Giovedì, 29 Luglio 2021
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Il patron a valanga: “Ripartiamo per vincere, ma basta con le guerre contro di noi”

Savino Tesoro punta l'indice contro la "disonestà intellettuale" di certa stampa e tv: "I tifosi sanno ragionare con la loro testa". Confermata la guida tecnica di Franco Lerda, ma durante la squalifica potrebbe sedere in panchina Sandrino Morello

Franco Lerda tra Antonio e Savino Tesoro.

LECCE – “Serie A, serie C, siamo sempre qui”. E’ con questo coro nella testa e con la gratitudine per gli attestati di stima e incoraggiamento che ha ricevuto sin dalla prima area di servizio al ritorno da Frosinone che Savino Tesoro ha deciso di mettere un punto alla travolgente delusione per la seconda promozione sfumata in finale e ripartire con l’obiettivo di vincere il campionato. In quale girone, ancora non si sa, ma con Franco Lerda al timone e buona parte della squadra che si è resa protagonista, dopo una partenza ad handicap, di una rimonta davvero notevole.

Il presidente dell’Us Lecce, questa mattina, si è presentato davanti ad una trentina tra giornalisti ed addetti ai lavori e non l’ha mandata a dire: “Ristabiliamo un poco d’ordine”, così ha esordito e poi via al fiume in piena che coglie di sorpresa la platea.

Tesoro ha puntato l’indice contro certa stampa e tv che si sarebbe scagliata come un avvoltoio sulla ferita aperta dalla sconfitta di Frosinone per tirare fuori le solite considerazioni disfattiste: la mancanza di programmazione e gli errori del direttore sportivo in primis. Sulla linea di un atteggiamento pregiudizievole che ha accolto la proprietà sin dal suo insediamento alla guida del club e che ha prodotto un continuo chiacchiericcio privo, ha sottolineato, di qualsiasi parvenza di onestà intellettuale.

Perché di certo errori ne sono stati fatti – ha riconosciuto Tesoro -, ma basta con le “guerre per partito preso, anche perché quella contro di me è una guerra persa in partenza”.

Il numero uno della società giallorossa si è chiesto come sarebbe cambiato il giudizio di certe penne se il tiro di Beretta, invece di colpire il palo, fosse entrato in rete, chiudendo di fatto la gara. Il presidente ha quindi chiesto rispetto per la sua famiglia e per l’impegno che sta sostenendo per cercare di riportare il Lecce lì dove lo avrebbe voluto prendere e cioè almeno in serie B.

Fermo restando il diritto di critica, ripulito però di ogni interessato preconcetto, necessario per confrontarsi e per migliorare. E si è detto molto confortato dal fatto che in questi due anni i tifosi del Lecce – “quelli veri”- hanno dimostrato di saper ragionare con la propria testa e di non essere manipolabili da questo o quell’opinionista, da questa o quella testata o trasmissione.

Si ricomincia da Lerda quindi.

Il patron ha riconfermato tutta la sua fiducia nelle capacità tecniche dell’allenatore, ricordando le messe di punti che il Lecce ha fatto con lui in panchina in due anni, sottolineando anche il fatto di voler puntare sulla voglia di riscatto che il mister comunque ha dentro. Perché la squalifica di sette mesi è un fardello pesante, rispetto al quale Tesoro ha detto che se certi comportamenti sono censurabili, l’allenatore è stato comunque “massacrato” oltre i suoi oggettivi demeriti.

Per risolvere il problema della sua temporanea sostituzione si farà ricorso, con ogni probabilità, a Sandro Morello – già secondo di Francesco Moriero - che siederà in panchina con Giacomo Chini, il fidato assistente di Lerda.

Per quanto riguarda Miccoli, sarà chiarificatore un incontro che avverrà probabilmente la prossima settimana: “Abbiamo altre priorità in questo momento”, ha detto il numero uno del club salentino che ha garantito ogni sforzo affinché il Lecce possa andare in ritiro – al 90 per cento in Valle d’Aosta, restano da definire alcuni aspetti – con buona parte dell’organico già disponibile. ù

I punti fermi già ci sono: il primo è Romeo Papini che il club ha voluto “blindare” subito perché già erano in arrivo proposte allettanti di altre squadre. Ma la voglia del calciatore di vincere con il Lecce ha fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte di una scelta che lo colloca ancora in Lega Pro, a dispetto di un contratto che lo liberava in caso di mancata promozione.

Si riparte, e questo Tesoro lo ha voluto sottolineare, anche e soprattutto dai tifosi, da quelli che la squadra la seguono sempre, per quanto pochi possano sembrare al cospetto di altri scenari.

La società farà ogni sforzo per rendere accessibile la sottoscrizione dell’abbonamento, ma bisogna considerare che con la riforma del campionato le partite il prossimo anno saranno di più. Resta da capire in quale girone: la possibilità di una divisione geografica tra Sud, Nord e Centro, creerebbe una differenza di valori abissale.

Ve lo immaginate un girone con il Lecce, le campane, le calabresi? E allora si potrebbe fare strada l’ipotesi di una divisione “verticale”, con tre gironi strutturati pescando dal Settentrione al Meridione. Sicuramente più equa, darebbe luogo a tornei simili per valori tecnici. La Lega Pro non dovrebbe ignorare questo aspetto. 

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