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Martedì, 21 Maggio 2024
Calcio

Ramadani, gambe più leggere con la copertura di Blin: “Posso spingermi in pressione”

Il centrocampista albanese, in fatto di distanza media percorsa, non ha molti rivali: nelle ultime quattro gare, con Gotti in panchina, ha macinato più chilometri di tutti. Con il francese a guardargli le spalle, può aggredire gli avversari con maggiore frequenza

LECCE – Il Lecce è al 15esimo posto per distanza media percorsa (con 108, 648 chilometri a gara, con la Lazio prima con 105,209 e Udinese ultima con 107,350) ma in Ylber Ramadani ha un autentico specialista: solo a limitarsi alla gestione tecnica di Luca Gotti, dunque alle ultime quattro uscite dei giallorossi, il calciatore albanese è stato sempre il più dinamico tra tutti quelli scesi in campo, inclusi gli avversari.

In Salernitana-Lecce il contatore è arrivato a 13,477 chilometri, in Lecce Roma ha sfiorato i 13, in Milan-Lecce si è attestato a 12,382 e contro l’Empoli ha percorso 11,879 chilometri. Sono numeri importanti, solidi, che fanno di Ramadani un giocatore praticamente insostituibile, anche al netto dei suoi limiti tecnici. E a sentirlo parlare, oggi in conferenza stampa, non sembrava affatto stanco, anzi la vittoria in extremis contro l’Empoli vale come un’iniezione di energia.

“Per noi è stata una vittoria importante perché ottenuta contro una diretta concorrente. Abbiamo preso i tre punti, le altre uno. In serie A è sempre molto difficile muovere la classifica, mancano solo sei giornate al termine del campionato”.

Ramadani, come del resto tutta la squadra, ha tratto beneficio dall’avvicendamento in panchina: “Il mister ha cambiato modulo – ha detto con riferimento a Gotti -, con due centrocampisti siamo più compatti. In tre delle quattro partite con lui non abbiamo subito gol, questo per noi significa essere nella giusta direzione”.

E sul compagno di reparto, Alexis Blin, altro discreto maratoneta; ha speso parole di vero apprezzamento: “Lui ci dà tanto equilibrio, io posso andare più in pressione perché mi fa da copertura. Prima ero più da solo là in mezzo”.

Al termine della partita con l’Empoli ha voluto salutare i tifosi di tutti i principali settori dello stadio, per un’ulteriore “camminata” a gioco fermo che ha spiegato così: “Io saluto tutti perché loro pagano per vederci. Lo stadio era pieno e con i nostri tifosi abbiamo vinto, volevo ringraziarli”.

Per la carriera di Ramadani questa stagione ha il sapore di uno spartiacque, in corsa com’è per due traguardi, la permanenza con il Lecce e un Campionato europeo di livello con la sua Nazionale. “In campo non ho paura di nessuno, voglio solo giocare bene per i miei compagni e raggiungere gli obiettivi: prima la salvezza, poi pensiamo agli Europei”.

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