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“Partiamo in ultima fila”

Budget di mercato e nuovi investitori: la visione del presidente del Lecce

Nell'incontro dedicato al nuovo tecnico della prima squadra, Sticchi Damiani ha risposto anche ad alcune domande su aspetti economici e sulla sua posizione rispetto all'ipotesi di allargare la base societaria

LECCE - Nel corso della conferenza stampa di presentazione di Roberto D'Aversa (qui l'articolo), nuovo tecnico del Lecce, il presidente del club, Saverio Sticchi Damiani, ha risposto ad alcune domande con le quali i cronisti hanno cercato di capire quali siano i margini operativi della società - cioè quanto possa spendere per allestire l'organico della prima squadra - e anche quali siano le prospettive rispetto ad eventuali ingresso di nuovi soci.

Sul primo punto, Sticchi Damiani ha spiegato: “Il fatto di essere al secondo anno in A rappresenta un piccolo vantaggio sotto ogni punto di vista, ma è chiaro capire chi sono i nostri competitori: quest’anno, lo sappiamo, sono state promosse in A formazioni che ci sono abituate, non c’è la classica neopromossa che non conosce la categoria. Questa considerazione annulla un poco quel piccolo vantaggio di cui parlavo prima. Non abbiamo paura di dire che, se fossimo in Formula 1, partiremmo dall’ultima fila, ma questo è lo stimolo che ci anima ogni giorno nel cercare di scalare una posizione alla volta”. Va ricordato che nella scorsa stagione il Lecce ha impegnato per il progetto tecnico - prima squadra e Primavera - una somma tra i 20 e i 25 milioni comprensiva di nuove acquisizioni del monte ingaggi di calciatori e staff.

“Dal punto di vista dell’impegno finanziario è chiaro che il club deve stare in equilibrio, ma proprio perché sta raggiungendo una sua piena sostenibilità, più è solido, più può pensare di incrementare tutte le tipo di investimenti, quelli tecnici e quelli delle strutture, che per noi sono prioritarie. Tutti faremo il massimo, nessuno deve trarre profitti personale dal club. Quel che entra viene reinvestito, sapendo che c’è un’area tecnica che riesce a rendere il più efficiente possibile gli investimenti fatti”. E, con riferimento a un passaggio fatto da Corvino, ha aggiunto: “Essere efficienti vuol dire essere in equilibrio, essere efficaci significa raggiungere l’obiettivo sportivo. Dobbiamo essere prima efficienti e, un secondo dopo, cercare di essere efficaci”.

Per quanto riguarda l'ipotesi di nuovi partner - nella domanda la presenza di capitali stranieri era vista come una minaccia di contaminazione - il presidente del Lecce ha risposto: “La mia visione è questa: poter avere partner internazionali comporta due prezzi da pagare. Il primo è che molti di questi operatori, pur con risorse esagerate, non hanno saputo raggiungere i risultati sportivi. Questo accade quando arriva il magnate di turno. Il secondo prezzo da pagare è quello che riguarda invece il fondo internazionale: alla fine dell’investimento pretende un utile quindi a un certo punto del percorso ti presenta il conto che può anche essere quello di prendere la società e di venderla al miglior offerente, magari nel momento più impensabile. Come ho sempre detto, qualora dovesse esserci un investitore, non per forza straniero, che apporti un valore aggiunto al club, che possa migliorare per esempio la parte delle strutture, come lo stadio, allora siamo certi che possa essere utile. A noi non serve un piccolo investitore, ma qualcuno che cambi l’orizzonte del club, che sia disposto a dire 'vengo a Lecce a costruire un nuovo stadio', allora sì che sarebbe un’opportunità da cogliere al volo”.

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