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La presidente del Matino: "Squadra all'altezza, salvezza possibile"

L'intervista a Cristina Costantino, massima esponente della Virtus Matino: dal blocco dei campionati all'analisi della nuova rosa messa a disposizione di Toma

MATINO – Dalla Terza categoria alla Serie D in sei anni, un’impresa storica quella messa a punto dalla Virtus Matino della presidente Cristina Costantino, oggi costretta a soffrire dalle tribune degli impianti del girone H dopo anni di gloria. Un percorso cominciato con la fiducia all’esperto e navigato tecnico Antonio Toma che, dopo due anni di distanza dall’ambiente biancazzurro, è stato richiamato poche settimane or somo per far risalire la china a una squadra in serie difficoltà nella categoria regina dei dilettanti.

Una stagione cominciata nel migliore dei modi con la guida della squadra affidata a Giuseppe Branà, poi clamorosamente crollata fino a collezionare un filotto negativo di otto sconfitte di fila che a poche giornate dal giro di boa ha riportato Toma sulla panchina del Matino. Ora, dopo un cambiamento dell’assetto societario – addii di Alemmano e Inguscio con l’arrivo di Volume – e un ridimensionamento della rosa con l’addio di oltre dieci pedine, il nuovo direttore (Volume, ndr) ha ridato linfa a un gruppo che presenta davvero pochissimi effettivi già presenti ad inizio stagione.

Di questo e del momentaneo blocco del campionato di Serie D ne abbiamo parlato proprio con Cristina Costantino, massima esponente della società salentina che ad oggi occupa la penultima posizione del girone H con appena 9 punti ottenuti nelle prime diciannove giornate.

Siamo in un’altra fase di questa pandemia, l’ennesima che vi costringe a restare distanti dalle tribune e dai campi la domenica. Arrivata nelle ultime ore, questa nuova disposizione, vi terrà fermi fino al prossimo 23 gennaio: è d’accordo con la scelta della Lnd?

“Non credo di potermi esprimere per definire giusta o meno la scelta della Lega nazionale dilettanti, io come la società tutta ci atteniamo alla nuova disposizione. Credo in realtà che ci sia bisogno di un piano B, in quanto sono convinta che la pandemia da Covid-19 non avrà fine quest’anno e tanto meno l’anno prossimo. Sarà importante dar vita a un protocollo migliore in vista di periodi analoghi”.

Indipendentemente dalla scelta della Lnd il Brindisi aveva già richiesto il rinvio del match; questo stop non vi consentirà di scendere in campo proprio in occasione di un periodo a voi favorevole e di ripresa, ma soprattutto di testare la “nuova” squadra. Può questo in qualche modo gravare su di voi?

“Non credo assolutamente che questo stop del campionato possa sfavorirci o pesare sul nostro futuro. Certamente non vedevamo l’ora di scendere in campo, noi come società e la squadra abbiamo fame e soprattutto la voglia di dare seguito a quanto di buono abbiamo fatto vedere prima della pausa natalizia. Credo che questo momento di fermo ci possa servire per puntellare la rosa aggiungendo qualche elemento che arriverà dal mercato e recuperando qualche infortunato. Inoltre, mister Toma avrà modo di amalgamare al meglio il gruppo squadra e impartire ai propri ragazzi il suo credo calcistico”.

Ci permetta la franchezza: il tecnico Toma ai nostri microfoni ha dato le colpe dei risultati della prima parte di stagione al lavoro dell’ormai ex direttore Inguscio, lei a chi attribuisce le cause di una prima parte di stagione tutt’altro che esaltante? Inoltre, quali sono le cause delle tante variazioni della rosa?

“Non sono abituata a parlare a stagione in corso, preferisco esprimermi una volta tirate le somme a maggio. Sicuramente se la squadra siede in ultima posizione qualche problema c’è stato. Per quanto riguarda la rosa non credo che ci sia stato un ridimensionamento in negativo con l’arrivo di giocatori di qualità inferiore rispetto ai precedenti, bensì abbiamo ringiovanito e al contempo abbiamo rafforzato e alzato il livello d’esperienza della squadra. Abbiamo optato per pedine strutturate nel tentativo di alzare in questo senso la media dell’organico, e per sopperire a delle defezioni con delle scelte mirate. A mio avviso la rosa è migliorata, in quanto con quella precedente siamo ultimi in classifica e credo che peggio non si potesse fare. Si è cercato di pescare atleti utili alla causa, in quanto anche le esigenze di Toma sono differenti da quelle di Branà. Il gioco del nostro attuale allenatore richiede elementi veloci ed è stato lui a volere delle modifiche alla rosa. Per lui i giocatori presenti fino a pochi giorni fa in rosa non erano adatti alla categoria, dunque il nuovo direttore sta cercando di accontentare le richieste del mister, senza dimenticare che mancano ancora tre elementi di esperienza che diano maggiore apporto alla rosa”.  

Infine, cosa si aspetta al ritorno dai suoi? Inoltre, per lei la salvezza è un sogno o può essere ancora alla portata del Matino?

“Abbiamo a disposizione ancora ventuno partite da giocare, ricordo che lo scorso anno con un campionato più corto Fasano e Gravina sono riuscite a risalire la classifica riuscendo a conservare la categoria nel corso del girone di ritorno. Ovviamente bisogna cominciare a vincere e scendere in campo fin da subito per fare punti, i numeri al momento ci danno modo di ambire alla salvezza. Credo che abbiamo preso i giocatori adatti per affrontare al meglio questa guerra, con la speranza che possano combatterla nel migliore dei modi e vincerla”.

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