Il ds del Lecce: "Con le antenne alzate per il rischio combine"

Il club giallorosso ha prolungato ieri di un anno il contratto a sei calciatori. Il dirigente in sala stampa lancia messaggi

Il direttore sportivo, Meluso, e il presidente, Sticchi Damiani.

LECCE – Nella sala stampa del Via del Mare oggi si è presentato Mauro Meluso, il direttore sportivo che ieri ha concluso tutte le procedure per il prolungamento di un altro anno dei contratti di Franco Lepore, Francesco Cosenza, Andrea Arrigoni, Mario Pacilli, Giuseppe Torromino, Simone Ciancio, che erano in scadenza a giugno prossimo.

Una mossa che il dirigente salentino ha spiegato come un segnale di continuità, di fiducia: non dimentichiamoci che chi è in scadenza a giugno, previa comunicazione allo società, può firmare un nuovo contratto. La maggior parte di loro, secondo me, troverebbe collocazione ma non sarà comunque a gennaio, perché manteniamo l’intelaiatura e non faremo stravolgimenti”. Meluso ha invece anticipato che sono in corso le trattative anche un significativo prolungamento del contratto di Tsonev, oggi vincolato fino al 2019. E lo stesso discorso si farà con il difensore Riccardi, ma con il Verona c’è da risolvere prima la questione del riscatto e contro-riscatto.

Un passaggio particolare è stato fatto con riferimento al rischio di partite truccate. Tra qualche accenno di mercato e analisi sul campionato, il direttore sportivo sembra lanciare un avvertimento: “Useremo tutte le nostre energie per arrivare al traguardo finale, a tal proposito saremo con le antenne alzate perché siamo puliti ma non fessi: in effetti il calcio ci ha regalato sorprese pazzesche e noi non vogliamo soccombere davanti a cose strane, voglio mettere in guardia un po’ tutti: mi riferisco alle combine che ci sono nel mondo del calcio, lo faccio in maniera generica perché se avessi delle prove sarei già andato a denunciare”.

Non si può escludere che sia un messaggio tra le righe in risposta alle frequenti esternazioni di Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, spesso indirizzate a sottolineare presunti favori arbitrali al Lecce. Ma quando viene direttamente sollecitato sul punto, Meluso se la cava con classe: “Una strategia che non condivido ma che è anche un segnale di debolezza. Ognuno ha il suo stile. A noi ci è stato annullato a Fondi un gol regolare, passato inosservato ai più: mi riferisco a quello scaturito dallo schema su punizione, quando Di Piazza è andato in rete su assist di Tsonev. Uno di loro è caduto da solo, l’arbitro ha fischiato, noi non abbiamo protestato”.

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Infine una ammissione sul periodo non propriamente felice della squadra, almeno dal punto di vista della qualità delle prestazioni: “Le ultime gare non sono state brillanti, ha fatto bene il mister a sottolinearlo. Abbiamo sempre avuto un profilo di normalità, perché davvero ci interessa passare questi momenti più difficili senza particolari danni. Mi dispiace aver notato un poco di approssimazione, una cosa che io detesto: nei primi venti minuti sembravano svagati”. 

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