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Venerdì, 12 Aprile 2024
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Ko a Empoli, Falcone ci metta la faccia: “Ingiustificabile il calo nella ripresa”

Il portiere del Lecce ha commentato a freddo l'ultima sconfitta dei salentini, la quinta di fila. In un inconscio rilassamento mentale dovuto al vantaggio sul Verona vede una probabile causa della fase negativa della squadra

LECCE - Premessa a parte, la conferenza stampa di Wladimiro Falcone è stata tutta incentrata sulla fase negativa che il Lecce sta attraversando: sono oramai cinque le sconfitte consecutive, di cui l'ultima peraltro, quella di Empoli, senza nemmeno un tiro nello specchio della porta avversaria. Il portiere del Lecce ha confermato di essere un numero uno non solo tra i pali, ma anche nella capacità di confrontarsi con i giornalisti, rispondendo con serietà e andando oltre le convenzioni che di solito ci sono nell'ambiente calcistico, dove abbondano frasi fatte e di circostanza.

La prima domanda è stata sulla convocazione in Nazionale per la partita contro l'Inghilterra (1 a 2 a Napoli, ndr) valida per le qualificazioni ai Campionati Europei. In campo, ovviamente, ci è andato Donnarumma, ma per Falcone va benissimo così: “Sono molto soddisfatto, non me lo aspettavo assolutamente, è stata una bellissima esperienza e ringrazio il Lecce per avermi fatto giocare in serie A e dato questa opportunità. È grazie a questa società se sono arrivato in Nazionale. Spero che non sia la prima e unica convocazione, ma la fiducia me la dovrò guadagnare sul campo”. 

Dopo questa dovuta introduzione, la conferenza è entrata nel vivo: “So che i tifosi in questo momento pensano che la squadra non ci sia più, che abbiamo un pochettino mollato. Vi assicuro che non è così, ci alleniamo a mille, facciamo quello che chiede il mister. In partita stiamo mancando, siamo i primi a essere dispiaciuti soprattutto per i tifosi però, purtroppo, ricette magiche non ce ne sono, bisogna lavorare sempre sodo e venirne fuori, anche con il sostegno dei tifosi che ci sono sempre vicini anche se ultimamente sono comprensibilmente arrabbiati. Ci manca un ultimo tassello per stare tranquilli, ci sono dieci partite e speriamo che già da venerdì torneremo a essere i veri noi”.

In arrivo al Via del Mare c'è il Napoli lanciatissimo verso la conquista dello scudetto e atteso, mercoledì prossimo, dallo scontro con il Milan nella gara di andata dei quarti di Champions League (i rossoneri nell'ultimo turno di campionato si sono imposti sui partenopei per 4 a 0 allo stadio Diego Armando Maradona) “La partita più difficile che potesse capitarci in questo momento, ma giochiamo in casa, daremo il 110 percento” ha assicurato Falcone. 

Il portiere non è ancora arrivato a fare una diagnosi precisa sul calo di rendimento della squadra, ma tende a escludere il fattore età: “Secondo me non si tratta di quello, abbiamo giovani bravi e anche intelligenti. Il fattore esperienza ci può stare, ma penso che non sia quella la causa. Magari il vantaggio che abbiamo sul Verona ci fa stare incosciamente tranquilli e non andiamo in campo con la convinzione giusta. I ragazzi sanno che dobbiamo tornare a essere quelli che hanno fatto 27 punti, siamo la stessa squadra, dobbiamo uscirne il prima possibile per centrare questa benedetta salvezza”.

Falcone si è detto invece d'accordo sul fatto che la gara di Empoli, a differenza di altre recenti, ha messo in evidenza un allarmente black out tra prima e seconda frazione: “Anche io dalla porta ho visto i miei compagni meno convinti. Nel secondo siamo calati vistosamente, è ingiustificabile un calo del genere, non so quale sia la causa però il momento è questo. Forse anche il fatto di non fare gol scoraggia i ragazzi. Voglio pensare che sia questo il motivo perché se ci fossero altri fattori sarebbe preoccupante. Mi ripeto: non sono preoccupato più del dovuto, i miei compagni danno il massimo in ogni allenamento. Dobbiamo trovare questo benedetto gol magari per fare qualche punto”.

La questione realizzativa, del resto, è cruciale anche per consolidare la solidità difensiva che molto a lungo è stata un tratto distintivo del Lecce: “Miracoli non ne faccio. Non per presunzione, ma penso di essere stato importante in questo percorso. Non possiamo però appellarci ai miracoli della difesa perché prima o poi il gol ce lo fanno, come sta accadendo in queste partite. Sicuramente ci serve più convinzione là davanti, abbiamo ragazzi forti, è solo un momento in cui magari si abbattono se un tiro finisce fuori”.

Falcone sa benissimo, tuttavia, che non si tratta solo di tornare a gonfiare la rete avversaria: “Sicuramente un gol può aiutare a ritrovare convinzione, ma non risolvere tutto. Nelle ultime cinque partite abbiamo tirato poco e fatto zero gol, non possiamo nasconderci. Quel che ci manca in questo momento è sbloccarci mentalmente”.

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