Venerdì, 30 Luglio 2021
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Canone da un milione di euro? L'Us Lecce replica a Monosi: "Il Comune sta saldando vecchi debiti"

Continua a tenere banco la polemica tra l'Us Lecce e il Comune di Lecce. La società giallorossa interviene sulle dichiarazioni dell'assessore Attilio Monosi, che in un'intervista su un quotidiano locale, afferma che il presidente Tesoro "avrebbe dovuto evitare polemiche tanto basse da non essere meritate dalla città e dalla tifoseria"

Il presidente del Lecce, Savino Tesoro (foto Salvatore Cihilla).

LECCE – Continua a tenere banco la polemica tra l’Us Lecce e il Comune di Lecce. La società giallorossa interviene sulle dichiarazioni dell'assessore Attilio Monosi, il quale ha concesso un’intervista su un quotidiano locale, affermando che il presidente Tesoro “avrebbe dovuto evitare polemiche tanto basse da non essere meritate dalla città e dalla tifoseria”, evidentemente facendo riferimento alla vexata questio della spesa per manutenzione straordinaria del manto erboso dello stadio comunale di Via del Mare.

“Pur essendo in ritardo sull'argomento – commenta l’Us Lecce –, Monosi rincara la dose e, davvero sorprendentemente riferisce che “il presidente giallorosso non paga il canone per l'uso dello stadio ma versa solo l'1 per cento degli incassi degli spettatori, valutato intorno agli 8mila euro a stagione, mentre l'affitto da pagare secondo gli standard di mercato equivarrebbe a non meno un milione di euro, somma alla quale l'amministrazione rinuncia perché sente l'amore della maglia”, aggiungendo che “la somma di euro 500mila sostenuta dall'allora presidente Semeraro per lavori straordinari (tornelli e opere di recinzione nella zona prefiltraggio imposte ex lege), era stata pagata dall'Us Lecce “per rispetto del fatto che non si paga il canone”.

Secondo la società giallorosa le dichiarazioni dell’assessore non trovano sostegno nei documenti ufficiali, tra cui la deliberazione della giunta comunale numero 520 del 4 maggio 2012, sulla necessità di sottoscrivere una nuova concessione. Inoltre, un decreto ministeriale imponeva la realizzazione di opere di sicurezza negli impianti sportivi, spese spettanti al Comune di Lecce. “Tali interventi di adeguamento furono effettivamente ed interamente sopportati, invece che dal Comune di Lecce, dall’Us Lecce, che aveva accumulato un debito per omesso pagamento del corrispettivo per la concessione per gli anni dal 2008 fino al marzo 2012 per una somma pari a euro 247.699”.

“Da un mero calcolo aritmetico – sottolinea la società – si può agevolmente comprendere come il canone di concessione ammontasse a una media di circa 60mila euro annue per il quadriennio 2008-2011 (ben lontano dal famigerato milione di euro paventato dall'assessore Monosi). Al netto di una compensazione tra dare e avere, l'Us Lecce, al momento della sottoscrizione della nuova convenzione avvenuta in data 18 maggio 2012, era creditore nei confronti del Comune di Lecce della residua somma di euro 124.564 e si ribadisce solo per effetto di un riconoscimento minimo e parziale del credito vantato”.

Cifre da cui sarebbe poi scaturita la nuova convenzione, in cui il Comune di Lecce “autorizza l’Us Lecce a compensare i debiti e quindi a non versare il corrispettivo dell’1 per cento degli incassi ed il 2 per cento sui proventi da pubblicità”. Solo dopo aver estinto il credito vantato dall’Us Lecce, il Comune dovrebbe tornare ad incassare direttamente le somme dovute per concessione e ciò sino alla scadenza naturale del contratto prevista nel maggio 2021”.

“Appare pleonastico – conclude la società giallorossa – evidenziare che le condizioni contrattuali della successiva compravendita dell’Us Lecce dalle mani dei Semeraro in quelle dei Tesoro hanno poi “tenuto in debito conto” del rapporto economico con il Comune di Lecce. Tanto dovevamo alla cittadinanza e alla tifoseria tutta, al solo fine di stabilire la verità dei fatti e, soprattutto, al fine di evitare all’opinione pubblica l’ingenerare di errate rappresentazioni della realtà dei fatti”.

Sulla querelle interviene anche il consigliere comunale Luigi Melica: “Ho l’impressione che la durissima presa di posizione del dindaco e dell'assessore al bilancio Attilio Monosi nei confronti dell’Us Lecce in relazione alle poche decine di migliaia di euro necessarie alla manutenzione del manto erboso dopo il concerto dei Negroamaro sia stata uno dei più clamorosi autogol della Giunta Perrone bis”.

"Il comunicato apparso sul sito dell’US sportiva Lecce - commenta Melica - che riprende la convenzione in vigore tra il Comune e la Società, conferma inequivocabilmente che sindaco e assessore avrebbero fatto meglio a tacere per evitare di essere così clamorosamente smentiti. Comunque, se i due bravi amministratori hanno ancora voglia di tornare sulla questione, chiederò  di dedicare un apposito punto al prossimo consiglio comunale, ottenendo il duplice risultato, da un lato della diretta streaming come chiedeva il presidente Tesoro e dall’altro di poter chiedere ulteriori chiarimenti in ordine ai criteri utilizzati per individuare le “fasce deboli” cui assegnare le tessere omaggio di tribuna centrale. Noi dell’Udc abbiamo destinato le due tessere assegnate allo scrivente nello scorso campionato a chi, di volta in volta, desiderava andare allo stadio pur non potendoselo permettere".

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