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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Calcio

Matino, Toma: "Decisivi errori nel mercato, dobbiamo credere nella salvezza"

L'intervista al neo tecnico della Virtus Matino Antonio Toma: accusato l'ormai ex direttore per la costruzione della rosa nella sessione estiva

MATINO – Tre promozioni dalla Terza categoria alla Promozione per rilanciare la Virtus Matino in palcoscenici più ambiziosi dopo il fallimento, ora il ritorno in Serie D per non far naufragare il sogno di un’intera cittadina ed un progetto decollato qualche anno prima grazie a lui.

Antonio Toma a tre giornate dal termine del girone d’andata ha sostituito Giuseppe Branà sulla panchina del Matino, nel tentativo di migliorare i soli 8 punti raccolti fino ad allora. Con una sconfitta per 3-2 in casa della capolista arrivata al fotofinish e un pari per 1-1 contro il Rotonda sorpresa del girone H, i biancazzurri hanno lanciato segnali importanti alle dirette concorrenti. Ma a seguito degli addii di Alemanno e Inguscio e con l’arrivo di Volume sarà interessante capire al rientro in campo se il Matino potrà realmente pensare alla salvezza, in quanto i nuovi elementi arrivati nel corso del calciomercato vantano certamente meno esperienza e qualità rispetto a chi li ha preceduti. Di seguito l’intervista ad Antonio Toma, tecnico della Virtus Matino (effettuata poche ore prima della decisione da parte della LND di bloccare il campionato di Serie D fino al prossimo 23 gennaio).

Buongiorno mister. Ci vuole raccontare il suo ritorno a Matino a distanza di qualche anno dal triplo salto di categoria?

“È stato un bel rientro, ho trovato una società trasformata e migliorata sotto il punto di vista professionale. Dispiace non aver ritrovato il calore del tifo; ho un bel ricordo dei nostri sostenitori, non posso dimenticare quando venivano a farci compagnia durante gli allenamenti. Ci aiutavano molto e spero che presto sia possibile tornare a giocare in impianti che gli permettano di tornare sugli spalti a tifare per i colori biancazzurri”

Per quanto concerne il calciomercato abbiamo assistito a movimenti in entrata e uscita inusuali. Ora ha disposizione una squadra nuova, con pedine differenti da quelle scese in campo contro Bitonto e Rotonda.

“La rosa è stata rivoluzionata, sono andati via molti giocatori. A mio avviso si tratta di un lavoro, da parte della società, molto strano. Quello di dicembre solitamente è il mercato di riparazione, serve per sostituire un paio di pedine nel tentativo di sviare a infortuni o migliorare, dove possibile, la rosa. Il Matino, invece, è stato costretto a cambiare quindici elementi, e credo che la causa di questa mutazione siano gli errori commessi dal direttore (Gianni Inguscio, ndr) che ha lavorato all’inizio della stagione. Ha speso molti soldi ma la squadra in realtà è in ultima posizione. Per fortuna ora il nuovo direttore, Volume, seppur debba fare di necessità virtù, si sta muovendo bene e sta svolgendo bene il suo lavoro nonostante le difficoltà che prevede questa finestra di mercato; i buoni giocatori le squadre non li cedono, quindi è difficile trovare giocatori utili alla causa. I primi innesti ho avuto modo di provarli contro il Rotonda e mi hanno sorpreso in positivo. Ora siamo senza dubbio una squadra più fresca e con nuove motivazioni, ricca di giovani che hanno voglia di dire la loro, correre e sudare sul rettangolo verde”.

Lei è tornato quest’anno a fare la Serie D dopo diversi anni in cui si è distinto in palcoscenici differenti. Ha notato qualcosa di diverso in questo girone, e quali sono le squadre che hanno una spanna in più?

“In passato ho avuto la fortuna di fare la Serie D sia da calciatore che da allenatore, ricordo ancora la parentesi biennale a Manduria. Ammetto che non ho notato grandi cambiamenti rispetto a molti anni fa. Prima di tornare in panchina ho avuto modo di seguirla, e anche per quanto concerne i ruoli dei calciatori non ho visto grandi variazioni. I difensori e i centrocampisti sono simili a quelli di una volta, mentre in confronto a vent’anni fa ci sono pochi attaccanti che fanno realmente la differenza. Se una volta le punte erano tante e scendevano dalla Serie C per vincere i campionati, oggi sono poche e vengono dalla Promozione o dall’Eccellenza. Nel girone H credo che le squadre strutturate per vincere e con qualcosa in più rispetto alle altre siano davvero poche, su di tutte Cerignola e Bitonto. Queste si contenderanno la vittoria finale, per il resto credo che ci sia un buon equilibrio”.

Quali sono gli obiettivi nell’immediato futuro del Matino?

“Partendo dalla rosa credo che ci manchino almeno un attaccante, un esterno e un centrocampista. Nel complesso cinque pedine per completare l’organico e tentare di fare il salto di qualità, che ci possa permettere nel girone di ritorno di ottenere almeno 35 punti. Non credo sarà facile raggiungere la quota salvezza, dovremmo fare un’impresa”.  

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