Sabato, 31 Luglio 2021
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Gasdotto Tap, il M5S incalza Pd e Sel: “Chiarezza, ora o mai più”

I parlamentari del Movimento Cinque sollecitano i due partiti del centrosinistra alla coerenza, sul piano nazionale, rispetto alle posizioni degli esponenti locali: banco di prova la ratifica del trattato trilaterale tra Italia, Albania e Grecia

I parlamentari del Movimento Cinque Stelle

LECCE – Il progetto del gasdotto Tap è attesa da un doppio passaggio parlamentare che molto dirà dei reali intendimenti dei partiti rispetto ad un’opera che sta agitando l’opinione pubblica della provincia di Lecce e in particolare le comunità residenti nei territorio di Melendugno e Vernole: l’approdo dell’infrastruttura è previsto a San Foca, la centrale di depressurizzazione ad Acquarica di Lecce.

Dalla prossima settimana sarà al vaglio di tre commissioni senatoriali il disegno di legge – firmato dal ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, dal collega Flavio Zanonato alle Attività produttive, di concerto con il responsabile dell’Economia, Fabrizio Saccomanni – per la ratifica del trattato trilaterale tra Italia, Grecia e Albania. Il documento, insomma, che conferisce al gasdotto il carattere di opera di interesse nazionale strategico affidando, di fatto, solo al governo la facoltà di fermare il progetto. Il Movimento Cinque Stelle ha chiesto ed ottenuto che ci fosse anche un passaggio in commissione Ambiente dove poter sviscerare dettagliatamente gli aspetti di impatto sull’ecosistema che tanto preoccupano attivisti, residenti e operatori commerciali in una zona che, negli ultimi anni più che mai, sta facendo del turismo il volano del proprio sviluppo economico.

Questa mattina i parlamentari salentini del Movimento Cinque Stelle hanno convocato una conferenza stampa – presso la sede leccese in corte dei Romiti – per sollecitare i partiti del centrosinistra ad assumere una linea coerente, a livello nazionale, con gli esponenti politici del territorio. In pratica, Barbara Lezzi, Maurizio Buccarella, Daniela Donno e Diego De Lorenzis hanno invitato Pd e Sel a non sconfessare, a Roma, quello che autorevoli esponenti delle stesse formazioni vanno da settimane ripetendo a Bari come a Melendugno.

“Chiediamo un voto contrario nelle commissioni”, ha dichiarato la senatrice Lezzi che ha aggiunto che, al momento del voto definitivo in aula, verrà chiesta la procedura di voto elettronico nominale: in modo che tutti si assumano le proprie responsabilità di fronte al territorio. I parlamentari a cinque stelle sono del resto contrari al progetto di gasdotto da ogni punto di vista e credono che la vocazione turistica del territorio non possa essere “svenduta” a nessun prezzo. Il riferimento è alla presa di posizione del segretario del Pd, Sergio Blasi, che, in una recente dichiarazione, ha da una parte respinto l’approdo a San Foca, e dall’altra ha invitato Tap e riservare alle zone interessate il 15 per cento del fatturato annuo.

E’ questo il momento giusto per fermare il progetto, hanno detto gli “eletti” a cinque stelle, perché dopo l’entrata in vigore del trattato, con la ratifica, ci sarebbero enormi penali da pagare e sarebbe praticamente vanificata la fase di ascolto con le comunità che rimarrebbe, soltanto, un’operazione di facciata. I parlamentari di Pd e Sel sono dunque chiamati a riportare a Roma la posizione dei colleghi di partito salentini. L’esempio è presto detto: se il consigliere regionale Antonio Galati, di Sel, ha dichiarato ufficialmente la propria contrarietà a nome del partito, allora Vendola non dovrebbe avere nessuno problema a “ordinare” ai suoi deputati e senatori di avere un atteggiamento conseguente. E stesso discorso vale per il Pd che, tuttavia, è il partito del premier, Enrico Letta, che ha già garantito che il gasdotto si farà.

Alla conferenza – che si svolgeva negli stessi minuti in cui lo scrittore Erri De Luca faceva visita a San Foca al banchetto del Comitato No Tap insieme al sindaco di Melendugno Marco Potì e a quello di Vernole, Luca De Carlo -, ha partecipato anche Alfredo Fasiello, responsabile del comitato "No Tap Salento Vernole Acquarica", il quale ha ribadito che l’opposizione al gasdotto sarà civile ma irriducibile, almeno per quanto riguarda il suo movimento posto che altre realtà locali, più legate a formazioni politiche del centrosinistra, avrebbero di recente assunto un profilo più basso.

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