rotate-mobile
In conferenza stampa

Le voci dagli spogliatoi: la gioia di mister D’Aversa, l’onestà di Sarri

L'allenatore del Lecce ha parlato di un capolavoro di tutta la squadra, quello della Lazio ha stroncato il secondo tempo disputato dai suoi

LECCE – Sentimenti contrastanti nella sala stampa del Via del Mare, dove al termine di Lecce-Lazio, gara vinta per 2 a 1 dai salentini, i due allenatori hanno commentato la gara.

Per Roberto D’Aversa, tecnico del Lecce, si è trattato di un “capolavoro sia di chi ha giocato dall’inizio, sia di chi è subentrato e pure di chi è rimasto fuori perché tutti i ragazzi si sono allenati benissimo in settimana. È stata una vittoria bella, nel giorno in cui ricordavamo Carlo Mazzone, che a questo club ha dato tanto. La dedico al presidente, ai due direttori, al nostro pubblico”.

L’allenatore del Lecce ha raccontato di aver dovuto richiamare sonoramente i suoi: “Nel primo tempo ci siamo ritrovati sotto dopo che avevamo avuto due buone occasioni, nell’intervallo ho rimproverato i ragazzi perché nell’azione del loro vantaggio sono usciti su Romagnoli (Rafia, ndr) quando già stava risalendo il campo con la palla, quando invece dovevano posizionarsi meglio e leggere le linee di passaggio”.

In campo, considerando le formazioni titolari, la Lazio aveva complessivamente 59 anni in più, una differenza che in un campionato professionistico è davvero più unica che rara: “Il club ha lavorato molto bene, Corvino e Trinchera hanno sempre mandato dei messaggi chiari da questo punto di vista. Con le differenze tra il nostro campionato e quelli esteri in termini di risorse, avere un settore giovanile come serbatoio è molto importante. Per un allenatore è motivo di orgoglio vedere i giovani crescere e poi arrivare in grandi squadre. Magari un giorno si ricorderanno di me”, ha detto D’Aversa sottolineando la maturità dimostrata da Dorgu, ma anche il buon impatto sulla partita di Burnete che ha disputato i concitati minuti finali.

Sarri perentorio

Di contro le perentorie considerazioni di Maurizio Sarri. Il tecnico laziale ha dimostrato onestà intellettuale nel riconoscere senza scuse la superiorità del Lecce: “Il nostro secondo tempo è stato inaccettabile, abbiamo avuto anche l’occasione per chiudere la gara, ma onestamente non avremmo meritato la vittoria. Dopo un buon primo tempo, nella ripresa abbiamo giocato allo stesso modo sin dal primo minuto, per questo non si può dire che ci sia stato un calo fisico, proprio non c'eravamo. Non siamo stati nemmeno intelligenti nella gestione, cercando di verticalizzare e non mi è piaciuta la partecipazione alla fase difensiva, è una cosa che non digerisco. È pure vero che affrontare il Lecce in questo momento è difficile, sarebbero stati una brutta bestia per tutte le altre squadre, perché sono molto brillanti, veloci con i tre che stanno giocando ora davanti”.

Chiamato infine a commentare la sovrapposizione tra inizio del torneo e sessione di calciomercato, che chiude il primo giorno di settembre, Sarri ha ribadito il suo giudizio sprezzante: “Io la penso come i ragazzi del Lecce che hanno messo lo striscione ‘Contro il calcio moderno’, non è un problema della Lazio, ma di tutti. Se chiedete a tutti gli altri 19 allenatore della seria A, sono certo che sono d'accordo con me”.

Leggi l'articolo: Il migliore in campo, Pontus Almqvist

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Le voci dagli spogliatoi: la gioia di mister D’Aversa, l’onestà di Sarri

LeccePrima è in caricamento