Domenica, 1 Agosto 2021
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Il triplice fischio di Semeraro: "Mai intascato un solo euro"

Giovanni Semeraro ha tenuto l' ultima conferenza da patron. Confermata la doppia soluzione contrattuale: in caso di Lega Pro la cessione a Tesoro sarà di fatto gratuita. La gestione è costata alla famiglia circa 100 milioni di euro

Giovanni Semeraro.

LECCE – Solo davanti a una selva di microfoni, Giovanni Semeraro si è congedato dalla tifoseria giallorossa e dalla città con una conferenza stampa iniziata sull’onda della commozione. Occhi subito ludici e voce rotta, ricordando la coincidenza tra l’acquisizione del Lecce e la nascita della sua ultima figlia, Ginevra (guarda il video in basso). Non c’erano i figli, Rico e Pierandrea, quasi a voler concentrare su di sé la paternità di una gestione lunga diciotto anni e di una decisione, quella di vendere il club, presa come un fulmine a ciel sereno all’indomani di un’esaltante salvezza conquistata sul campo più ostile, quello di Bari.

Una partita, quel derby, che rischia però di rimanere nella storia non tanto per il fatto sportivo, ma per una presunta combine tutta ancora da dimostrare, sulla quale la procura di Bari è al lavoro, ma che fino ad ora non ha prodotto alcun documento che possa contestare ai tesserati del Lecce un comportamento illecito. Un aspetto, questo, che l’ex patron ribadisce più volte nel corso del suo intervento di commiato. Si è detto ferito dalla colpevolizzazione del figlio minore da parte dei mass media e dell’opinione pubblica e ha liquidato come una “birbanteria”, alla quale non dà alcuna fondatezza, l’ipotesi di una qualche manipolazione del match , contro ogni suo personale convincimento. Giovanni Semeraro ha messo anzi in evidenza come tutta la sua gestione sia stata immacolata e immune da ogni inquinamento di fattori extrasportivi.

L’ex numero uno del club ha ripetuto anche il motivo di quella scelta improvvisa che di fatto smentì i buoni propositi calcistici per l’anno a venire manifestati dal figlio, allora presidente. Quasi cento milioni di euro, questo è l’esborso della famiglia durante la gestione, a fronte del quale “nessuno si può permettere di dire che abbiamo messo in tasca un solo euro”, ha ammonito sbattendo i pugni sul tavolo nell’unico momento di visibile tensione del pomeriggio, al quarto piano di via Templari, respingendo con sdegno le voci di investimenti in auto e barche di lusso.

Non si è mai sentito tradito, Semeraro, ma isolato e incompreso, anche dai giornalisti che non sempre gli  hanno garantito l'adeguato sostegno morale. "Di quello economico non ne parliamo", ha chiosato. Non ce l’ha infatti con la tifoseria che pure spesso lo ha preso di mira, ma di certo contento del trattamento ricevuto da un mondo imprenditoriale che lo ha sempre lasciato in beata solitudine, nella buona e nella cattiva sorte. Anche per questo ha sottolineato come Savino Tesoro “sia stato l’unico in Italia che si è presentato per acquistare la società”. Al nuovo azionista, l’ex numero uno del club salentino ha riconosciuto la capacità di essere incisivo nella trattativa, puntiglioso, “come è giusto che sia”. Semeraro si è detto convinto che il suo interlocutore sia una persona per bene, “altrimenti non avrei venduto la squadra”, ha precisato.

Venendo al cuore della trattativa,  sono state date alcune cifre dell’operazione: cinque milioni per sostituire Semeraro nelle fideiussioni bancarie, più un milione e mezzo in contanti. Tanto costa il Lecce a Savino Tesoro in caso di serie B. Ma, racconta Semeraro, l’imprenditore di Spinazzola trapiantato in Lombardia ha insistito molto perché venissero apposte al contratto determinate clausole in caso il Lecce venisse spedito in Lega Pro: circostanza che cambierebbe e di molto il discorso, perché sarebbe l’ex patron a doversi garantire rispetto alle esposizioni bancarie oltre a dover rinunciare alla liquidità e a impegnarsi per compensare l'eventuale penalizzazione: indiscrezioni parlano di 150mila euro a punto.

La volontà di liberarsi di un peso che era oramai diventato ingombrante, soprattutto dal punto di vista economico, alla fine ha dunque prevalso e quelle che solo all’inizio della settimana venivano definite come “condizioni inaccettabili”, sono state alla fine sottoscritte. “Ho cercato di accelerare la trattativa – ha spiegato il patron uscente – perché questo è il periodo in cui ci sono diecimila cose da fare: dall’allestimento della squadra alla scelta del ritiro. Non si poteva aspettare oltre si vuole garantire la continuità sportiva. Io ho iscritto la squadra in B con una fideiussione di 800 mila euro”. 

Finisce un'era, se ne apre un'altra. Da oggi - anzi, da ieri perché la firma sarebbe stata apposta nella tarda serata di giovedì -, il "padrone di casa" è Savino Tesoro che è già al lavoro con il figlio Antonio, probabile prossimo amministratore delegato, per rispondere con i fatti alle esigenze di una piazza che, da qualunque punto di vista si giudichi la gestione che si è appena conclusa, è stata abituata davvero bene. Sale, carburanti e molto di più: il futuro della famiglia Semeraro è nell'imprenditoria diversificata. "Economia reale però, basta finanza", risponde a conclusione di conferenza. Non ci sarebbe da meravigliarsi se, tra tante cose da fare, Giovanni Semeraro troverà ancora il tempo di guardare da dietro la vetrata della tribuna centrale quelle maglie giallorosse che ha sempre seguito fumando nervosamente il sigaro.

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