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Il Lecce travolge il Monza per 3 a 0 e sfodera il poker di vittorie: tridente ancora in gol

Sesto risultato utile di fila per i giallorossi che, aggressivi e atleticamente in condizioni migliori, sbloccano il risultato al termine del primo tempo con Strefezza. Nella ripresa le marcature di Di Mariano e Coda.

LECCE – E sono quattro vittorie di fila. Imponendosi per 3 a 0 contro il Monza il Lecce porta a sei la serie di risultati utili di fila, iniziata con il pareggio intero contro il Como, alla seconda giornata.

Per la squadra di Baroni un risultato che non lascia spazio a dubbi, maturato durante una gara disputata con grande aggressività ed equilibrio tattico. Togliendo quasi sempre ai brianzoli la possibilità di far valere le indubbie capacità tecniche e di palleggio, i giallorossi hanno neutralizzato l’arma più pericolosa degli avversari superandoli dal punto di vista atletico. Dopo aver sbloccato il risultato alla fine dell’unico minuto di recupero concesso nel primo tempo, con Strefezza, il Lecce ha raddoppiato al 55’ con Di Mariano e poi ha chiuso con Coda al 70’, dopo una impetuosa azione box to box di Lucioni.

Nel dopo gara Baroni non tradisce particolare entusiasmo, ma la soddifazione è piena e si percepisce: "Posso solo fare i complimenti ai ragazzi per come hanno preparato la partita, per come l’hanno interpretata. Potrebbe sembrare che il Monza fosse di suo in difficoltà, ma siamo stati noi che gli abbiamo complicato la vita perché siamo andati ad aggredirli. Il Monza è una squadra che se trova spazio diventa molto pericolosa grazie alla sua qualità, invece siamo stati corti, sempre molto aggressivi, correndo bene. Una partita solida la nostra, di idee, di gioco, di determinazione quindi bene così. Adesso ci mettiamo anche questa gara dietro le spalle e alla ripresa ci rimetteremo al lavoro".

Primo tempo

Sin dall’inizio il Lecce - con Meccariello per Tuia e Barreca al posto di Gallo - la mette sul piano del dinamismo, come da copione. L’ordine tattico dei ragazzi di Baroni si abbina a una costante aggressività. L’allenatore del Monza, Stroppa, ne aveva parlato alla vigilia: temeva molto la possibilità che la sua squadra, per vari motivi ancora complessivamente in ritardo di condizione, sarebbe stata messa sotto dal punto di vista atletico. E così è stato.

I brianzoli però reggono praticamente per un tempo, un poco grazie al mestiere con cui imbrigliano la fase offensiva dei padroni di casa, un poco per l’incapacità del Lecce di trasformare in azioni pericolose la sua maggiore presenza dentro la partita. Dopo una conclusione di Coda al 18’, terminata oltre la traversa, i giallorossi non si avvicinano troppo a Di Gregorio e così al 37’ Gytkjaer ha una buona opportunità per sbloccare il risultato: dopo un calcio piazzato dalla trequarti, l’attaccante colpisce debolmente e Gabriel si ritova il pallone tra le mani.

Al 43’ bella combinazione tra Di Mariano e Coda con l’esterno che viene fermato in calcio d’angolo da Donati, autore di una perfetta scivolata. Nei sessanta secondi concessi dall’arbitro Abbatista prima del riposo il Lecce trova la chiave di volta recuperando un pallone nella propria metà a campo e lanciandosi in quella avversaria. Una percussione quasi rabbiosa quella dei padroni di casa che, alla fine di un’azione anche necessariamente confusa, trovano il vantaggio. Su cross di Gendrey è Strefezza a cercare la soluzione al volo, ma ne viene fuori uno spiovente destinato a fondo campo. Di Mariano, che è veloce di pensiero e di gamba, rimette la sfera verso il centro dell’area: svirgola un difensore, colpisce male anche Coda e il pallone ritorna tra i piedi dell'esterno offensivo brasiliano che dal limite dell’area piccola non sbaglia.

Secondo tempo

Il difensore centrale Marrone, ammonito, resta negli spogliatoi. Il Monza si ripresenta con Paletta e anche con Colpani al posto di Machin. Baroni lascia invariata la sua formazione. Il Lecce, consapevole che il vantaggio porta con sé l’obbligo per il Monza di prestare il fianco alle ripartenze, gioca come il gatto con il topo. Al 48’ un cross basso e forte di Strefezza viene intercettato da Sampirisi giusto in tempo prima che la sfera termini all’accorrente Di Mariano. Nell’azione successiva gli ospiti trovano un varco sul lato sinistro del fronte offensivo, ma la conclusione di Ciurria, ben posizionato in area di rigore, termina alta sulla traversa.

Al segnale di allarme il Lecce risponde con efficacia: è il minuto 55 quando Di Mariano spedisce in rete una respinta su tiro di Coda, fortunato a ritrovarsi sulla traiettoria di una conclusione telefonata di Strefezza. Il Monza incassa ma ha la forza di provare una reazione: al 58’ Mazzitelli sciupa una buona opportunità, calciando centralmente tra le mani di Gabriel. Due minuti dopo termina di poco al lato un tiro di Coda. Al 61’ D’Alessandro prende il posto di Sampirisi, generoso ma sfinito, al 67’ Blin e Vera entrano al posto di Majer e Barreca, alla prima da titolare.

Il terzo gol arriva al minuto 70’: Hjulmand toglie il pallone dai piedi di Mazzitelli, Lucioni se ne impossessa e parte a tutta velocità seminando un paio di avversari ed evitando il ritorno di Donati. Ai limiti dell’area del Monza il capitano passa la sfera a Di Mariano che cerca la doppietta personale con un diagonale, ma trova la respinta con i piedi di Di Gregorio verso il secondo palo dove Coda è abile a ribadire in posta colpendo di testa. Il match si chiude in maniera inappellabile e anzi il Lecce potrebbe pure mettere a segno la quarta marcatura ma il tiro di Strefezza, al minuto 82, viene deviato in calcio d’angolo. Cinque minuti dopo Gargiulo, un partitone il suo dal punto di vista della quantità, si fionda sul portiere del Monza dopo un retropassaggio, mandandolo in tilt: sul pallone vagante si scaglia Blin ma il suo tiro a colpo sicuro viene miracolosamente deviato.

Il direttore di gara, Abbatista, non concede nemmeno un secondo di recupero e fa bene. Il Lecce raccoglie il meritato applauso dei circa 8.500 spettatori presenti al Via del Mare e, in attesa dalla disputa delle altre gare della settima giornata, si porta a pari punti con il Brescia, a quota 14, due lunghezze dietro la capolista Pisa. Non male per una squadra partita con una sonora sconfitta a Cremona, fischiata sonoramente dopo il pari interno contro il Como e accompagnata per settimane da un pessimismo di fondo che un pezzo alla volta è stato neutralizzato.

La squadra di Baroni a Benevento – era la terza giornata – ha fatto vedere personalità e progressi nel gioco, nella successiva partita in casa contro l’Alessandria ha ottenuto per il rotto della cuffia la prima vittoria (quando già qualcuno stava prefigurando l’allontanamento di Baroni) e poi ha ottenuto due successi in trasferta, a Crotone e Cittadella, fino alla vittoria di questa sera che può aver convinto anche i più scettici a dare credito a questo gruppo e a chi lo guida. Non c’è nulla di definitivo, ovviamente, perché nel corso di un torneo ci sono sempre alti e bassi, ma per chi non è di Lecce certe critiche potrebbe sembrare cose dell’altro mondo.

Dopo la sosta per le gare delle nazionali (a proposito, Helgason e Bjarnason sono stati convocati per le gare Islanda-Armenia e Islanda-Liechtenstein) i giallorossi saranno di scena sabato 16 ottobre sul terreno dell’Ascoli, formazione fino a questo momento tra le più  brillanti a del torneo.

Il tabellino di Lecce-Monza 3 a 0

LECCE (4-3-3): Gabriel; Gendrey (87’ Calabresi), Lucioni (cap.), Meccariello, Barreca (67’ Vera); Majer (67’ Blin), Hjulmand, Gargiulo; Strefezza (87’ Helgason), Coda, Di Mariano (76’ Olivieri). A disposizione: Bleve, Tuia, Helgason, Bjarnason, Listkowski, Bjorkengren, Dermaku, Rodriguez. Allenatore: Baroni

MONZA (3-5-2): Di Gregorio; Donati, Marrone (46’ Paletta), Caldirola; Sampirisi (cap.) (61’ D’Alessandro); Donati, Mazzitelli (78’ Brescianini), Barberis, Machin (46’ Colpani), Carlos Augusto; Ciurria (78’ Vignato), Gytkjaer. A disposizione: Sommariva, Rubbi, Pereira, Bettella, Siatounis, Antov, Pirola. Allenatore: Stroppa

Marcatori: 46’ Strefezza, 55’ Di Mariano, 70’ Lucioni

Ammoniti: 34’ Marrone, 51’ Barreca, 74’ Mazzitelli

Arbitro: Abbatista di Molfetta; assistenti: Bercigli di Firenze, Della Croce di Rimini. Quarto ufficiale: Gualtieri di Asti.

Var: Fourneau di Roma1; assistente Var: Rocca di Catanzaro

Spettatori: 8.442

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