Calcio

Rodriguez rialza il Lecce, Coda lo lancia verso la vittoria: rimonta in extremis

Nel primo tempo Tuia porta in vantaggio il Lecce ma Corazza fa subito centro. Nella ripresa Alessandria in vantaggio con Ba, il pubblico del Via del Mare rumoreggia. Poi entra lo spagnolo e la partita diventa a senso unico

LECCE - Ci vuole un attimo per crollare, ma anche per risorgere. Quando il Lecce sembrava avviarsi alla sconfitta contro l'Alessandria, l'adrenalina iniettata da Pablo Rodriguez ha cambiato l'inerzia della partita. Il pubblico già rumoreggiava, criticando le scelte tattiche di mister Baroni e quando lo spagnolo è entrato in campo, a poco meno di mezz'ora dal 90', i 5mila paganti del Via del Mare lo hanno acclamato dopo averlo incessantemente invocato. Lui ha ripagato come sa, "spaccando in due" una gara che, per quanto stesse giocando con fatica e, spesso senza adeguata velocità di impostazione, il Lecce non meritava comunque di perdere.

Primo tempo

La squadra di casa, con Calabresi titolaere e Gendray in panca parte discretamente bene e al 9’ un tiro di Di Mariano da buona posizione viene deviato in corner sugli sviluppi del quale ancora l’ex del Venezia ha l’opportunità di inquadrare la porta ma l’esecuzione è fuori misura.

I giallorossi, privi di Strefezza fermato da un affaticamento muscolare, prendono le misure ai grigi e al terzo corner, quando sul cronometro corre il minuto 12, vanno in vantaggio: calcia Majer, stacco vincente di Tuia. Il Lecce sembra essersi sbloccato, anche mentalmente, ma l’errore di Gallo, autore di una prestazione fragile, soprattutto nel primo tempo, rimette subito gli ospiti in pista: il terzino sinistro svirgola completamente un rinvio e mette in gioco Corazza che entra in area, prende la mira e con un diagonale supera il portiere dei salentini.

Il colpo il Lecce lo sente, eccome e l’Alessandria ha l’occasione per ribaltare completamente il risultato: su corner colpo di testa di Orlando, Gabriel respinge sulla linea. Tuia si conferma tra i più ispirati, anche in chiave offensiva: al 26’ tira debolmente verso la porta dopo aver raccolto una respinta di Pisseri spintosi fin quasi al limite dell’area di rigore; al 28’, sulla falsariga del suo primo gol, sfiora il secondo: puntuale anche stavolta lo stacco, leggermente al lato il colpo di testa. 

Il Lecce nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo non riesce a cavare un ragno del buco, venendo meno anche il tentativo iniziale di creare densità nell'area di rigore avversaria: Coda resta sempre più isolato, anche se si fa apprezzare nel movimento di ricezione del pallone sulla trequarti e di ribaltamento improvviso - una specie di no look pass del basket - sul fronte opposto di gioco. 

Secondo tempo

Nel secondo tempo il Lecce rientra in campo con Bjorkengren per Majer, l'Alessandria con Benedetti per Celesia (ammonito). Buona iniziativa di Di Mariano al 47’ mentre Coda per un soffio non arriva a intercettare uno scriteriato retropassaggio di Milanese. I padroni di casa sfiorano il gol al 53’ quando un colpo di testa di Lucioni, con Pisseri fuori dai pali, viene respinto da un difensore che svetta più in alto di Gargiulo.

Nella prima e praticamente unica sortita dei piemontesi nella ripresa arriva però il vantaggio della formazione di Longo: cross di Mustacchio dal lato destro, Lucioni è troppo statico sul taglio sul primo palo di Ba che, di testa, gira sul secondo, superando Gabriel. Longo, tecnico dei piemontesi, richiama Milanese e inserisce Chiarello

Sotto di un gol Baroni manda in campo Rodriguez, acclamato dai tifosi: appena entrato, è il 63’, lo spagnolo provoca prima il secondo cartellino giallo per Di Gennaro, che viene espulso, e poi impensierisce Pisseri con un cross basso dopo aver fatto ammattire Parodi in marcatura. Sulla panchina dell'Alessandria percepiscono il pericolo e Longo attinge a forze fresche: è il 67' quanto fanno il loro ingresso Prestia e Lunetta per Beghetto e Orlando con la squadra che si dispone con un 5-3-1.

Baroni al 74' richiama in panca Gallo e Gargiulo, dentro Barreca e Paganini con quest'ultimo che va a fare l'esterno di destra nel centrocampo a quattro. Tuia, già ammonito, rischia grosso abbattendo un avversario con una fiancata al limite dell’area, ma l'arbitrio Giacomelli non estrae il secondo cartellino: la punizione di capitan Casarini non inquadra la porta. Subito dopo entra in campo Meccariello proprio al posto di Tuia, ammaccato dopo il contrasto (trauma contusivo al ginocchio destro) nell'azione precedente. Il Lecce spinge, mentre l’Alessandria,tutto rintanato nella propria metà campo,  perde tempo ogni volta che può. Al minuto 88 i salentini riescono a pareggiare: merito di Rodriguez che dà il via all’azione con un cambio di gioco e poi la finalizza con un colpo da biliardo, un tiro a giro dal limite dell’area.

Ripresa per il rotto della cuffia la partita, il Lecce non si accontenta e prova a farla propria. Gli ospiti, del resto, sono oramai in piena riserva, fisica e mentale, ma riescono comunque a tenere fino al minuto 96 quando Di Mariano guadagna un calcio di punizione sul fronte sinistro dell’attacco. Suo il cross al centro dell’area dove la sfera rimbalza sulla coscia sinistra di Lucioni e crambola verso Coda: l'attaccante non esita un attimo e supera Russo, poco prima subentrato all’infortunato Pisseri.

Il Lecce centra il terzo risultato utile di fila e soprattutto, la prima vittoria del campionato: "Questo risultato sarà fondamentale per questo gruppo giovane - ha commentato il tecnico dei giallorossi, Marco Baroni -. Io sono convinto che la squadra troverà il gol e anche con facilità. Il punto è che ci sono momenti della gara che bisogna saper leggere meglio: non si può rimettere in corsa un avversario che fa poco o nulla di suo". Martedì sera i giallorossi saranno di scena a Crotone.

Prima ancora che il Lecce scendesse in campo, da Verona era arrivata una notizia propiziatoria: la vittoria della Primavera contro l'Hellas, per 2 a 0 con gol nel primo tempo di Salooma e di Gonzalez, su rigore, nella ripresa. Giallorossi di mister Grieco, oggi squalificato, a quota 5 punti dopo tre giornate.

Il tabellino di Lecce-Alessandria 3 a 2

LECCE (4-3-3): Gabriel; Calabresi, Lucioni (cap), Tuia (82’ Meccariello), Gallo (74’ Barreca); Majer (46’ Bjorkengren), Hjulmand, Gargiulo (74’ Paganini); Di Mariano, Coda, Olivieri (62’ Rodriguez). A disposizione: Bleve, Vera, Helgason, Bjarnason, Gendrey, Listkowski, Blin.

ALESSANDRIA (3-5-2): Pisseri (90’ Russo); Celesia (46’ Benedetti), Di Gennaro, Parodi; Mustacchio, Casarini (cap.), Ba, Milanese (58’ Chiarello), Beghetto (67’ Prestia); Orlando (67’ Lunetta), Corazza. A disposizione: Crisanto, Marconi, Arrighini,  Pierozzi, Palazzi, Palombi, Kolaj. Allenatore: Longo

Marcatori: 12’ Tuia, 15’ Corazza, 57’ Ba, 88’ Rodriguez, 90+6’ Coda

Ammoniti: 17’ Celesia, 43’ e 63’ Di Gennaro, 60’ Tuia, 77’ Lunetta

Espulsioni: 63' Di Gennaro

Arbitro: Giacomelli di Trieste; assistenti: Nuzzi di Valdarno, Cipriani di Empoli.

Quarto ufficiale: Centi di Terni. Var: Di Martino di Teramo; assistente Var: Ranghetti di Chiari.

Paganti 5003.

La quarta giornata

Risultati: Como-Frosinone 0 a 2; Brescia-Crotone 2 a 2; Perugia-Cosenza 1 a 1; Monza-Ternana 1 a 1; Reggina-Spal 2 a 1; Ascoli-Benevento 0 a 2; Lecce-Alessandria 3 a 2; Vicenza-Pisa 1 a 1; Cittadella-Pordenone 1 a 0; Parma-Cremonese 1 a 2.

Classifica: Pisa 12; Brescia 10; Ascoli, Cremonese e Cittadella 9; Frosinone e Reggina 8; Parma, Benevento e Cittadella 7; Cittadella e Monza 6; Perugia e Lecce 5; Spal e Cosenza 4; Crotone 3; Como 2; Ternana 1; Alessandria, Vicenza e Pordenone 0.

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