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Il calciatore e l'uomo

Blin e il benvenuto dei tifosi tradotto su Internet: “Onora la maglia”

Il calciatore francese, alla seconda stagione nel Salento, è molto apprezzato per la sua dedizione e per lo spirito con il quale indossa i colori giallorossi. E sulla figlia ha detto: “Sono contento sia nata qui, sarà leccese per sempre”

BLIN – Appena arrivato nel Salento, nell'estate del 2021, ha notato che i sostenitori del Lecce usavano una frase ricorrente per accoglierlo: “Onora la maglia”. Non avendo dimestichezza con l’italiano, Alexis Blin è subito andato su Internet per cercarne la traduzione. Ha subito afferrato il concetto, coerente con il suo profilo, e ci si è identificato: “Mi piace andare forte, correre tanto, stare addosso all’avversario. So che i tifosi chiedono prima di tutto questo” ha detto oggi in conferenza il centrocampista ricordando i primi giorni della sua avventura in giallorosso.

Il calciatore francese ha subito rassicurato sulle sue condizioni fisiche. Nel primo tempo della gara di sabato scorso a Verona sembrava, infatti, destinato alla sostituzione, ma stringendo i denti è rimasto a battagliare. Ha ancora il ginocchio un po’ gonfio a causa di una botta, ha detto, ma si sente molto meglio e già da oggi spera di rientrare nel gruppo. Aspetta solo il via libera dello staff medico, sa quanto è importante la sfida di venerdì sera alla Salernitana.

L'analisi della gara di Verona

Riguardo al match perso al Bentegodi, questa la sua analisi: “Una partita difficile da giocare, per loro era veramente importante. Ci siamo andati con l’obiettivo di vincere, nel primo tempo potevamo andare in vantaggio. Queste partite si decidono sugli episodi, abbiamo preso un gol stupido, dovevamo essere più concentrati. Una volta sotto, forse non abbiamo fatto il massimo per ritornare a casa con almeno un punto”.

Dai suoi piedi è passata l’occasione più clamorosa del Lecce, nella prima frazione: passaggio di Strefezza, tiro di Blin in corsa, col sinistro, e provvidenziale parata di Montipò: “Sono arrivato nel momento giusto, ho voluto calciare bene più per centrare la porta che non soprattutto per fare gol, non so se mi spiego, ho mancato un poco di forza. La prossima volta ce ne metterò di più”, dice con un mezzo sorriso che sa molto di rimpianto.

L'equilibrio come missione

Il suo ingresso nell’undici titolare è grosso modo coinciso con l’accelerata che il Lecce ha dato alla sua classifica, ma Blin ha una prospettiva più ampia: “Ho sempre lavorato per la squadra, ogni giorno a disposizione del mister. Quando mi ha voluto in campo, ho dato il massimo per dimostrare di poter giocare. Ora gioco di più, ma nel calcio tutto va veloce, non mi adagio su questo momento”. Del resto, lui per primo appare ben consapevole di quanto ancora possa migliorare: “Negli ultimi 20 metri posso fare meglio, nell’ingresso in area devo essere più rapido. Mi piace dare equilibrio, in A quando perdi la palla puoi subire immediatamente gol”.

Sull’andamento in generale del Lecce, Blin ha voluto alzare l’asticella perché non vuole spiacevoli sorprese: “Abbiamo fatto una prima parte con un buon atteggiamento, abbiamo in genere disputato belle gare. Nelle prime dieci meritavamo un po’ di più, poi è arrivata la striscia di sei partite utili. Il campionato è però ancora molto lungo, con 19 match ancora da giocare. Dobbiamo mantenere la stessa determinazione per fare ancora 20 punti”.

La nascita di Carla

Blin è uno di quei giocatori che entrano nel cuore della gente attraverso il lavoro, la dedizione Un calciatore outsider, operaio, lo si può definire in molti modi e tutti hanno a che fare con la concretezza e lo spirito di sacrificio. Come accaduto ad Amiens, sta avvenendo anche a Lecce: “In campo non mi piace perdere, non sono un tipo gentile, ma fuori dal terreno di gioco sono diverso”. La sua permanenza nel Salento è stata poi impreziosita dalla recente nascita della figlia, Carla: “Ha cambiato la mia vita, quando torno a casa e c’è la bimba ad aspettarmi, ritrovo subito il suo sorriso. Quando non vinciamo mi aiuta a ritrovare la serenità. Dopo la sua nascita cerco di vivere la vita ancora più intensamente e sono molto contento che sia nata qui perché sarà leccese per la vita”.

Leggi anche: Umtiti e Blin, il campione e l'anti personaggio

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