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Condannate a vincere per inseguire il sogno: Lecce e Reggina si sfidano

I giallorossi non hanno del tutto perso le speranze di una promozione diretta, i calabresi sono a un passo dall'ottavo posto che vale i play-off. A due giornate del termine entrambe non sono padrone del proprio destino

Capitan Mancosu nella vittoriosa gara del girone di andata.

LECCE - Per alimentare i rispettivi obiettivi, entrambe le squadre devono vincere. Come in un comune destino, però, il raggiungimento del traguardo dipende per entrambe anche dai risultati che maturano sugli altri campi.

Lanciata come un treno verso i play-off, che al momento sfuggono per un solo punto, la Reggina di mister Baroni arriva al Via del Mare forte di sette risultati utili di fila (ultimo ko il 16 marzo a Brescia) e dei 31 punti collezionati nel girone di ritorno (gli stessi del Lecce e uno in meno dell'Empoli). 

Claudicante dopo le due sconfitte consecutive, con Cittadella a Monza, il Lecce è chiamato al riscatto perché l'obiettivo della promozione diretta è ancora matematicamente alla portata. Non può dunque la squadra di Corini tirare il fiato e preparare la rincorsa per i play-off, dove peraltro il posizionamento non sarà irrilevante: in questo momento sono i brianzoli in terza posizione, ma il loro calendario - Cosenza domani in trasferta e Brescia in casa lunedì - non sembra dei più agevoli. 

"Noi faremo il massimo per battere la Reggina, che è il presupposto fondamentale - ha dichiarato mister Corini in conferenza stampa -. Credo che i campionati siano aperti fino ai verdetti della matematica. Ci sono due gare da giocare, sei punti sono tanti, ci sono distanze ridotte perché siamo a due lunghezze dalla Salernitana e a pari punti con il Monza che ha il vantaggio degli scontri diretti. Tutti noi spingeremo fino all’ultimo secondo di campionato per raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti". 

Come di consueto Corini e il suo staff hanno vivisezionato l'avversario di turno: "Il sistema base è il 4-2-3-1. Talvolta lo forza con la doppia punta. Ha attaccanti importanti, esterni veloci e tecnici, delle sotto punte che possono diventare attaccanti come Okwonkwo che attacca la profondità e Menez che lavora tra le linee. Un centrocampo di qualità con Crisetig, Bianchi e Crimi, una linea difensiva accorta e aggressiva. Devo dire che hanno una identità precisa e lo hanno dimostrato nella continuità del girone di ritorno. Dovremo fare una gran partita per battere un avversario che ha fatto un ottimo percorso e che sta lottando per i play off".

In apertura di conferenza l'allenatore del Lecce ha parlato del caso di Mancosu, che proprio ieri ha reso pubblica la ragione della sua assenza nel mese di marzo: non per un banale intervento per un'appendicite, come diplomaticamente era stato detto, ma per un tumore che gli è stato diagnosticato: "Marco ha grandi valori. Noi come gruppo abbiamo cercato di rispettare il suo momento. La sua forza di reazione è stata straordinaria. Fa capire, come ho cercato di spiegare io nel mio piccolo, che le battaglie sono tante, che bisogna avere il coraggio e la forza di affrontarle. Continueremo a stargli vicino ma è lui che traina noi".

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