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Inizio col botto. I Tesoro ripartono dal ritorno di Ernesto Chevanton

Grande sorpresa alla presentazione della nuova proprietà dell'Us Lecce. da una porta secondaria sbuca l'attaccante uruguagio. Consolidamento del vivaio e rete di osservatori. Definito il Cda che gestirà la transizione

Savino Tesoro, Ernesto Chevanton e Antonio Tesoro (Foto di Giulio Paliaga).

LECCE - C'è Ernesto Chevanton sulla carta di identità del nuovo corso targato Tesoro. Al termine di una lunga conferenza stampa, l'attaccante uruguagio è sbucato da una porta secondaria della sala convegni del Patria Hotel per abbracciare, in lacrime, Savino e Antonio, i nuovi responsabili della società giallorossa. Così è stato annunciatoil suo ritorno nel Salento: "Cheva - ha dichiarato il nuovo proprietario - ha un rapporto con il Lecce a tempo indeterminato e rimmarà con qualunque ruolo fino a che ci saremo noi" . L'attaccante, che nella scorsa stagione ha giocato nel campionato argentino con la maglia del Colòn (15 partite, 6 gol), è in convalescenza dopo un brutto infortunio al tendine d'Achille.

Inizia dunque con un'operazione identitaria la gestione della famiglia originaria di Spinazzola. Consolidamento del vivaio, rete di osservatori particolarmente attenti ai campionati emergenti e "aggiramento" della tessera del tifoso attraverso un sistema di mini abbonamenti e una politica di prezzi popolari: annunciando queste linee guida i Tesoro si sono presentati alla tifoseria e alla stampa.

Entrambi senza cravatta, sulle note di Bruno Petrachi e con lo sfondo degli dei dell’olimpo giallorosso – Mazzone, Barbas, Zeman, Lorieri, Jurlano, Vucinic – alternati ai prodotti industriali delle attività di famiglia (come a dire che i soldi non mancano), Antonio e Savino Tesoro hanno motivato con la passione per il calcio la decisione di abbracciare i colori giallorossi, anche in una fase in cui l’industria pallonara si rivela un vuoto a perdere. Nel Salento da tre lustri per lavoro e per diletto, raccolgono il testimone, pesante per loro stessa ammissione, della famiglia Semeraro senza nemmeno sapere con certezza in che campionato giocherà il Lecce.

Rapiti dalla bellezza della città e del mare (nel settore turistico alcuni degli investimenti fatti), padre e figlio hanno rivelato che l’accelerata alla trattativa per l’acquisto del club, partita nel giugno dello scorso anno, è scaturita dalla constatazione della passione con cui il popolo giallorosso ha accompagnato la squadra in una travagliata retrocessione in serie B. Molto indicative, al riguardo le parole di Antonio Tesoro in chiusura di incontro, ma che meritano di essere anticipate: “A Lecce si vede che manca solo lo scoppio della scintilla, che noi pensiamo di favorire con una sana programmazione anche a prescindere dalla categoria in cui giocheremo”. “Non vogliamo illudere nessuno – gli ha fatto eco il padre – ma per noi l’Us Lecce è patrimonio della città e dei tifosi, non siamo i gestori”.

“Non ho cento milioni da spendere”, aveva già detto in fase di esordio il nuovo patron, facendo riferimento all’esborso sostenuto dal suo predecessore, precisando anche che è intenzione della proprietà investire con oculatezza e con un occhio di riguardo al settore giovanile. Attorno alle nuove leve si vuole innestare un progetto complessivo di crescita che porti “nel giro di quattro o cinque anni a schierare nella formazione titolare sette elementi provenienti dal vivaio”. E per far vedere che non si tratta solo di proclami, è stata sottolineata la riconferma di Antonio Toma alla guida della Primavera che, oltre a disputare il campionato di categoria, parteciperà anche al Torneo di Viareggio. In ritiro con Franco Lerda partiranno da subito diversi giovani, di proprietà della società salentina, che nella scorsa stagione si sono ben comportati come Rosafio, Di Mariano e Chririacò, oltre a Falco e Falcone.

presentazione 001-2Quale sarà l’organigramma dirigenziale e tecnico del Lecce, lo si saprà nei prossimi giorni: partiti in ritardo rispetto all’abituale programmazione della stagione calcistica, i Tesoro stanno cercando di costruire uno staff sicuramente più snello, ma equilibrato tra esperienza e volti nuovi come quelli del nuovo team manager, il 29enne Matteo Ievolella, e di Matteo Lauriola, nell’ultima stagione capo osservatore al Torino. Sarà lui a presiedere alla mezza dozzina di talent-scout che dovrebbero assistere a circa tremila gare in una stagione, con un occhio particolare ai campionati sudamericani, della Svizzera, della Repubblica Ceca, della Slovenia, della Croazia, ma soprattutto a quelli africani. A livello intermedio ci saranno tre capi area, che avranno il compito di fare una scrematura tra gli elementi segnalati dai loro collaboratori per poi sottoporli alla valutazione di Lauriola prima e, con il suo avallo, di Tesoro jr poi. “Vorrei che lavorassimo sul modello dell’Udinese, che rappresenta in Italia il miglior modo di fare calcio”, ha chiosato il responsabile di tutta l’area tecnica.

Quanto alla rosa da affidare a Franco Lerda, che verrà presentato martedì mattina al Via del Mare, ne faranno sicuramente parte capitan Guillermo Giacomazzi, Andrea Esposito, Massimiliano Benassi, Daniele Corvia ma anche Antonio Mazzotta e Jeda. Partiranno invece, sempre che siano trovati degli acquirenti, calciatori che “non si sono ambientati” come Ignacio Piatti e Edward Ofere mentre è da valutare la situazione di Carlos Grossmuller.

Capitolo a parte, la questione tifosi: i prezzi saranno popolari “per consentire a tutti di permettersi lo stadio”, mentre è allo studio un sistema di “aggiramento” della tessera del tifoso – rispetto alla quale Antonio Tesoro ha detto di avere una posizione vicina a quella di chi la rifiuta per principio – sul modello della Roma, con carnet di biglietti per un certo numero di partite che costeranno meno della somma dei prezzi dei tagliandi per le singole gare. Un mini abbonamento, di fatto.

Insomma il primo atto dell’era Tesoro, dal punto di vista del “marketing”, è perfettamente riuscito perché i nuovi proprietari sembrano aver compreso molto bene alcuni tra i punti deboli della gestione che li ha preceduti, soprattutto il rapporto tra una parte della tifoseria e la dirigenza, caratterizzato da scarsa trasparenza. Ci sarà una persona di fiducia della società a curare le relazioni con il popolo giallorosso, proprio allo scopo di evitare le turbolenze degli anni passati, ma l’auspicio è che sia veramente una figura nuova e credibile da parte di un mondo composito e allo stesso tempo storicamente “indipendente” come quello della tifoseria del Lecce.

Nuove deleghe nel consiglio di amministrazione. Nel pomeriggio si è riunito il Cda della società giallorossa, che curerà la co-gestione fino al 15 settembre, quando dovrebbe perfezionarsi il passaggio del club alla famiglia Tesoro. Tutto dipende dal decorso della giustizia sportiva, per cui non è escluso che tale data possa essere posticipata. Presidente resta Isabella Liguori, il vice sarà Paolo Fedele, Renato Cipollini e Antonio tesoro ricopriranno la carica di amministratori delegati mentre Savino Tesoro, per il momento, sarà consigliere di amministrazione. 

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