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Beretta: "Grazie Lecce, ti ripagherò ancora con la A"

Presentazione ufficiale del nuovo allenatore del Lecce. Quarantanove anni, milanese, si dice entusiasta della città, dei tifosi e della società di via Templari. Obiettivo: "Stabilità nella categoria"

4-4-2. 4-3-1-2. Dentro questi moduli c'è tutta, o quasi, la visione calcistica di mister Mario Beretta, da oggi ufficialmente l'allenatore che guiderà il Lecce in serie A dopo aver siglato un contratto biennale con la società di via Templari. Un modo di intendere il calcio di un 49enne che viene da Milano e che non ha freni nel dire che quelli della sua generazioni, chi più, chi meno, sotto l'aspetto del lavoro si ispirano ad un grande come Arrigo Sacchi. Si spiega meglio, mister Beretta, di fronte ai giornalisti nella saletta stampa "Sergio Vantaggiato" del Via del Mare: "Il lavoro che sono abituato a svolgere col mio staff - dice - punta molto sulla difesa, sul ruolo ben codificato che la retroguardia dovrà assumere in campo, anche perché il nostro obiettivo resta quello di restare in serie A, salvandoci con qualche giornata di anticipo magari, e senza patemi. Per quanto riguarda l'attacco - aggiunge -, lì bisogna lasciar libera la fantasia di coloro che ricoprono quei ruoli".

Ma questi sono i passaggi centrali del suo discorso. Beretta, non appena patron Semeraro gli dà la parola, tiene subito a dire: "Vorrei innanzitutto ringraziare la società per questa opportunità, perché Lecce è una piazza molto importante, di grande tradizione, con campionati importanti alle spalle, quindi venire ad allenare il Lecce per me è una gratificazione e di questo sono molto felice. Qui trovo un'ottima organizzazione, serietà, professionalità, quindi una grande garanzia per tutti. E poi, da quel poco che ho visto, la città è molto bella, qui si sta bene, e la tifoseria è molto attaccata alla squadra, dimostra sempre grande affetto e grande passione nei suoi confronti. Credo che mi troverò benissimo, anche perché sono una persona semplice. Mi piace passeggiare per la strada, andare a prendere un caffè al bar, comprare il giornale, le cose che fanno tutti, insomma".

E mister Beretta ringrazia Papadopulo. "Sì, vorrei dire grazie a Papadopulo per il lavoro che ha svolto in questo anno e mezzo, riportando il Lecce in serie A. Ora cercheremo di andare avanti con il nostro progetto, naturalmente con l'aiuto di tutti, dalla società, allo staff tecnico, ai calciatori, ai tifosi, alla stampa. L'importante - aggiunge - è remare sempre tutti dalla stessa parte, soprattutto nei momenti di difficoltà che si potranno incontrare, perché come ci sono in una partita, si possono trovare anche nell'arco di una stagione. L'importante è restare sempre tutti compatti intorno alla squadra".

Domanda: ma se non avesse accettato di guidare i Lecce, quale squadra avrebbe allenato? "Credo nessuna - dice Beretta - perché alcune richieste le ho avute, anche in A, ma non mi convincevano. E poi credo che alla fine prevalgano le sensazioni, il trasporto che ti viene da dentro quando decidi di dire sì ad una società che ti offre di allenare. Per il Lecce ho sentito subito entusiasmo, ed ho capito che per me sarebbe stato giusto dire sì".

Come vede l'attuale organico del Lecce mister Beretta? "E' una squadra allestita bene, con qualità tecniche e morali e questo per noi è già un vantaggio. Ma la cosa più importante è riuscire a far rendere al massimo ogni calciatore e comunque il nostro obiettivo resta quello di mantenere la categoria conquistata. Per cui non immagino grandi stravolgimenti nell'attuale organico. Anche perché non sono una persona rigida, non sono uno che punta i piedi sui calciatori che vorrebbe avere a tutti i costi nella squadra che allena. L'importante, come dicevo, è mettere i calciatori nelle condizioni di rendere. Poi, va da sé che ogni allenatore ha la le proprie caratteristiche, un'idea di gioco, un'idea di lavoro. Il lavoro durante la settimana deve essere costante, continuo, progressivo, di crescita per i calciatori, compresi i giovani".

Allenatore in seconda sarà Carlo Garavaglia; preparatore atletico Paolo Lazzarin, collaboratore tecnico Massimiliano Canzi, preparatore dei portieri Franco Paleari.

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