Corini il perfezionista: "Ma un gol così non lo dobbiamo prendere"

Il tecnico del Lecce, giustamente soddisfatto per la bella prestazione dei suoi ragazzi dopo la vittoria per 7 a 1 sulla Reggiana, non risparmia un rimprovero: "Mai far calare la concentrazione"

Il gol della Reggiana, con Rozzio (foto Chilla).

LECCE – Quinto risultato positivi di fila, terza vittoria consecutiva, 20 gol fatti e 11 subiti: il Lecce di Eugenio Corini va palesando la sua fisionomia in maniera sempre più chiara e intanto si gode la goleada rifilata alla Reggiana.

L’allenatore dei giallorossi, al termine della gara contro la Reggiana (qui la cronaca), ha così commentato il roboante risultato di 7 a 1: “La squadra ha costruito tante occasioni, qualcuna l’abbiamo concessa. Abbiamo lavorato bene anche in fase di non possesso, chiudendo i loro flussi di gioco e ripartendo bene. Sono felice perché sono certo che la Reggiana darà fastidio a molte squadre”.

A segno sono andati Coda, con una tripletta, poi Tachtsidis, Falco, Majer, Calderoni. Corini non gongola più di tanto: “Io penso di avere tanti calciatori di qualità in avanti ma voglio spendere qualche parola per quelli che dietro lavorano per far arrivare la squadra alla finalizzazione. Mi piace la mentalità mostrata dai ragazzi, non accetto un atteggiamento passivo durante la partita perché è sempre bene alimentarla: è il segno di una crescita. È anche vero che il lavoro degli attaccanti fatto in un certo modo permette alla squadra di accorciare, di arrivare agli inserimenti, di portare tanti giocatori in area: siamo forti sulle palle di ritorno e riusciamo ad avere un gioco armonioso col quale cerchiamo di far risaltare le caratteristiche dei nostri giocatori”.

Anche durante una gara controllata dall’inizio alla fine, il tecnico ha vissuto una parentesi di nervosismo, quando la Reggiana è andata a segno sugli sviluppi di un calcio d’angolo: “Ne potevamo prendere uno in altra situazione, ma non su corner: è un gol che la squadra non deve prendere. Anche in situazioni in cui sembra di avere il controllo non bisogna abbassare mai far calare la concentrazione”.

Ai microfoni del club anche Massimo Coda, a referto da cinque partite consecutive e con sette marcature in totale: “Non facevo una tripletta dalla partita Verona-Benevento. Porterò il pallone a mio figlio, la dedica è per lui nella speranza che voglia seguire le orme del padre. Non mi era mai successo di andare in gol per cinque gare di fila”. E su Mancosu, che è il suo primo suggeritore, l’attaccante ha detto: “È un lusso avere in squadra uno come lui”.

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