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Capitan Miccoli guarda avanti con fiducia: "Ce la giochiamo con tutti"

Dopo un anno difficile, sia sul piano sportivo che umano, il bomber giallorosso guarda al futuro con fiducia: "Adesso siamo una squadra". Rammaricato per la presenza limitata del pubblico, lancia un auspicio: "Vorrei che si tornasse al tifo di un volta"

Papini festeggia con i compagni dopo un goal (foto Chilla).

LECCE – Di partita in partita, almeno fino a marzo. Fabrizio Miccoli, che di esperienza calcistica ne ha da vendere, indica ai compagni la strada da seguire per tentare di scalare la classifica: “Oggi ce la possiamo giocare con tutti, ma siamo ancora distanti dal primo posto, non possiamo fare calcoli”.

Il 2013, per lui, è stato doppiamente severo: alla retrocessione con il Palermo, infatti, si è associato anche il vortice che lo ha risucchiato in un’inchiesta giudiziaria nel capoluogo siciliano. Unica parentesi positiva, ma preziosa, la firma con il Lecce e la possibilità di indossare la maglia per cui ha sempre perso la voce.

Ma nemmeno il suo approdo-ritorno nel Salento era partito nel migliore dei modi. Si vede ancora oggi che gli pesa il fallimento della gestione di Francesco Moriero, leccese e tifoso come lui del club giallorosso: “La squadra non era quella di oggi, c’erano molti infortunati, altri che non hanno fatto il ritiro con noi”, ricorda.

A distanza di quattro mesi dalla prima domenica di settembre, quando il Lecce giocò bene ma perse a Salerno, passando in vantaggio proprio con Miccoli, la situazione generale è fortunatamente cambiata. “Oggi siamo una squadra”, ha chiosato il capitano con una frase che sembra scontata ma che in realtà esprime la consapevolezza che nello spogliatoio c’è compattezza, cioè il presupposto sul quale costruire la rimonta. Primo capitolo del nuovo anno sabato sera proprio contro la Salernitana. Un momento topico per il prosieguo del torneo: “E’ la partita della conferma per noi, se vogliamo puntare a qualcosa di importante”.

L’attaccante ha voluto anche mettere in evidenza un aspetto di cui aveva già discusso dopo il concitato e contestato match di Frosinone: “Delle squadre favorite, forse siamo quella con meno pubblico”. Disaffezione, dunque? Il capitano ha una sua impressione: “In altri stadi vedo striscioni e fumogeni, a Lecce no”. Conseguente, dunque, l’auspicio che si possa tornare al tifo di una volta, evitando che per uno striscione si debba chiedere l’autorizzazione o che si possa correre il rischio di venir diffidati per aver festeggiato un risultato sportivo.

Miccoli ha concluso la conferenza stampa, la prima durante la settimana da quando è arrivato a Lecce, con un pensiero al giovane 16enne, suo compaesano e allievo della sua scuola calcio, coinvolto in un incidente stradale nella notte tra domenica e lunedì, nel quale ha rimediato, tra le altre cose, una seria ferita alla gamba per la quale è stato necessario un delicato intervento chirurgico: “Ho parlato con il padre, mi ha detto che sta leggermente meglio anche se è tenuto sotto costante osservazione: gli auguro di potersi ristabilire presto perché, se giocare a calcio è il sogno di ogni ragazzino, la vita è un bene molto più importante”.

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