Bleve: “La parata più difficile? Quella di Melfi a gioco fermo. Poi il rigore”

Il portiere del Lecce, dopo tre gare da titolare, ha confermato di meritarsi la fiducia del tecnico e dell'ambiente. Il suo compagno di stanza è proprio Gomis

Marco Bleve alla fine della gara con la Casertana.

LECCE – Nel suo personale podio al primo posto colloca la parata effettuata nel secondo tempo di Melfi-Lecce, quando si è disteso in tuffo alla sua sinistra per deviare un colpo di testa ravvicinato. Un balzo spettacolare, quello dell’estremo, avvenuto a gioco fermo perché l’azione era viziata da una posizione di fuorigioco.

Poi il rigore neutralizzato negli ultimi minuti e, al terzo posto, il provvidenziale intervento nel recupero della gara contro la Casertana quando ha evitato quella che sarebbe stata, a quel punto, una sicura sconfitta: "C'è stata una loro ripartenza, dopo il passaggio al centro Cosenza l’ha sfiorata di quel tanto da impedire a Lepore di arrivare sul pallone. Stavo andando da tutt’altra parte, ma appena l'avversario ha stoppato ho capito che dove avrebbe calciato e sono andato a occhi chiusi".

Marco Bleve dopo la terza partita da titolare si presenta in sala stampa con un atteggiamento sereno che rivela una padronanza del momento che sta vivendo. In estate aveva chiesto al Lecce, al quale è legato fino al 2018, di essere ceduto per poter giocare con continuità, ma il club ha voluto trattenerlo e alla prima occasione il 21enne si è fatto trovare pronto: “Io ho un contratto e lo rispetto. Se questa è la strada giusta meglio ancora”.

Ha subito un goal in tre partite, non ha sbagliato praticamente nulla e, per il momento, ha sovvertito le gerarchie iniziali che volevano Gomis in posizione privilegiata. La rivalità tra i due è sana come testimonia la scelta di condividere la camera quando la squadra è in ritiro. E sulla tenuta difensiva, che qualche voce critica sta mettendo in discussione, Bleve ci ha tenuto a dire che "il mister sta lavorando molto sotto questo aspetto. Stiamo migliorando, chiunque giochi, da Giosa a Drudi a Contessa".

Eppure non deve essere facile per un giovane indossare la maglia del club della propria città e giocare davanti a 12mila persone con l’obiettivo di vincere il campionato: “In una piazza ambiziosa come questa hai più responsabilità però col passar del tempo la sento meno, forse perché sto maturando forse perché i miei compagni mi mettono in condizione di far bene. Certo che è bellissimo giocare con un muro di persone davanti, come mi capita quando paro dall’altra parte e ho la curva Nord Davanti, praticamente un muro umano”.

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Il Lecce riprenderà ad allenarsi nel pomeriggio a Martignano, in vista della terza trasferta del torneo, quella di Siracusa in programma domenica 25 settembre con inizio alle 14.30.

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