Sabato, 31 Luglio 2021
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Il Lecce pareggia e resta terzo. Giallorossi in dieci, ma non concedono nulla

Dopo cinque vittorie di fila, a Catanzaro finisce 0 a 0. Palo di Russotto nel primo tempo. Calabresi nervosi e plateali nelle proteste: negli spogliatoi finiscono anzitempo il tecnico Brevi, poi il suo vice e infine il ds . Papini espulso ingiustamente

L'arbitro espelle Papini (foto Chilla).

CATANZARO - Per il Lecce un punto che consente di mantenere il terzo posto, di rosicchiarne uno al Frosinone sconfitto a Barletta e di allungare la striscia di risultati positivi. Certo, dopo cinque vittorie di fila, centrare la sesta avrebbe significato arrivare nel migliore dei modi al big match di domenica prossima contro il Perugia, ma il pareggio di Catanzaro non è da buttar via.

I salentini hanno dovuto giocare in dieci per la mezzora finale a causa di una ingiusta espulsione di Papini, che oggi rientrava dopo aver scontato un turno di squalifica per il rosso rimediato a L’Aquila due settimane addietro. La gara al “Ceravolo” è stata condizionata da un vento molto forte, ma anche da un atteggiamento nervoso dei calabresi che non hanno perso occasione di protestare platealmente e di indurre l’arbitro all’errore, come capitato in occasione del presunto fallo di Papini che di certo non ha colpito Germinale al volto come la sceneggiata ha lasciato intendere, ma che anzi ha più probabilmente subito un blocco per liberarsi dal quale si è aiutato con le braccia ma senza alcuna intenzione dolosa.

Il direttore di gara, Rapuano di Rimini, ha mandato anzitempo negli spogliatoi anche mezza panchina dei padroni di casa: l’allenatore Brevi e il suo vice nel primo tempo e il direttore sportivo sul finire della gara. Insomma, con un sottofondo di isterismo continuo – il Catanzaro non vince ormai da cinque turni ed oggi si è fatto scavalcare anche dall’Aquila – la gara è stata poco apprezzabile dal punto di vista del gioco e sono stati molte, troppe, le interruzioni di gioco per ristabilire un minimo di calma.

Il primo cartellino giallo è stato per l’attaccante Fioretti che con il braccio largo ha preso in pieno Abruzzese, schierato sin dal primo minuto, mentre questi prendeva posizione per colpire di testa. Al 21’ i calabresi hanno tenacemente invocato l’espulsione di Lopez, che avrebbe colpito al volto Marchi in un contrasto (il guardalinee non segnala nulla). Il numero 7 del Catanzaro, dopo essersi rimesso in piedi, ha rivolto un clamoroso “figlio di puttana” all’avversario, davanti all’arbitro Rapuano che però ha fatto finta di non sentire. 

Il Lecce, che ha provato comunque a fare la partita con un atteggiamento più propositivo, sebbene abbastanza sterile, ha avuto una buona occasione alla mezzora: Miccoli calcia al centro dell’area una punizione della trequarti, ma Diniz non si coordina a dovere per girare a rete. Abruzzese ha rimediato un’ammonizione al 34’ per aver trattenuto con le mani un pallone del quale si sarebbe dovuto liberare prima invece di cercare un inutile dribbling sull’avversario. La migliore occasione l’hanno avuta poco dopo i padroni di casa con Russotto, che ha colto in pieno il palo alla destra di Perucchini con un tiro da oltre venti metri. Prima dell’intervallo c’è stato ancora tempo per un cartellino giallo a Catacchini, ma anche per l’allontanamento di Ferdinando Passariello, il vice di Brevi.

La ripresa non è certo iniziata meglio, dal punto di vista disciplinare: Marchi si è beccato il giallo già al primo minuto per fallo su Doumbia. Il Lecce, con il vento a favore, ha cercato di scardinare la difesa avevrsaria spingendo molto sul versante destro, con Ferreira Pinto: suo il cross per Bogliacino che al 48’, di testa, indirizza la sfera di poco alta sulla traversa. Consapevole della superiorità tattica dei suoi, Lerda ha fatto ricorso alla prima sostituzione già al 56’, inserendo Zigoni per Amodio, con l’arretramento di Bogliacino in mediana, come già accaduto contro la Salernitana.

Al minuto 61 primo cambio anche per i padroni di casa con Germinale per Vacca. Ed è stato proprio il subentrato a tendere poco dopo la trappola all’arbitro il quale ha mostrato direttamente il rosso al mediano leccese. Prima di questa svista, era stato il Lecce a rendersi nuovamente pericoloso con un tiro di Miccoli respinto con difficoltà dal portiere Bindi.

(I risultati e la classifica dopo la 21esima giornata)

Con la squadra in dieci uomini, Lerda ha subito mandato in campo De Rose che ha rilevato Miccoli. Al 72’ la seconda sostituzione anche per i calabresi, con Tortolano per Fioretti. Un attaccante per un altro. Poi è toccato a Beretta prendere il posto di Ferreira Pinto: il giovane di scuola milanista si è disposto sulla corsia sinistra, mentre Doumbia si è spostato a destra. Il Lecce ha quindi badato a non prenderle, giocando tutto nella propria metà campo, in maniera ordinata ed efficace. I padroni di casa hanno provato l’ultima mossa con Madonia per Marchi, ma, a parte un colpo di testa di Germinale finito alto, non hanno saputo creare preoccupazioni a Perucchini. Così dopo altre due ammonizioni – Rigione e Beretta –, l’allontanamento del direttore sportivo del Catanzaro e cinque minuti di recupero, la partita è terminata con un pareggio a reti bianche che serve più agli ospiti.

Il tabellino di Catanzaro-Lecce 0 a 0

Catanzaro: Bindi; Catacchini, Rigione, Ferraro, Di Chiara; Russotto, Vitiello, Benedetti, Marchi (79’ Madonia);  Fioretti (72’ Tortolano), Vacca (61’Germinale). A disposizione: Scuffia, Bacchetti, Calvarese, Casini. Allenatore: Brevi

Lecce: Perucchini; D'Ambrosio , Diniz, Abruzzese, Lopez; Amodio (56’ Zigoni), Papini; Ferreira Pinto (73’ Beretta), Bogliacino, Doumbia; Miccoli (65’ De Rose). A disposizione: Petrachi, Vinetot, Barraco, Rullo. Allenatore: Lerda

Ammoniti: 13’ Fioretti, 34 pt Abruzzese, 44’ Catacchini, 47’ Marchi, 62’ Germinale, 87’ Riggione, 88’ Beretta

Espulso: 64’ Papini, 21’ Brevi

Arbitro: Rapuano di Rimini

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