Cento chilometri del "Passatore", quattordici salentini al traguardo di una gara leggendaria

Tanti gli atleti salentini che hanno preso parte alla gara che da Firenze conduce a Faenza sulle tracce del celebre brigante Passatore. Centro chilometri nella leggenda. Ottima la prova di Silvio Coppula, Mimmo Nocente e del solito Franco Previtero, giunto alla quinta partecipazione

LECCE – E’ un viaggio alla ricerca di se stessi, dei propri limiti e di come superarli. Sì, perché il Passatore non è una gara ma proprio un viaggio, un’esperienza indimenticabile che, ancor più di una maratona, ti cambia per sempre. La "100 chilometri del Passatore" è una competizione podistica di ultramaratona che ogni anno, nell'ultimo sabato di maggio, conduce centinaia di appassionati da Firenze a Faenza. La gara, che si è svolta per la prima volta nel 1973, è intitolata al Passatore, popolare figura della storia e del folclore romagnolo (Stefano Pelloni, detto il Passatore è stato un brigante italiano, attivo nella Romagna di metà Ottocento, il più efferato tra i briganti romagnoli). Con un antenato così non può che essere un’esperienza unica, nel cuore degli Appennini, adatta solo a chi ama le sfide.

Anche quest'anno, per la quinta volta consecutiva e dopo essere stato il primo otrantino, nel 2010, ad affrontarla, Franco Previtero (ex finanziere 59enne e grande podista), presidente della società podistica Otranto 800 animato da uno spirito agonistico e sportivo da ammirare, ha preso parte alla “cento chilometri”, chiudendo con l’ottimo tempo di 10.25.49. Con lui un suo giovane discepolo, Dario Merico da Uggiano la Chiesa, che a soli 28 anni si è cimentato per la prima volta in questa fantastica impresa e l’ha portata a termine in poco più di 13 ore (13.13.21). Con loro due altri dodici atleti salentini: l’eccezionale Silvio Coppula del gruppo Podistico Taurisano che ha chiuso al 19esimo posto con il tempo di 8 ore, 15 minuti e 29 secondi. Un grande Cosimo Nocente con 9.42.43; Dario Corsini della Podistica magliese con 11.11.15; Antonio Specchia della Amatori Corigliano con 12.27.51; Paolo Nuzzaci della Podistica Copertino ocn 13.07.43; Vittorio Carbone del Cus Lecce con 14.11.55; Antonio Canuti; Vitorio Carignani; Davide Campilongo; Andrea Barnaba; Vincenzo Greco; Oronzo Luperto; Adriano Macchia; Cosimo Montefrancesco; Raffaele De Carlo e Dario Della Pace)

Si parte da Firenze alle 15, in gruppo. Poco dopo, al quinto chilometro, già si sale. Uno “strappo” duro su per la collina di Fiesole, lassù dove Firenze appare ancora più bella. Si continua a salire per dieci chilometri fino alla “Vetta Tre Croci” (a oltre 500 metri). Poi si scende per una quindicina di chilometri, fino ai 195 metri di Borgo San Lorenzo. La discesa mette a dura prova muscoli e articolazioni, con l’Appennino che sembra un gigante che ammalia e fa paura.

L’antico comune del Mugello segna l’inizio di una salita durissima che, attraverso sedici chilometri di ascesa conduce al temuto Passo della Colla di Casaglia, a oltre 900 metri sul livello del mare. Una salita che mette a dura prova gambe e testa, che fa rivivere le centinaia di ore di allenamento, i sacrifici, la forza e la voglia di non mollare. All’arrivo mancano ancora 52 lunghissimi chilometri, l’eternità di una luna discesa che, attraverso luoghi leggendari come Stazione Fantino e San Cassiano, conduce a Brisighella, l’ultimo paese prima dell’ambita meta di Faenza. Da lì mancano 10 chilometri alla conclusione di un’avventura da sogno. Finalmente la soddisfazione di poter contare i chilometri rimanenti facendo un countdown immaginario, avvolti dal buio di una notte che regala brividi e suggestioni, con le luci a brillare all’orizzonte come i fuochi dei briganti che un tempo erano i signori di questi luoghi. Il traguardo è lì a un passo, e con esso un mondo di emozioni impossibili da raccontare.

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Un arrivo da eroi o da briganti, di sicuro da leggenda.

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