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Le parole del tecnico

Lecce pronto all’esordio. D’Aversa: “Vogliosi di mettere in difficoltà la Lazio”

In conferenza stampa il tecnico parla dei temi della partita e sul modulo non esclude, in corso, un passaggio al 4-2-3-1: “Loro hanno qualità ma giocare davanti a 30mila persone ci deve caricare”

LECCE – Il fattore campo, la spinta dei trentamila del Via Del Mare e la convinzione di poter partire bene: sono questi i temi su cui fondare l’esordio in campionato per il Lecce, che domani sfida la Lazio di Maurizio Sarri, orfana di Milinkovic Savic, ma reduce da un calciomercato che ha portato Pellegrini, Rovella, Kamada e Castellanos, giocatori che appaiono funzionali al gioco del tecnico toscano.

L’allenatore del Lecce, Roberto D’Aversa, nella conferenza stampa pre-gara, come da tradizione, non ha dato elementi certi sull’undici titolare che partirà, ma non ha escluso un diverso atteggiamento tattico, ovvero il 4-2-3-1 nel corso della gara. Non convocati per l’occasione Venuti, alle prese con l’infortunio che lo ha colpito nel precampionato, e l’ultimo arrivato Kristovic, ancora impegnato negli ultimi passaggi burocratici legati al suo trasferimento.

Sulla condizione della squadra e sul possibile impiego di Gallo, l’allenatore giallorosso ha risposto: “I ragazzi arrivano con una condizione psico-fisica ottimale, è chiaro che quello che si è fatto finora non basta per la partita di domani, che sarà impegnativa per le difficoltà che ci possono essere. Affrontiamo una squadra come la Lazio, con un allenatore che lavora da diversi anni con quel gruppo. Gallo? È recuperato al 100%, rientra nei convocabili e potrebbe essere utilizzabile anche dall'inizio”.

Il tema modulo scalda, soprattutto ipotizzando una squadra con due mediani e un giocatore sotto punta che vada a schermare le fonti di gioco biancocelesti: “Loro in costruzione – ha replicato - sono una squadra che utilizzano i quattro difensori e tre centrocampisti, che partecipano tutti, fraseggiano con traiettorie non ampie e cercano un costante possesso palla. Schierarci in quel modulo potrebbe essere una soluzione adottabile, laddove si voglia essere più aggressivi sui centrocampisti”.

C’è poi l’entusiasmo del Via del Mare con la carica dei trentamila di domani: “Giocare davanti a 30 mila spettatori deve essere qualcosa in più, dobbiamo essere bravi noi a entusiasmare a spingere i tifosi”.

D’Aversa non si dice sorpreso dalla passione dei tifosi: “L’hanno dimostrata – racconta - sin dal primo giorno che sono arrivato in ritiro, dove erano numerosi nonostante i tanti chilometri di distanza da casa”.

Quanto all’atteggiamento ha aggiunto: “Siamo vogliosi di mettere in difficoltà una squadra che lo scorso anno è arrivata seconda in classifica e ha dei valori importanti. Da parte nostra serve volontà e determinazione per creare problemi a una squadra sulla carta più forte di noi: ma il calcio è bello proprio per questo, quello che dice la carta non corrisponde sempre a quello che dice il campo. Ragionando su quello che si è fatto finora, dobbiamo trarre motivazione, pur sapendo che campionato vero inizia domani”.

Sull’impiego di Kaba lo ha definito “ipotizzabile”, chiosando sul mercato: “Sono arrivati due giocatori, il direttore è stato chiaro che sarebbe intervenuto con due centrocampisti e un attaccante e sono arrivati un centrocampista e un attaccante”. Quanto all’attacco: “In questo momento sto considerando Strefezza nel ruolo di centravanti, abbiamo Persson e Burnete quindi numericamente siamo completi. Persson inizialmente aveva chiesto un permesso, ora si allena con noi ed è a disposizione”.

Poi sulla perdita di Milinkovic-Savic per la Lazio, D’Aversa ha riconosciuto l’importanza del giocatore che cuciva il gioco e puliva molti palloni di testa, avendo impatto sotto l’aspetto realizzativo, ma ha evidenziato la presenza di numerosi giocatori di qualità e un profilo, quello di Vecino, che pur con caratteristiche diverse, può fare bene.

Sulla capacità di Rafia di dare equilibrio al centrocampo, il mister ha risposto: “Parliamo d un giocatore di qualità con caratteristiche offensive, che ha fatto a lungo il trequartista e lo scorso anno giocava in Lega Pro, dove ed era tutto più semplice. In Serie A la qualità aumenta, migliorerà col lavoro”.

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