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Bis nazionale per Schito: secondo titolo nell'Enduro

A Dossena l'ennesimo show di Schito regala al piccolo campione otrantino il secondo titolo nazionale di mini enduro ed il terzo della sua carriera in due anni: ora si può davvero festeggiare

Jacpo Schito.

Alla fine Jacopo Schito ce l'ha fatta: a Dossena, in provincia di Bergamo, ha regalato ai suoi fans crescenti l'ennesimo trionfo della sua giovane carriera, ma soprattutto si è laureato per il secondo anno di fila campione italiano di mini Enduro. La notizia era nell'aria e si attendeva solo la conferma ufficiale, che è arrivata come al solito dalla pista: la gara ha dato il suo verdetto ed il campioncino otrantino, con quella forza che sta diventando superiorità abitudinaria, ha concesso poco e niente ai propri avversari, dimostrando ancora una volta (se per caso ce ne fosse stato bisogno) di essere davvero il numero uno della propria categoria.

Dopo aver vinto, infatti, le precedenti quattro gare, a Schito sarebbe bastato un solo punto per laurearsi campione italiano: ma, si sa, nella sua mentalità non è computata l'idea dell'accontentarsi, tipica del calcolatore ed il piccolo Jacopo non si è sottratto alla voglia di dare battaglia e di partecipare in prima persona allo spirito della gara. E così il baby fenomeno delle due ruote, in sella alla sua Ktm, corona il suo sogno di conservare il titolo di campione, che ha difeso sin dall'inizio del campionato a denti stretti: il risultato è straordinario per un serie di motivi, di cui spesso si è parlato dalle colonne di questo giornale, ma che è giusto ricordare. Ad onor di cronaca, innanzitutto, occorre ribadire che il titolo appena conquistato è il terzo in due anni a livello nazionale: l'anno scorso, infatti, oltre alla vittoria nel mini Enduro, Schito è stato campionato italiano Hard Race. Questi risultati, che sarebbero ritenuti mostruosi per un qualsiasi professionista, a maggior ragione impressionano perché a raccoglierli è un ragazzino che l'anno prossimo inizierà le scuole medie.

Un altro fattore di cui tener conto per spiegare le vittorie di Schito è la questione del contesto, dove il giovane campione è maturato: una famiglia, che ha assecondato la sua passione e che gli ha permesso, a costo di significativi sacrifici di diventare il numero uno. Del resto, bisognerebbe comprendere come le trasferte che Jacopo affronta per gareggiare siano decisamente impegnative e costose, visto che i circuiti del campionato sono per lo più tutti nel nord Italia. Nonostante, dunque, le carenze strutturali (è una fatica per la famiglia del campione rintracciare anche solo un circuito dove farlo allenare), Jacopo è riuscito a sopperire col proprio talento il gap con piloti più "fortunati" per quel che concerne appunto le strutture. Ma quel che più impressiona è la semplicità di Jacopo tipica della sua età: è sulla moto che vive una straordinaria trasformazione, che lo rende un atleta dotato di una personalità impressionante. Per questo ha meritato quest'ennesimo riconoscimento agonistico: ora l'augurio è che la sua Otranto voglia regalargli anche un doveroso riconoscimento umano, tributandogli l'accoglienza che si deve ad un campione, che, di fatto, tiene alta la bandiera del Salento in giro per l'Italia.

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