Mercoledì, 4 Agosto 2021
Sport

Calcioscommesse, è nuovo scontro tra accusa e difesa su Andrea Masiello

Per il procuratore federale Palazzi, il test è attendibile: per questo, torna a chiedere una penalizzazione di cinque punti al Lecce. La difesa confuta l’impianto accusatorio e conferma l’inattendibilità dell’ex difensore barese

LECCE – Uno per uno, confutati tutti gli elementi di accusa nei confronti del Lecce. Gli avvocati difensori della società di Via Templari, Mattia Grassani, Saverio Sticchi Damiani, Andrea Sambati e Franco Coppi, sono impegnati, in queste ore, nel processo di secondo grado del filone Calcioscommesse, in un duro faccia a faccia con la Procura federale, peraltro già ingaggiato in primo grado.

La strada maestra, dunque, è quella della capillare confutazione delle tesi di Stefano Palazzi, in particolare, ribadendo l’assoluta inaffidabilità del test principale, ossia Andrea Masiello, già parzialmente scricchiolata nelle sentenze precedenti. Palazzi, dal canto suo, continua a ritenere i salentini colpevoli ed è tornato a chiedere davanti alla Commissione disciplinare, oltre alla retrocessione in Lega Pro, pena già arrivata in primo grado, anche i cinque punti di penalizzazione.

Gli avvocati del Lecce, invece, nella robusta memoria difensiva, presentata alla Commissione disciplinare, stanno tentando di dimostrarla totale estraneità ai fatti e al tentativo di combine dell’ex presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro, inibito in primo grado per cinque anni. A pesare sulle tesi difensive, le “aperture” del giudizio della Commissione disciplinare, che, riconoscendo il “tentativo di alterazione” sulla base di “forti indizi”, non ha, però, riscontrato la “prova madre”.

Che poi Masiello sia ritenuto inattendibile lo dimostra, secondo la difesa, l’assoluzione in primo grado di Giuseppe Vives (per il quale Palazzi chiedeva tre anni di squalifica), messo sotto accusa per una pacca sulla spalla dell’ex difensore barese, che sarebbe stato il presunto cenno di assenso all’accordo. Ribadita dalla difesa l’incongruenza sulla questione dei soldi nelle “fascette” della Montepaschi di Siena (Masiello affermava di ricordare che il denaro ricevuto per la combine fosse in fascette con il logo dell’istituto bancario, ma, nel periodo di riferimento non si risulterebbero operazioni a carico di Semeraro).

Infine, un ultimo elemento “tecnico”: l’autogol di Andrea Masiello nel derby del maggio 2011, la partita contestata. Nella visualizzazione della giocata, è possibile riscontrare come l’ex difensore barese abbia rifilato il pallone nella propria porta con un goffo intervento di stinco: quello che si vuol dimostrare è la difficoltà tecnica a realizzare con volontarietà quell’intervento. Ma la discussione si preannuncia ancora lunga. Di certo, la sensazione è che le aperture del primo grado, in questa fase, potrebbero essere segnali importanti per il futuro del Lecce. Per domani, sono attese le sentenze.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Calcioscommesse, è nuovo scontro tra accusa e difesa su Andrea Masiello

LeccePrima è in caricamento