rotate-mobile
Mercoledì, 18 Maggio 2022
Calcio

Il Lecce alla pari per un tempo, poi resta in dieci: la Roma vince 3 a 1

I salentini, in formazione inedita, passano in vantaggio al 14' e fino al pari di Kumbulla al 40' giocano con autorevolezza. L'ingresso di Zaniolo e Mkhitaryan spezza gli equilibri. Gargiulo espulso al 62' per doppia ammonizione

LECCE - L'avventura del Lecce in Coppa Italia termina, come prevedibile, all'Olimpico contro la Roma. Ma la squadra di Mourinho ha dovuto penare per un tempo per venirne a capo e guadagnarsi i quarti di finale. La prima frazione si è chiusa sul punteggio di 1 a 1, con gol di Calabresi al 14' e di Kumbulla al 40', mentre nel secondo sono arrivati i gol di Abraham al 54' e di Shomurodov al minuto 81. 

Il Lecce ha giocato in inferiorità numerica dal 62', quando Gargiulo ha rimediato la seconda espulsione nel giro di quattro minuti. Sulla prima c'è molto da dire perché l'ostruzione su Abraham non è stata né violenta né determinante essendo l'attaccante ingabbiato da tre avversari all'altezza del centrocampo. Un'altra invenzione dell'arbitro Volpi è stata quella relativa al cartellino giallo per Helgason al 40': il finlandese, in possesso palla, si allunga e tocca la sfera, è l'avversario ad arrivare in ritardo ma il direttore di gara, lì a pochi passi, penalizza il calciatore del Lecce.

Sia chiaro, la Roma è di un altro pianeta oltre che di un'altra categoria, ma la direzione di gara è stata cervellotica e spiazzante, fino al punto di invertire alcune decisioni con quel piglio di chi è quasi imbarazzato che Davide possa rovinare la festa a Golia. Se le squadre si fossero arbitrate da sole, probabilmente ne avrebbe beneficiato il giuoco (sì, scritto alla vecchia maniera) del calcio. Anche abbastanza surreale, per la sua durata, il check sul gol di Calabresi che di testa raccoglie un calcio d'angolo e supera Rui Patricio. L'assistente segnala un fuorigioco di Gargiulo, che si proietta verso il secondo palo, ma non tocca la sfera né ostruisce la visuale del portiere: vada pure per il controllo, ma passano tre minuti prima che la coppia Sozza e Peretti capisca che quel gol non si può che convalidare. D'altra parte si vede pure che il centrocampista è in posizione regolare.

Baroni ha mandato in campo una squadra inedita, con Dermaku e Calabresi al centro della difesa, una mediana con Helgason, Blin e Gargiulo, senza nemmeno Rodriguez in avanti fermato da un guaio muscolare in mattinata e con Listkowski alla ricerca della migliore condizione. Il Lecce nel primo tempo ha tenuto bene il campo, ha irretito i padroni di casa e concesso loro solo un paio di opportunità dimostrando organizzazione e personalità al cospetto di un avversario che, seppur rimaneggiato, vanta sempre un arsenale di tutto rispetto. Con l'ingresso di Zaniolo e Mkhitaryan, a inizio ripresa, la Roma ha poi preso in mano le redini del gioco con continuità e ha fatto valere la sua migliore qualità e prestanza fisica.

Le foto del match dell'Olimpico (A.Scuro)

Al termine della partita l'allenatore del Lecce, Marco Baroni, con la testa già alla partita di domenica contro la Cremonese, non ha cercato alibi: "Ci sono differenze fisiche e tecniche importanti tra noi e loro. Io avevo chiesto ai miei di avere lo stesso atteggiamento di sempre e nel primo tempo abbiamo giocato palla a terra, sono molto contento della prestazione. Nel secondo è venuta fuori la differenza di gamba, noi abbiamo iniziato a pagare dazio anche perché tanti ragazzi avevano giocato meno fino a questa partita e poi in inferiorità numerica è stato tutto più difficile". Il tecnico ha quindi rinnovato la sua stima per Calabresi, autore di una buona prestazione anche nell'inedito ruolo di centrale: "Questa prestazione è un segnale che raccolgo con grande attenzione". 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Lecce alla pari per un tempo, poi resta in dieci: la Roma vince 3 a 1

LeccePrima è in caricamento