rotate-mobile
Calcio

Coda dal dischetto evita il ko. Perugia in dieci per un tempo e in vantaggio con Olivieri

Sul finire di una partita complicata e interpretata con molte difficoltà, un calcio di rigore indiscutibile consente ai salentini di rimettersi in carreggiata e conservare la vetta della classifica, in condivisione con la Cremonese

LECCE - Con un calcio di rigore realizzato al minuto 89' e correttamente concesso da Santoro per un netto tocco col braccio del suo omonimo calciatore del Perugia, Coda ha evitato al Lecce una sconfitta che sembrava surreale per le condizioni in cui stava maturando.

I padroni di casa, infatti, rimasti in dieci per l'espulsione a fine primo tempo di Kouan per doppia ammonizione, sono riusciti a passare in vantaggio con un gol dell'ex Olivieri, al 67', scaturito da un errore che la linea difensiva dei salentini ha condiviso con il portiere Bleve, da pochi minuti in campo per l'infortunato Gabriel. Passato nella sessione invernale di mercato alla corte di mister Alvini, l'attaccante ha palesato tutto il suo rancore verso l'ambiente giallorosso con gesti plateali verso la panchina e i tifosi salentini (ne riferiamo a parte, con corredo fotografico).

Con il punticino rimediato al "Renato Curi" il Lecce è rimasto al primo posto, insieme alla Cremonese, e può preparare con un pizzico di serenità in più il big match di sabato prossimo, in casa contro il Brescia. Rimangono però sul campo anche alcune perplessità, la principale delle quali riguarda l'aspetto psicologico: davanti a una squadra che ha fatto esattamente la partita che ci si aspettava - sporca, chirurgicamente fallosa, in certi frangenti anche provocatoria -, Lucioni e compagni nel secondo tempo sono caduti nel tranello psicologico teso dagli umbri sospinti dalle proteste vibranti del pubblico che ha contestato, come fosse stato ordito un complotto internazionale, tutte le decisioni del direttore di gara successive all'espulsione di Kouan.

Il Lecce si è fatto così portare tra ammonizioni, diverbi, piccole e grandi astuzie, proprio dove i grifoni volevano, sul terreno del gioco continuamente interrotto tanto che un'ottima occasione da gol costruita da Rodriguez al 55' è rimasta uno dei rarissimi esempi di soluzione tecnicamente apprezzabile di tutto il match. Baroni in sala stampa ha dovuto ricordare che di solito il tempo effettivo dura meno di 45 minuti se in campo c'è il Perugia. Cronometro alla mano, in effetti, la partita non è arrivata nemmeno a 40 minuti. In casa leccese si è fatta anche sentire la stanchezza, soprattutto in alcuni elementi, e non c'è da meravigliarsi del fiato a un certo punto corto considerando che oggi si è concluso un tour de force quasi proibitivo.

Al tecnico del Lecce non è andata bene quando ha deciso di passare dal 4-2-3-1 iniziale al consueto 4-3-3 perché l'impatto sulla gara di Majer ed Helgason, dal 58' al posto di Blin e Listkowski, non è stato quello che ci si auspicava. Meglio è andata con l'ingresso di Asencio e Gallo all'84' per Ragusa e Barreca: i giallorossi sono riusciti a schiacciare i padroni di casa nella propria trequarti e a trovare l'episodio che ha parzialmente rimesso le cose a posto. Su colpo di testa di Hjulmand evidente la deviazione irregolare di Santoro, che si è opposto al tentativo del danese con il braccio davvero molto largo: sul dischetto si è presentato Coda e Chichizola è andato molto vicino alla clamorosa parata.

Perugia Lecce: giocati 38 minuti effettivi (foto A.Scuro)

Realizzato il pareggio il Lecce ha pensato anche di poter vincere e in realtà ci è andato vicino due volte: con un tiro dal limite di Lucioni deviato da un avversario di poco al lato del palo e con una buona opportunità capitata a Hjulmand, ma neutralizzata dalla respinta dall'estremo perugino. Il recupero concesso da Santoro è comunque sembrato inadeguato rispetto a tutto ciò che era accaduto nella ripresa.

Sul punto mister Baroni ha spiegato in sala stampa: “Ho protestato perché quattro minuti di recupero mi sono sembrati pochi. Naturalmente ero contento del risultato perché queste partite le puoi anche perdere. La squadra ha fatto bene fino a un certo punto poi, come spesso avviene, la gara si è innervosita, abbiamo avuto anche dei contrattempi come l'infortunio di Gabriel. Ci prendiamo questo punto, è la settima gara in 21 giorni".

L'allenatore del Lecce ha poi motivato il cambio del modulo iniziale: “Siamo partiti con il 4-2-3-1 perché volevo aggredire il Perugia che sta facendo un grande campionato perché ha una identità forte, fa un calcio difensivo e verticalizza con giocatori micidiali. Sapevo che questa partita ci poteva disturbare e infatti abbiamo pagato paradossalmente quando siamo rimasti in superiorità numerica: abbiamo allargato i terzini lasciando i due centrali all’uno contro uno. È chiaro che non potendo mettere attaccanti esterni, perché Strefezza non poteva entrare, ho optato per andare a tre e poi ho corretto ancora la squadra con Asencio, che è entrato molto bene. È la quarta partita che recuperiamo dopo essere andati sotto, per me questo non è poco”.

Il tabellino di Perugia-Lecce 1 a 1

PERUGIA (3-5-2): Chichizola; Sgarbi, Angella, Zanandrea (74’ Beghetto); Falzerano (46’ Curado), Santoro, Segre, Kouan, Lisi (46’ Burrai); Olivieri (74’ Matos), De Luca (88’ D’Urso). A disposizione: Taccagno, Megyeri, Gyabuaa, Murgia, Dell’Orco, Ghion. Allenatore: Alvini

LECCE (4-3-3): Gabriel (61’ Bleve); Calabresi, Lucioni, Tuia, Barreca (84’ Gallo); Hjulmand, Blin (58’ Majer); Ragusa (84’ Asencio), Rodriguez, Listkowski (58’ Helgason); Coda. A disposizione: Borbey, Simic, Gendrey, Bjorkengren, Strefezza, Dermaku. Allenatore: Baroni

Marcatori: 67’ Olivieri, 89’ Coda (rigore)

Ammoniti: 17’ Listkowski, 21’ e 44’ Kouan, 27’ Falzerano, 42’ De Luca, 45+1 Rodriguez, 49’ Blin, 64’ Calabresi, 72’ Tuia, 79’ Majer, 90+3 Matos

Espulsi: 44’ Kouan

Arbitro: Santoro di Messina; assistenti: Lombardo di Cinisello Balsamo; Di Gioia di Modena.

Quarto ufficiale: Ancora di Roma 1

Var: Di Martino di Teramo; assistente Var: Di Vuolo di Castellamare di Stabia

La 28esima giornata

Risultati: Cittadella-Monza 1 a 2; Parma-Reggina 1 a 1; Como-Spal 0 a 2; Pordenone-Pisa 0 a 1; Cremonese-Brescia 2 a 1; Vicenza-Ternana 3 a 1; Perugia-Lecce 1 a 1; Cosenza-Benevento (rinviata); Crotone-Alessandria 0 a 0; Ascoli-Frosinone 1 a 1.

Classificia: Lecce e Cremonese 53; Pisa 52; Brescia 51; Monza 48; Benevento 47; Frosinone 45; Ascoli 43; Perugia e Cittadella 42; Reggina 39; Como 36; Parma e Ternana 34; Spal 31; Alessandria 25; Cosenza 23; Vicenza 21; Crotone 16; Pordenone 12. 

Primavera 1

Con gol di Nizet, su rigore nel primo tempo e di Hasic nella ripresa, la formazione Primavera 1 del tecnico Vito Grieco ha superato l'Atalanta: 2 a 1 il punteggio finale maturato al Via del Mare nel match valevole per la 22esima giornata (su 36). Per gli orobici ha accorciato le distanze Giovane.

Alla seconda vittoria consecutiva, dopo quella in trasferta col Genoa, la squadra giallorossa dà respiro alla sua classifica: al momento i punti conquistati sono 24, come l'Empoli, mentre alle spalle ci sono quattro formazioni: Napoli, Bologna, Spal e Pescara. La lotta per la permanenza nella categoria è più accesa che mai: mancano ancora 14 le giornate da disputare, oltre a diversi recuperi (il Lecce è in linea con il calendario).

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coda dal dischetto evita il ko. Perugia in dieci per un tempo e in vantaggio con Olivieri

LeccePrima è in caricamento