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Lunedì, 15 Agosto 2022
Ha 27 anni

Falcone al bivio della carriera: la consacrazione passa da Lecce

Prelevato dalla Sampdoria, con la quale ha collezionato 12 presenze nella scorsa stagione, il portiere romano è chiamato a una stagione da protagonista. Il direttore Corvino: “Siamo convinti di aver fatto una scelta importante”

LECCE – A 27 anni compiuti un portiere che voglia consacrarsi nel panorama della serie A deve saper fare la differenza. Lo sa bene Wladimiro Falcone, arrivato a Lecce dalla Sampdoria, squadra con la quale la scorsa stagione aveva collezionato 11 presenze da titolare dimostrando di poter ambire a un ruolo da protagonista. I blucerchiati, tuttavia, avevano già deciso di non prescindere da Audero e così l’estremo originario di Roma, un giorno dopo la fine del campionato, ha dato la sua parola al direttore sportivo Stefano Trinchera. I due si erano conosciuti a Cosenza nella stagione precedente.   

“Per me sarà un’annata fondamentale – ha detto oggi il portiere in conferenza stampa -. Ho sempre giocato in C, poi un solo anno in B e l’anno scorso mi sono ritrovato a fare una decina di partite in A: credo di essermi fatto trovare pronto, ma so che per un portiere sono poche. Devo cercare di esserne all’altezza, ringrazio il direttore che ha creduto in me e farò di tutto per ripagare la fiducia di tutto l’ambiente”.

L’incontro con i cronisti è stato introdotto, come di consueto, dal direttore dell’area tecnica, Pantaleo Corvino: “Sapete quanta importanza diamo a questo ruolo - ha detto -. Anche se il suo curriculum non è supportato da grandi numeri, siamo convinti di aver fatto una scelta importante. La sua fisicità è evidente: è un ‘angale’ di un metro e 95, è uno specialista sui calci di rigore. Ho sempre notato la sua capacità di saper giocare con i piedi. Io e Stefano siamo certi di aver dato a Baroni un elemento che può darci soddisfazioni”.

Il portiere ha spiegato per prima cosa le ragioni che lo hanno portato a cogliere al volo la proposta del Lecce: “La presenza del direttore Corvino ha influito sulla mia scelta, non lo conoscevo di persona ma la sua fama lo precede. Conoscevo invece il direttore Trinchera con cui sono stato a Cosenza. Io ho voluto fortemente venire qui per la piazza, per i tifosi. Tutti mi hanno parlato bene di Lecce. L’approccio con la squadra è stato perfetto: bravi ragazzi, con un buon livello tecnico. C’è molta serenità con tutto lo staff, dal mister al preparatore dei portieri”.

Falcone ha poi confessato di esaltarsi – godimento è stato il termine utilizzato – più per una presa aerea tra una selva di avversari e compagni che per una parata su un tiro diretto all’incrocio dei pali: “Essendo alto mi viene più facile. Nel corso degli anni, parlando con i difensori, ho capito che loro si sentono più sicuri se il portiere dà una mano sulle palle alte. È una cosa che si acquisisce con la sicurezza e mi piace”.

Il poritere ha poi raccontanto un aneddoto importante nel suo percorso: “Io avevo paura di rimanere nel pantano della C, però nella stagione a Lucca (2018/2019, ndr) avevo fatto una prima parte di stagione discretamente buona. Il preparatore, che era Enzo Biato, mi parlò e fece scattare qualcosa nella mia testa: mi avevano sempre detto fino a quel momento che avevo grosse potenzialità tecniche ma che non riuscivo a tirarle fuori. Da allora feci una seconda parte di stagione fantastica, ci salvammo nonostante i 25 punti di penalizzazione. Poi sono andato a Cosenza e ho fatto bene, in serie A lo scorso anno mi sono fatto trovare pronto. È stato più un fattore di testa, spero di continuare così e di non fermarmi più”.

Falcone scenderà in campo con la maglia numero 30: “Il 3 è il mio numero fortunato ma insolito per un portiere – ha spiegato - così ci ho aggiunto lo 0. L’anno scorso avevo il 33”.

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