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Sansone fa esplodere il Via del Mare al minuto 89: il Lecce vince la sfida con l’Empoli

Partita in gran parte contratta, ma i giallorossi hanno decisamente cercato di più la porta avversaria, centrando anche una traversa con Piccoli. Annullato al 5’ il vantaggio di Cerri: il portiere Caprile aveva commesso un’infrazione

LECCE - Con un gol di Sansone al 90 il Lecce ha vinto sull'Empoli compiendo un bel passo avanti verso la salvezza: i giallorossi si sono portati a quota 32 punti in classifica (media di uno a gara), con sei lunghezze sul Frosinone e sette sul Sassuolo (Napoli-Frosinone; Sassuolo-Milan le partite in programma domani).

Decisivo l’assist di Pierotti che ha servito al compagno di squadra una palla che doveva solo essere spinta verso la rete. Una grande soddisfazione per il numero 50 del Lecce sul quale il tecnico Gotti sta lavorando moltissimo, spremendolo in settimana e centellinando il suo minutaggio in attesa che il calciatore assimili i necessari obblighi di copertura nella fase di non possesso.

Al Via del Mare la gara, preceduta da un minuto di silenzio per le sette vittime della tragedia di Suviana, è stata molto tattica, ma non avara di occasioni che sono arrivate quasi tutte dopo corner e calci di punizione. Fondamentale una parata di Falcone nel primo tempo su deviazione area di Pongracic, ma il suo collega Caprile ha fatto anche di più, negando almeno due volte la marcatura alla squadra di Gotti: su conclusione al volo di Gendrey e colpo di testa di Dorgu sul corner che ne era seguito. La formazione di casa può anche recriminare per una traversa colpita da Piccoli.

Caprile, galeotta fu quella mano

Certo, l’annullamento al 5’ del gol di Cerri aveva evitato al Lecce di giocare in salita: l’arbitro Mariani, dopo la revisione al monitor, non ha convalidato il gol dell’attaccante perché l’azione era nata da una irregolarità del portiere Caprile che aveva inseguito un cross alla cieca di Baschirotto, controllando il pallone con almeno una delle mani interamente fuori dall’area di rigore. Prima di tirare un sospiro di sollievo Gotti si era arrabbiato molto perché Gendrey era stato approssimativo nella marcatura di Cancellieri.

I tre punti, anche se arrivati in extremis, sono stati sostanzialmente meritati: nell’arco di una gara equilibrata i padroni di casa hanno avuto più occasioni. La legittimazione della vittoria maturata al 94’ è nei numeri: 14 tiri a 3 per il Lecce, di cui 7 nello specchio contro nessuno dell’Empoli, oltre a 10 corner contro 3 dei toscani.

Da considerare che nel secondo tempo gli ospiti non hanno mai impensierito l'estremo dei salentini, mentre Baschirotto, di testa, ha chiamato Caprile a una provvidenziale respinta al 58’e poi al 64’ una deviazione in calcio d’angolo ha cambiato la traiettoria di un gran tiro di Oudin dopo una elegante ed efficace penetrazione di Gallo sul fondo.

Mister Nicola aveva notato l’arretramento del baricentro della sua squadra e con l’inserimento al 59’ di Maleh, Niang e Cambiaghi per Zurkowski, Cancellieri e Cerri aveva immaginato di iniettare nuova linfa. Gotti ha risposto con Sansone per Almqvist, al minuto 62, quando già la squadra giallorossa era disposta con un 4-4-1-1 che aveva dato più equilibrio rispetto al 4-2-3-1 della prima frazione.

Lo strappo finale dalla panchina

Nei minuti finali l’allenatore del Lecce ha trovato in panchina le risorse per cambiare il volto della partita: all’88’ dentro Pierotti per Oudin e Venuti per Gendrey (al 73’ Gonzalez per Dorgu). Trascorrono poche decine di secondi e Caprile sbaglia il rinvio: rimessa di Venuti verso Piccoli che duella con il leccese Luperto riuscendo a girare di testa il pallone verso l’area di rigore dove l’argentino disorienta Walukiewicz, gli sottrae la sfera e mette Sansone nella condizione di fare il gol più facile della sua carriera.

Il Via del Mare a quel punto si è acceso di un entusiasmo incontenibile e nei quattro minuti di recupero una specie di barriera sonora ha respinto i disperati tentativi dell’Empoli. E siccome sacro e profano, come insegna De Andrè, talvolta vanno a spasso insieme, allora ci piace ricordare quella sciarpa giallorossa legata al gancio della gru che poche ore prima aveva issato la statua di Sant'Oronzo sulla colonna dell’omonima piazza, mentre migliaia di leccesi e turisti seguivano con gioia e attesa il ritorno del santo patrono sul capitello più alto della città.

Da ricordare anche il commosso ricordo a Salvatore Giannone, scomparso ieri a 59 anni: era stato una delle colonne portati dei Ragazzi della Nord che negli anni Ottanta acceso la fiamma del tifo organizzato a Lecce. Prima del fischio d’inizio il presidente Saverio Sticchi Damiani, Falcone, Baschirotto e capitan Blin hanno depositato due mazzi di fiori ai piedi davanti alla curva che tante volte aveva visto “Balilla”, così era chiamato, protagonista nel lanciare i cori. Durante la gara Giannone è stato omaggiato dai tifosi leccesi e anche da quelli ospiti, giunti in buon numero per seguire la propria squadra (tutte le foto nella gallery).

Una vittoria che può valere doppio (foto Chilla)

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Il tabellino di Lecce-Empoli 1 a 0

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Gendrey (88’ Venuti), Baschirotto, Pongracic, Gallo; Blin (cap.), Ramadani; Almqvist (62’ Sansone), Oudin (88’ Pierotti), Dorgu (73’ Gonzalez), Piccoli. Allenatore: Gotti

EMPOLI (3-5-2): Caprile; Bereszynski, Walukiewicz, Luperto (cap.); Gyasi, Zurkoswski (59’ Maleh), Marin, Bastoni (70’ Kovalenko), Pezzella (84’ Cacace); Cancellieri (59’ Cambiaghi), Cerri (59’ Niang). Allenatore: Nicola

Marcatori: 89’ Sansone

Ammoniti: 45’+ 2 Almqvist, 89’ Gyasi

Arbitro: Mariani; assistenti: Colarossi e Di Monte; quarto ufficiale: Feliciani

Var: Mazzoleni; assistente Var: Paterna

Spettatori 25.957 do cui 4.710 paganti e 21.247 abbonati

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