Martedì, 27 Luglio 2021
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Chievo-Lecce, al "Bentegodi" una sfida da batticuore

Papadopulo medita di lanciare una formazione inedita, fondata su un 4-4-2 con Giuliatto titolare e più copertura difensiva. I veronesi, rapidi sulle fasce, vogliono vendicare la sconfitta dell'andata

All'andata finì 3 a 0. Nella foto, i giocatori del Lecce mentre festeggiano il primo gol di Abbruscato.

Due appuntamenti da capogiro ed una sola certezza: vietato sbagliare. L'incrocio di sfide d'alta quota mette il Lecce davanti alle sue rivali più dirette, che più dirette non si può. Prima il Chievo, per uno scontro da brividi al "Bentegodi", poi il Bologna, in casa, per un'altra sfida che avrà gli occhi di mezza serie B puntati addosso. La zona calda è oggi più che mai sovraffollata, e in un fazzoletto di punti sono raccolti, oltre a veneti, felsinei e salentini, anche Albinoleffe, Brescia e Pisa. In sei per due posti, quelli che portano dritti sulle vie del "paradiso" e che permettono di raggirare lo scoglio dei play-off, sorta di ammucchiata finale da crepacuore.

Si parte da Verona, contro una corazzata della B che vanta un potenziale offensivo sbalorditivo a fronte di qualche pecca nel reparto arretrato. Come il Pisa, il Chievo è una formazione che attacca in rapidità sfruttando molto le ali, ma che rischia a volte di lasciare il fianco scoperto. Non un caso, allora, che a fronte di un corposo bottino di 49 reti rifilate agli avversari, ne abbia comunque subite 29 (contro le 17 incassate del Lecce, che ha siglato finora 44 gol).

All'andata il Lecce lasciò il segno sula gara con tre sonore staffilate, che però non resero il giusto merito all'avversario. Eccessivo fu giudicato il 3 a 0 finale, considerate anche le grosse occasioni racimolate dai veronesi e qualche svarione difensivo del Lecce, comunque graziato. Normale, quindi, che sul fronte avversario vi sia una sorta di desiderio di rivalsa per quell'"affronto". Certo è che il Lecce, che proprio in trasferta ha mostrato le cose migliori, non starà a guardare. Anche se Giuseppe Papadopulo, almeno in partenza, dovrebbe abbandonare il comprovato 3-5-2, optando per un 4-4-2 piuttosto inedito, che garantirebbe maggiore copertura in difesa, senza rinunciare, ovviamente, a quelle fiammate offensive delle sue "punte di diamante".

In una difesa a quattro, a copertura dell'estremo difensore Benussi, Angelo sarebbe dunque più arretrato, sulla destra, e vedrebbe suo corrispettivo della fascia opposta un Giuliatto che finalmente rientrerebbe fra i titolari (la sua è stata finora una stagione tribolata dagli infortuni e piuttosto anonima). Al centro, la grinta di Diamoutene e l'esperienza di Cottafava. Nel folto centrocampo, da destra a sinistra, dovrebbero invece prendere posto Munari, Zanchetta, Ardito e Ariatti. In avanti la coppia offensiva consolidata da tempo e composta da Abbruscato e Tiribocchi. Alle loro sfuriate sul fronte d'attacco il tentativo di innescare quella miccia che potrebbe segnare un punto di svolta nella stagione.

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