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Il presidente dell'Otranto: "Società costrette ad andare in banca per mantenere impegni"

L'intervista a Giovanni Mazzeo presidente del De Cagna Otranto: dal blocco dei campionati, alle difficoltà economiche conseguenti, al futuro della società

OTRANTO – Formazione protagonista da anni del palcoscenico calcistico pugliese, il De Cagna Otranto, dopo un inizio tutto sommato buono, sembra aver ormai abbandonato le grandi ambizioni di agosto. Molte le cause, su di tutte il campionato a parte giocato dal Martina che ha sempre vinto tranne una volta (pareggio) e quindi occupa stabilmente la vetta. Di questo, del blocco dei campionati e del futuro della società salentina abbiamo parlato con il suo massimo esponente, il presidente Giovanni Mazzeo.

Un campionato difficile quello di quest’anno, che ha vissuto una svolta in negativo quasi al termine del girone d’andata. Ora sembrano esser cambiati gli obiettivi viste anche le varie cessioni. Vorrebbe illustrarci la stagione dell’Otranto dal suo punto di vista?

“In virtù dei risultati conseguiti lo scorso anno (vittoria campionato e sconfitta in semifinale play off con il Matino ndr) quest’anno puntavamo a vincere il campionato, ma purtroppo nel costruire la rosa abbiamo riscontrato vari problemi. Anzitutto dopo anni al nostro fianco ci ha salutato il gruppo storico che componeva il comparto difensivo, reparto in cui ad oggi è difficile trovare elementi di valore. La scorsa stagione siamo stati la migliore difesa e il migliore attacco, pertanto puntavamo a confermarci, ma non ci è stato possibile. In avanti l’addio di Facundo ha portato in casacca biancoblù Capristo, mentre a centrocampo avevamo puntato su Gigante che, però, dopo poche settimane dal suo arrivo si è infortunato e non è mai sceso in campo con noi. Nonostante diverse difficoltà alla vigilia del match contro il Martina eravamo in terza posizione con sole sette lunghezze di differenza sul primo posto, ma da lì in poi abbiamo rivisto gli obiettivi facendo fronte anche alla decisione della federazione di eliminare i play off. Per tale motivo Meneses e altri giocatori che avevano richieste in Serie D hanno sposato altri progetti, ora puntiamo a far  crescere i più giovani. Ad ogni modo credo vada dato merito al Martina che ha sorpreso tutti, ad agosto nessuno si aspettava potesse vincere tredici gare di fila e fare così bene”.  

Domenica si torna finalmente in campo, ad oltre un mese dall’ultima gara giocata. Per lei era giusto bloccare il campionato?

“Il blocco dei campionati ha sorpreso un po' tutte le società, nonostante fosse giusto muoversi in questa direzione per preservare la salute degli atleti e di tutti gli addetti ai lavori. Ma credo sia giusto domandarsi perché i nostri giocatori necessitano dei tamponi nonostante due o tre vaccinazioni, ma nel frattempo si possono tenere cenoni in grande stile in ambienti chiusi, oppure sono consentiti allenamenti congiunti, i ragazzi sono tornati a scuola e la gente usufruisce di un servizio pubblico ormai al collasso con una gestione ben peggiore di quella effettuata nella prima ondata. Perché in un contesto simile noi che scendiamo in campo e siamo all’aria aperta non possiamo fare il nostro? A mio avviso noi società, tutte assieme, avremmo dovuto riunirci e avanzare un ricorso, per richiamare l’attenzione in un contesto e un’annata già difficile date le spese che abbiamo sostenuto e i protocolli che hanno richiesto ulteriori sforzi. Anche la nostra squadra inevitabilmente si è bloccata, pertanto credo che ritroveremo delle formazioni differenti a quelle lasciate lo scorso 19 dicembre. Per noi che puntiamo a conservare la categoria credo sia anche controproducente scendere in campo, in quanto abbiamo un piede nella zona salvezza. Mi dispiace dirlo, ma credo che quello da tutti chiamato Premier League pugliese non sia lo stesso campionato degli anni d’oro, ha perso tutto il suo fascino e valore”.

Molte società hanno tenuto a specificare anche le difficoltà finanziarie rispetto agli stipendi dei giocatori che, al contrario del calcio giocato, non si sono affatto bloccati. Lei cosa ne pensa?

“Noi ad ogni modo non possiamo abbandonare i ragazzi, quindi dobbiamo farci carico di un altro mese di stipendi, o quanto meno trovare un accordo con i diretti interessati ma, per forza di cose, qualcosa dovremmo dargliela. Il vero problema non sono gli stipendi bensì gli accordi con imprese e associazioni del sociale che, causa un momento che è molto simile a un lockdown forzato, non fatturando e incassando cominciano a far venire meno gli accordi economici presi a inizio stagione. Noi dal nostro canto abbiamo garantito ai ragazzi uno stipendio, ed è giusto rispettare gli accordi perché molti hanno una famiglia oppure impegni legati allo studio e altre spese varie. A questo punto dovremmo andare in banca a chiedere aiuto a nome dei soci della squadra, nel tentativo di affrontare questo momento e mantenere gli impegni presi”.

In ultimo, quali sono gli obiettivi futuri del De Cagna Otranto?

“Dieci giorni fa ho proposto di riunirci e riformare il calcio pugliese tutti insieme, credo si debba trovare una soluzione. Noi come De Cagna Otranto, momentaneamente, ci poniamo l’obiettivo di arrivare più in alto possibile in classifica e di fare il nostro meglio, giornata dopo giornata, da qui fino al termine della stagione. In generale puntiamo a continuare il nostro progetto con il settore giovanile e di prendere parte al campionato di Eccellenza con la prima squadra, augurandoci che questo possa essere proposto con un format differente. Inoltre, in accordo con il comune a breve dovrebbero cominciare i lavori di rifacimento del manto erboso al Nachira, augurandoci che nei prossimi mesi si possa anche effettuare la costruzione di una nuova tribuna, per portare poi alla creazione di un centro sportivo all’avanguardia e che possa aiutarci anche per affrontare i protocolli e le normative anti covid”.

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