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Benassi reagisce ai sospetti: "Mai visto né sentito Gervasoni o altri"

Il portiere del Lecce, alla ripresa degli allenamenti, ha raccontato la sua versione smentendo con forza il proprio coinvolgimento nello scandalo scommesse e preannunciando un'azione legale contro chi ha messo in giro il suo nome

Max Benassi

CALIMERA - La sua prima partita in serie A, quella attesa dopo una dozzina di anni a sgomitare tra le serie minori, è diventata l'incubo peggiore. In un modo o nell'altro non la scorderà mai. Per Max Benassi, divenuto a furia di buona prestazioni il titolare della prima parte del campionato in corso, il ricordo di quel Lecce-Lazio (2-4)  non potrà mai più essere scisso dalla "valanga di fango" che si è visto piovere addosso dopo le dichiarazioni dell'ex piacentino Gervasoni, ascoltato nei giorni scorsi dai pubblici ministeri che stanno indagando sul nuovo filone dello scandalo calcioscommesse. 

Davanti ai microfoni e ai taccuini, nel primo giorno della ripresa dell'attività agonistica al "Colaci" di Calimera, il 30enne frusinate ha raccontato la sua verità. Occhi lucidi, voce rotta dall'emozione, ha dovuto anche fermarsi qualche secondo per trattenere la commozione. Non ha mai visto, sentito, nè conosciuto in altri modi Gervasoni e gli altri membri di quel gruppo che ora è sotto la lente di ingrandimento della Procura di Cremona, le cui indagini stanno picconando il mondo del calcio che già alla fine della scorsa stagione aveva subito scosse formidabili con il primo filone di inchiesta. Benassi ha respinto ogni coinvolgimento e, anzi, non riesce a spiegarsi come sia finito per una vicenda del genere sulle pagine dei giornali e nei servizi delle televisioni. 

"Speravo di arrivarci per una bella parata, per una partita", ha commentato con amarezza, ma dalle sue paroli fuoriescono anche rabbia e voglia di reagire. Da una parte Benassi ha giurato che "ci volessero anche tre, dieci, cento anni, chi ha fatto il mio nome la pagherà", aggiungendo di aver dato mandato al suo legale di agire di conseguenza, dall'altra ha rassicurato i tifosi sul fatto che saprà farsi trovare pronto all'appuntamento con il calcio giocato: "Dai momenti difficili sono sempre uscito con più determinazione di prima". Per lui che sia la Juve, il prossimo avversario, o chiunque altro, non ha davvero nessuna importanza. Pensa alle lacrime della madre, che lo ha chiamato appena avuta notizia delle voci che riguardavano il figlio, o alla gioia del figlio Gianmarco che per quella partita era lì, poco distante dal padre, chiamato all'esordio assoluto da titolare in una gara di seria A.

Benassi ha voluto precisare di non essere stato contattato dagli inquirenti e di essere pronto, in qualsiasi momento lo si ritenesse opportuno, ad essere ascoltato ufficialmente. "Io sono uno cresciuto secondo i valori veri, sono uno che ha fatto davvero la gavetta. Come si può solo pensare che potessi rovinarmi il momento più importante della mia carriera agonistica in quel modo?" chiede retoricamente, con lo sguardo che a volte si perde nel vuoto, assediato dai pensieri pesanti di una fine dell'anno da archiviare in tutta fretta. Per lui e per il Lecce, che oggi ha iniziato a preparare il match di domenica contro i bianconeri di Antonio Conte. 

Lo stato di salute della truppa giallorossa è apparso su buoni standard. A parte si sono allenati Julio Sergio, Ofere, Petrachi, Falcone e Mesbah mentre Giandonato era assente perchè in permesso. Mister Cosmi ha tenuto a rapporto i suoi ragazzi per circa un'ora, prima della seduta, nella sala riunioni del "Colaci". Non è dato sapere cosa abbia detto ma non è nemmeno difficile immaginarlo. La salvezza del Lecce può iniziare solo con un miracolo sportivo. 

 

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