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Benevento-Casertana: punteggio tennistico per una figura barbina

I sanniti travolgono i rossoblu per 6 a 0. Eppure tra la due squadre c'era un solo punto di differenza. La formazione di Auteri torna in testa alla classifica

L'allenatore della Casertana, Romaniello.

LECCE - Con tre reti per tempo, il Benevento ha seppellito la Casertana (un rigore sbagliato malamente sul 2 a 0). Prima del fischio d'inizio tra le due squadre c'era solo una lunghezza di distanza a favore dei giallorossi: il risultato va quindi oltre ogni pronostico e porta in dote alla squadra di Auteri non solo i tre punti che servono a riportarsi in testa alla classifica ai danni del Lecce, ma anche un cospicuo bottino per migliorare la differenza reti, utile in caso di arrivo a pari merito.  

Chissà se dopo questa batosta il presidente dei rossoblu, Pasquale Corvino, ribadirà l'intento di ritirare la squadra, così come annunciato dopo la sconfitta interna contro il Cosenza qualche settimana addietro, quando addirittura entrò in campo a partita in corso il patron Giovanni Lombardi per ordinare ai calciatori di abbandonare il terreno di gioco: allora motivò la sua intenzione con le presunte sviste arbitrali, nel contesto di una macchinazione contro il suo club in lotta per la promozione, oggi invece dovrebbe farlo per un senso di pudore. 

La Casertana ha insistito attraverso due gradi di giudizio per avere i tre punti che non era riuscito a conquistare sul campo contro il Lecce, nella gara di ritorno, spaccando il capello in quattro per la presunta irregolarità dei salentini nel delegare il magazziniere come assistente dell'arbitro dopo l'infortunio di quello della terna ufficiale: un episodio che non ha influito sull'esito regolare della gara, come attestato dall'arbitro, e che secondo la Corte d'appello non è stato nemmeno viziato da un'errata interpretazione delle norme. Giovanni Fasano, infatti, in quanto inserito nella panchina aggiuntiva, è da considerarsi a tutti gli effetti un tesserato.

In tempi meno sospetti Roberto De Zerbi, tecnico del Foggia, dopo il pareggio interno contro il Benevento, puntò l'indice verso il "presidente della Casertana", facendo riferimento ad una sua presenza nell'assetto proprietario dei sanniti. Su una commistione tra i due club campani tornò qualche settimana dopo anche l'allenatore del Lecce, Piero Braglia. Si accesero dunque i riflettori, almeno per qualche giorno, poi è calato il silenzio. Tutti pensarono a Corvino. In realtà non sarebbe lui, azionista di minoranza e presidente del club, il personaggio cui alludevano i due allenatori, ma il patron Lombardi (che fino all'anno scorso era anche il presidente della Casertana).

Dopo il tracollo di Benevento (il cui presidente è Fabrizio Pallotta che sarebbe stato presentato all'ex numero uno, Oreste Vigorito, proprio da Giovanni Lombardi), Corvino ha aperto uno squarcio: nelle dichiarazioni nel post partita, si è detto stanco di essere un "parafulmine", annunciando per questa mattina le dimissioni e dichiarando apertamente che tre dei suoi ragazzi avrebbero giocato a favore del Benevento. Non solo, il presidente ha detto che la formazione di partenza era sbagliata e ha anche aggiunto di non sapere se le scelte siano state del tecnico Romaniello o di qualcun'altro (con probabile riferimento al direttore generale, Pannale). Sull'asse Benevento-Caserta - giova ricordarlo - ci sono state anche diverse operazioni di calciomercato. Insomma, di carne al fuoco, volendo, ce n'è per la procura federale.

Un risultato tennistico come quello odierno non fa che alimentare nuovi sospetti. Il Lecce, che regali non ne ha mai avuti e che ha pagato duramente i suoi conti con la giustizia sportiva, deve pensare a se stesso e a cercare di fare più punti possibile. Di certo non ha nulla di cui vergognarsi, i conti si faranno alla fine.

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