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Lunedì, 27 Giugno 2022
Calcio

Il Lecce vince il campionato: 1 a 0 al Pordenone, via alla festa per la serie A

Nel primo tempo i giallorossi ci provano in ogni modo ma non trovano il vantaggio che arriva a inizio ripresa con Majer. A Perugia il Monza va sotto e spiana la strada alla Cremonese, vittoriosa a Como

LECCE - Il campionato di serie B più difficile che si ricordi, per la qualità delle formazioni di vertice e per la serrata competizione che ne ha reso incerto l’esito fino all’ultima giornata, il Lecce lo ha vinto, con merito, per una serie di ragioni oggettive che già alla vigilia abbiamo sinteticamente ricapitolato.

Quei numeri sono diventati sostanza, ma anche riconoscimento collettivo: a Massimo Coda oggi è stato consegnato il trofeo come miglior giocatore dell’anno e anche quello di capocannoniere (dedicato a Paolo Rossi). Ventidue centri lo scorso anno, venti in questa stagione nella quale l'attaccante campano ha dimostrato anche una grande generosità a servizio dei compagni guidato dalle indicazioni di Baroni.

Il tecnico fiorentino ha realizzato un capolavoro portando la squadra a tagliare il traguardo più ambito, prima delle altre: sul taccuino dei critici – lo fanno, dicono, per il troppo amore verso i colori giallorossi – resta una serie di quattro pari di fila nel girone di ritorno. Troppo poco per parlare di una crisi: rivedendo l’arrivo al fotofinish, quei “punticini” hanno fatto una parte sostanziale della differenza.

Al secondo tentativo dopo la retrocessione, abbastanza sfortunata, del campionato 2019/2020 il Lecce ritrova dunque il paradiso calcistico, confermando la sua supremazia nelle gerarchie regionali e collocandosi sul podio di quelle del calcio meridionale che ha un disperato bisogno di rappresentanza e autorevolezza in un panorama parecchio schiacciato sulle metropoli e sull’area centrosettentrionale del Paese.

E se il calcio contemporaneo è un’industria, allora Saverio Sticchi Damiani è un capitano d’impresa con la passione di un ragazzino sugli spalti: una garanzia, probabilmente un lusso per un territorio che troppo spesso crede di poter costruire i suoi successi con le fatiche di pochi, tra le parole di molti. Con i suoi soci – René De Picciotto, Corrado Liguori, Alessandro Adamo, i fratelli Dario e Silvia Carofalo (e, da ultimo, Luciano Barbetta) – hanno progressivamente rimesso in sesto e poi lanciato in corsa un club segnato per anni dalla vergogna di una retrocessione in serie C per tentato illecito sportivo. Ci sono cose che alcuni dimenticano in fretta. Fondamentale il lavoro del direttore dell'area tecnica, Pantaleo Corvino, un altro fuoriclasse che, sbagliando molto poco, ha saputo allestire una formazione completa e competitiva in ogni reparto, non disponendo peraltro delle risorse economiche di altri club. Con l'aiuto del direttore sportivo, Stefano Trinchera, ora dovrà mettere a punto una nuova strategia per costruire una squadra che possa farsi rispettare in A.

Per la cronaca i giallorossi il sigillo sulla promozione lo hanno messo oggi contro il Pordenone, vincendo per 1 a 0, ma il campionato lo hanno vinto definitivamente contro il Pisa, con una partita perfetta che ha sgombrato il campo, probabilmente anche agli occhi dei più accaniti avversari e acerrimi nemici, dei dubbi residui. Più del Pordenone, caso mai, poté un petardo a Vicenza, o meglio le conseguenze molto poco onorevoli dello scoppio.

Ai friulani, seguiti nel Salento da una decina di tifosi a cui deve andare il plauso di tutti gli amanti di questo sport, non poteva essere chiesto molto altro, davanti a uno stadio esaurito per tutta la capienza disponibile. Al momento di saggiare le condizioni del terreno di gioco, un’ora e mezzo prima del fischio d’inizio, tra i calciatori della formazione ospite più di qualcuno ha fatto riprese con il proprio smartphone: il Via del Mare, del resto, ha una storia e giocarci in una serata così probabilmente addolcisce il boccone della retrocessione, acquisita già da settimane.

La gara è andata alla fine come doveva andare, con il gol di Majer a inizio ripresa a rompere un equilibrio che per i salentini stava diventando frenesia. Il vantaggio ha rasserenato tutto l'ambiente e l'entusiasmo si è scatenato già qualche minuto prima del 90'  perché il Monza, andato sotto a Perugia, si è ritrovato ai play off mentre la Cremonese, vittoriosa a Como, ha strappato il secondo posto. Adesso è il momento della festa: il Lecce ha scritto un'altra pagina brillante della sua storia.

Al Via del Mare si chiude in bellezza (foto Chilla)

Il tabellone di Lecce-Pordenone 1 a 0

LECCE (4-3-3): Gabriel; Gendrey (66' Calabresi), Lucioni (cap.), Tuia, Gallo; Majer (66' Helgason), Hjulmand, Gargiulo (82' Bjorkengren); Strefezza (90' Ragusa), Coda, Di Mariano (90' Rodriguez). A disposizione: Bleve, Plizzari, Blin, Barreca, Dermaku, Asencio. Allenatore: Baroni

PORDENONE (4-3-3): Fasolino; Zammarini, Bassoli (cap.), Dalle Mura (46' Perri), Valietti (72' Onisa); Torrasi (77' Torrasi), Sabbione, Lovisa; Candellone (57' Mensah), Butic (56' Butic), Cambiaghi. A disposizione: Bindi, Perisan, Deli, Pellegrini, Biondi, Andreoni. Allenatore: Tedino

Marcatori: 46’ Majer

Ammoniti: 43’ Majer, 51’ Strefezza, 76’ Calabresi

Arbitro: Piccinini di Forlì

Assistenti: Nuzzi di Valdarno e Cipriani di Empoli

Quarto ufficiale: Carrione di Castellamare di Stabia

Var: Di Paolo di Avezzano; assistente Var: Di Monte di Chieti

Spettatori: 26.904

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