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Martedì, 18 Giugno 2024
In sala stampa

Gotti rende merito al collega Gasperini: “Ha arricchito il calcio italiano”

Il tecnico del Lecce, in conferenza, ha parlato anche del collega che ha portato la sua Atalanta alla finale di Europa League, in programma mercoledì prossimo contro il Leverkusen

LECCE - La partita di domani tra Lecce e Atalanta, è di quelle che si preparano da sole. Vuoi per il valore dell’avversario, per il suo lungo percorso di crescita che lo ha collocato in pianta stabile nella fascia alta del campionato, vuoi perché è l’ultima uscita dei giallorossi davanti ai propri tifosi.

In sala stampa il tecnico Luca Gotti ha incontrato i cronisti per la consueta conferenza stampa della vigilia e così ha esordito al microfono: “Ho detto ai ragazzi in questi giorni che non c’è bisogno degli stimoli. Stiamo svolgendo la nostra bellissima professione a uno dei livelli più alti consentiti al mondo e questo di per sé è uno stimolo che ti deve accompagnare sempre. Bisogna vivere in sintonia con questo stimolo. Noi abbiamo due partite che per noi sono due partite importanti di serie A con due squadre molto forti da preparare al massimo delle nostre possibilità. È una questione di mentalità. Mentalità che è stata determinante in questo percorso che negli ultimi dieci anni l'Atalanta è riuscita a fare”.

L’allenatore è stato quindi sollecitato sulle innovazioni che Gasperini e l’Atalanta hanno consolidato nel calcio italiano: “Gasperini ha il merito di aver portato parecchia ricchezza nel campionato di Serie A. Cerco di spiegarvi: anche quindici anni fa, quando allenava il Genoa, il Palermo o quando ha fatto pochi mesi all’Inter, aveva già questo imprinting tattico e di atteggiamento che richiede ai suoi giocatori. Un aspetto importante è anche l’intensità di gioco che pretende. Impone al suo avversario una partita quasi uomo a uomo. Le grandi squadre riuscivano a prevalere, complessivamente, non avevano la grande preoccupazione di questo tipo di atteggiamento. Poi nel tempo, avendo dato continuità e profondità - i giocatori dell'Atalanta sono migliorati molto nel tempo e il livello è cresciuto - nessuna squadra di Serie A può permettersi di affrontare la squadra bergamasca come in una partita normale. Da qui vien fuori anche la vittoria di 4-0 ad Anfield Road, una cosa un po’ epica”.

Sulla possibilità che l’Atalanta possa essere concentrata sulla finale di mercoledì prossimo contro il Leverkusen, Gotti non sembra farci molto affidamento: “Hanno superato le 50 partite stagionali, difficile dire chi siano i titolari. Ci sono momenti e momenti. L'Atalanta ha almeno 18 giocatori che si alternano tranquillamente. Quattro giorni dopo affronteranno la partita più importante della loro storia ed è giusto che il focus per alcuni giocatori debba essere quello, però dire che quelli che poi eventualmente ci saranno a loro posto non siano titolari, ce ne vuole”.

Gotti ha sintetizzato i quattro giorni di lavoro intercorsi dalla sconfitta di lunedì sera con l’Udinese: “Io ci ho messo qualche giorno a sbollire il dispiacere per la partita di lunedì scorso, che non mi è andata giù per tanti motivi. Abbiamo fatto allenamento tutti i giorni, piano piano il focus si è spostato sull’Atalanta, non ho visto una squadra con la testa in vacanza, con la gente che pensa alle valigie in macchina, ho visto una squadra che sa che ci sono due partite da giocare nella migliore maniera possibile. Questa è la sensazione che ho avuto”.

L’allenatore veneto è stato quindi invitato a fare un bilancio tra le aspettative che aveva prima di arrivare a Lecce e i riscontri che poi effettivamente ha avuto: “La mia idea del Lecce visto da fuori è il motivo che mi porta qui. Nel corso dell’anno ho rifiutato un sacco di proposte per poi arrivare in quel momento ad accettare la proposta del Lecce. Mi sembra vedere una visione di medio lungo termine. È chiaro che da allenatore questa io non posso permettermela perché se perdi tre partite ti mandano via. Noi avevamo dieci partite davanti e un focus ben preciso però quella prospettiva è la ragione per cui sono qui. Ora alla fine del torneo ci sarà da ragionare insieme su come pensare al prosieguo”.

Le parole sul potenziale di Gallo e Dorgu: leggi qui

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