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Giovani di belle speranze

La trasformazione di Gallo e l’aneddoto su Bale per lanciare Dorgu

L’allenatore del Lecce, Luca Gotti, si è soffermato sul percorso di crescita di alcuni elementi della sua rosa, tirando fuori un ricordo di molti anni addietro, quando il Napoli cercava un quinto di centrocampo

LECCE – Nel corso della conferenza stampa alla vigilia di Lecce-Atalanta, l’allenatore dei giallorossi, Luca Gotti, stimolato dalle domande ricevute, si è soffermato sui calciatori che compongono la catena di sinistra della squadra, Gallo (ma tirando in ballo anche Gendrey) e Dorgu.

Sul terzino palermitano il tecnico ha detto: “Quel che posso dire io, con una ragionevole certezza, vale allo stesso modo anche per Gendrey: hanno la stessa età, più o meno un percorso simile dal punto di vista dell’esperienza qui a Lecce nel numero di partite fatte. Per entrambi questa annata calcistica si è rivelata di trasformazione perché si sono notevolmente evoluti. Per entrambi io mi sentirei di dire che ci sono ancora ottimi margini di miglioramento, ottimi, e mi sembra che abbiano l’intenzione di raggiungerli.

Gotti è poi passato a una disamina su Dorgu“È un ragazzo molto giovane, che ti dà una disponibilità totale nel giocare a calcio. Mi sembra che abbia delle qualità plastiche, quindi grandi capacità di adattamento, non so se state percependo il piacere che ha di giocare dentro il campo, di trovare la posizione alle spalle degli avversari, come si mette con il corpo. Ha delle grosse potenzialità: cominciano a chiamarmi persone importanti del mondo calcistico per sapere di lui”.

Per dare un’idea di quali possano essere le potenzialità di Dorgu, il tecnico ha raccontato un aneddoto: “Non so dare una certezza, cerco di spiegarmi con una piccola storia: di qualche anno addietro: c’era Mazzarri sulla panchina del Napoli, per il mercato di gennaio il club cercava un quinto di sinistra, nell’ottica del 3-5-2. Io avevo notato un giocatore nelle nazionali giovanili, mi era piaciuto molto da terzino e mi sembrava un quinto perfetto, di grande prospettiva. Siccome mi trovavo in macchina con l’allora direttore del Napoli, Riccardo Bigon, che è un mio caro amico d’infanzia, ne abbiamo discutiamo. Quel giocatore era Gareth Bale. Bigon lo vede e gli piace, quindi va a parlare col Tottenham. Venti giorni dopo questa cosa salta perché il ragazzo fa una tripletta a San Siro contro l’Inter in Champions League e il ragazzo poi diventa un attaccante, perché ha i gol. Poteva fare il terzino benissimo, altrettanto bene il quinto, ma i gol che aveva addosso gli hanno dato una carriera di altissimo livello. Ecco, in divenire possono succedere cose di questo tipo, la bravura starà nel cercare di leggerle nel percorso di questo giovane ragazzo”.

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