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Goleador per caso. Mariano Bogliacino attende il ritorno dei bomber di razza

Il centrocampista uruguagio è attualmente il calciatore più prolifico del Lecce. Impiegato come secondo attaccante centrale, svaria su tutto il fronte offensivo. Ma è il primo ad augurarsi il rientro di Foti e Chevanton

Bogliacino esulta in Lecce - Cuneo.

LECCE – Nove centri in campionato vanno oltre le sue più rosee aspettative, ma lui, Mariano Bogliacino, non si sente a suo agio nei panni del goleador. Sa di non avere la cattiveria necessaria, quella rabbia istintiva che, spesso, sotto porta, fa la differenza. Professionista esemplare, centrocampista universale, ragazzo modesto, il calciatore uruguagio è uno di quelli che farebbero comodo a qualsiasi allenatore: bravo, buono e rispettato dai campagni, il giocatore del Lecce porta sulle spalle non solo il fardello del numero 10, ma anche una buona parte della responsabilità sulla prolificità della squadra.

Mister Toma lo schiera come attaccante centrale di complemento, accanto a Jeda, un altro che prima punta non è. Torna indietro a trovare palloni giocabili, rincorre gli avversari fin dentro la sua area di rigore, ogni tanto delizia il pubblico con giocate di pura classe e gode di un repertorio ampio per quanto riguarda le conclusioni a rete. Eppure, tutta questa qualità potrebbe non bastare per consentire al Lecce di vincere il campionato. Ed è lui il primo ad esserne consapevole.

“Indubbiamente è importante recuperare Foti, un giocatore d’area di rigore, come lo è anche Cheva. In questo momento abbiamo bisogno dei gol di tutti”, ha dichiarato Bogliacino in conferenza stampa, secondo quanto riportato sul sito della società di via Templari. “Mister Toma mi sta facendo giocare nel reparto avanzato, ma spesso indietreggio per prendere palla e cercare la giocata. Fino a questo momento, con i miei nove centri, sono il miglior marcatore della squadra, anche se devo ammettere che mi manca la cattiveria dell’attaccante d’area di rigore, come lo sono Foti e Chevanton”.

L’impressione, comunque, è che questa lunga sosta – mancano ancora dieci giorni al prossimo impegno agonistico in casa della Reggiana- stia giovando alla truppa giallorossa. C’è infatti il tempo di smaltire gli acciacchi passeggeri e recuperare gli infortunati recidivi come, ad esempio, Ernesto Chevanton e Salvatore Foti. Almeno quanto basta per lanciarli nella mischia delle ultime cinque battaglie, nelle quali il Lecce proverà a fare lo sgambetto al Trapani capolista. Senza però abbassare la guardia lasciando che qualcuno lo sorprenda alle spalle. Perché, per andare in B, sarebbe fondamentale anche difendere il secondo posto, che consentirebbe il salto di categoria con quattro pareggi di fila (semifinale e finale).

La mancanza di un reparto offensivo assortito – nel senso che mancano le prime punte - è  oggettivamente uno dei fattori che sta complicando il cammino del Lecce. Lo ha riconosciuto lo stesso il direttore sportivo ed amministratore delegato, Antonio Tesoro, che di recente ha fatto un parziale mea culpa sul mercato di gennaio. Ripartire per lo sprint finale con due calibri del peso di Chevanton e Foti – e perché no, di Pià - potrebbe essere determinante per il risultato finale, oltre che rassicurante per una squadra che ha dovuto troppo spesso fare di necessità virtù.

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