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D'Aversa elogia la dedizione della squadra, Sousa recrimina sulle occasioni mancate

In sala stampa il tecnico del Lecce ha ricordato il lavoro fatto sin dal ritiro, quello della Salernitana ha sottolineato il numero delle opportunità non concretizzate dai suoi ragazzi

LECCE - D’Aversa si presenta in sala stampa con il volto di chi ha combattuto nella mischia, ma con il solco di un sorriso che palesa la sua soddisfazione, non tanto per la classifica che sancisce un record - mai il Lecce ha avuto sette punti dopo tre gare -, quanto per la crescita della sua squadra, in grado di attraversare indenne le difficoltà di un match che si sapeva molto insidioso: “C’è gratificazione, i ragazzi stanno mostrando grandi cose sin dal ritiro. Dopo due risultati con Lazio e Fiorentina, magari si poteva commettere l’errore di non avere l’approccio giusto. Così non è stato e se ragioniamo sulla complessità della partita, prevaliamo in tutto tranne che nel possesso”.

Il tecnico del Lecce ha però ben chiaro cosa non sia andato nel verso giusto, soprattutto nella ripresa, nonostante il risultato finale di 2 a 0: “Si è smesso un po’ troppo presto di giocare, avendo esterni bravi ad attaccare in profondità non dovremmo mai farlo, spesso abbiamo calciato lontano la palla senza che loro venissero ad aggredirci. Fino a che abbiamo giocato pulito dietro, li abbiamo messi in difficoltà”.

L'allenatore ha poi spiegato il motivo per cui dopo un quarto d'ora del secondo tempo ha sostituito gli interni di centrocampo, Rafia e Kaba: “Ci stavamo un po' allungando, Kaba era stato ammonito, ho ragionato su questo ma anche sul fatto che stavamo perdendo le distanza. Ho messo dentro Gonzalez che finora aveva sempre giocato, e Blin che poteva essere abbassato all'occorrenza tra i centrali e, infatti, dopo ho spostato Ramadani come mezzala”. 

D'Aversa, sollecitato sul nervosismo mostrato da Banda: “Lovato doveva essere subito ammonito. A Banda ho detto che deve ragionare su certe situazioni, quando ha a che fare con giocatori più esperti”.

Paulo Sousa: “Una partita in crescendo”

Paulo Sousa, di contro, non ha nascosto le sue recriminazioni: “Abbiamo creato di più del Lecce, che era molto organizzato, fisicamente forte, aggressivo. Anche i migliori giocatori fanno fatica a prendere le migliori decisioni quando gli spazi sono stretti. La nostra è stata una partita in crescita, alla fine del primo abbiamo costruito una bella giocata che Candreva poteva finalizzare. Nel secondo tempo, una dopo l’altra, abbiamo creato delle occasioni. Abbiamo bisogno di tempo per integrare i nuovi calciatori”.

Il tecnico della Salernitana ha quindi spiegato il motivo tattico per cui la sua squadra ha sofferto per una buona metà del primo tempo: “La nostra prima idea era di frenare le loro catene che sono formidabili e poi hanno un attaccante che sa cambiare il lato di gioco. Nel primo tempo Cabral ha avuto più difficoltà soprattutto a livello di non possesso, di posizione e ci ha fatto arretrare tutto il blocco difensivo”.

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