si conclude con un tiro di sinistro provvidenzialmente deviato dal tocco Ceccarelli che determina una palombella imprendibile per Antonioli. Nel primo - e quasi unico - capovolgimento di fronte della ripresa, il Lecce passa in vantaggio. Di Francesco butta subito dentro un mediano, Giacomazzi, per Bertolacci, lasciando a Muriel il compito di disturbare l'impostazione della manovra da parte dei cesenati.

I piani del tecnico abruzzese vengono però stravolti dalla decisione di Valeri di sanzionare con il rosso le rimostranze di Muriel che, in verità, non sono apparse particolarmente nè gravi nè plateali, oltre al fatto di essere giustificate dall'invenzione arbitrale - probabilmente con l'assistenza del guardalinee - che aveva assegnato al Cesena un calcio di punizione inesistente, su una goffa copertura del pallone da parte di Rodriguez. Arrigoni allora inserisce la testa d'ariete per finalizzare l'assedio: dentro Bogdani per Djokovic, ma non basta. Carrozzieri recupera una quantità infinita di palloni e tiene alto il morale dei suoi, ben piazzato al centro dell'area. Gli attacchi dei romagnoli sono insistenti ma non lucidi anche perché il Lecce difende in dieci in 20 metri di campo, rinunciando anche alle ripartenze quando gli accenni di crampi segnalano la fine del carburante.


Per l'ultimo cambio, Arrigoni manda in campo Livaja per Comotto e tre minuti dopo Di Francesco risponde con Brivio per un esausto Olivera. La tattica è andata a farsi benedire, da una parte c'è la disperata ostinazione dei padroni, dall'altra la disperata opposizione degli ospiti. Al 36' un altro black out della difesa giallorossa che, su calcio piazzato di Mutu, tarda a disporsi consentendo a Ceccarelli un comodo colpo di testa finito al lato. Ad un minuto dal 90' Cuadrado lascia il posto a Giandonato. Nei 5 minuti e mezzo di recupero il Cesena non approfitta di un paio di svarioni, un entrata fuori tempo di Carrozzieri ed un errore di Brivio, e il Lecce può festeggiare la seconda vittoria esterna della stagione. Considerando che la prossima gara sarà ancora in trasferta, all'Olimpico contro la Roma, tre punti di speranza che impediscono alla classifica di allungarsi a discapito delle ultime tre.

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