Il ricordo di Corini: il giovane talento contro Maradona, la leggenda

L'allenatore del Lecce ha rivelato un aneddoto: era il gennaio del 1991 e con la Juve riuscì a piegare il Napoli. A fine partita Casiraghi gli soffiò la maglia numero 10 dell'argentino

Eugenio Corino nella gara contro la Reggiana.

LECCE - Era il 6 gennaio del 1991 e al Comunale di Torino si affrontavano Juventus e Napoli: una gara tirata, quella, che si sbloccò al minuto 87 con il gol di Casiraghi che permise ai bianconeri di portare a casa la vittoria.

Eugenio Corini, che oggi allena il Lecce, aveva 21 anni e indossava la maglia della Vecchia Signora. Maradona ne aveva 10 di più ed era già una leggenda del calcio. Al triplice fischio del signor Baldas, di Trieste, il giovanotto di belle speranze - che secondo il commento tecnico di Carlo Nesti per "90esimo Minuto" aveva trascinato, insieme a Schillaci, i suoi - si fece avanti per avere la maglia numero 10 del Napoli, quel cimelio che ogni vero amante dello sport vorrebbe avere: "Già da un po', fra virgolette, lo marcavo, perché volevo chiedergli la maglia. Mi dispiace, mi disse rattristato, ma l'ho già promessa a Casiraghi". Questo è il ricordo personale che il tecnico bresciano ha voluto citare, alla vigilia del big match tra i giallorossi e il Chievo (venerdì alle 21), nel corso della conferenza stampa odierna: "Ho mancato la maglia di Diego perché sono stato anticipato da un compagno, ma sono molto orgoglioso di averlo affrontato in campo. Riposa in pace Diego: sei stato fonte di ispirazione per tanti e continuerai ad esserlo".

La conferenza dei ricordi per Corini è proseguita: tanti, infatti quelli che lo legano al Chievo Verona, dove ha militato per cinque stagioni da calciatore - dal 1998 al 2003 - per poi sedere in panchina come tecnico, subentrando per due volte e venendo esonerato una terza (2012-2014): "Ringrazio il Chievo per avermi permesso di tornare a essere un giocatore importante - ha dichiarato Corini-, il presidente Campedelli e il direttore sportivo Santori, oltre a mister Del Neri che mi ha dato coraggio e fiducia dopo una serie di infortuni importanti. Ci sono ricordi che rimarranno sempre scolpiti nel mio cuore e in quello di Salvatore (Lanna, l'allenatore in seconda, ndr) che è stato per tanti anni il capitano". 

La sfida che aprirà la nona giornata vedrà in campo i giallorossi, che hanno 15 punti, due in meno di Empoli e Salernitana, e i clivensi, che ne hanno 14 ma con una gara in meno: "Il Chievo era in A due anni addietro, in semifinale play-off lo scorso anno. A parte la sconfitta interna con Salernitana, che non meritava, in questa stagione ha sempre fatto molto bene e potenzialmente è primo in classifica. Giocano con un 4-4-2 molto evoluto, alternano i movimenti per creare superiorità in fase di possesso, sono una squadra ordinata, coesa, con ottima struttura e buonissimi giocatori".

Quanto al suo Lecce, qualche problemino continua a esserci in difesa: Dermaku ha ripreso da allenarsi con continuità ma non è stato convocato, Meccariello fa i conti da sabato scorso con un affaticamento muscolare, Rossettini è ancora out (così come Bjorkengren). Quasi scontato, dunque, che Corini riparta dalla coppia Lucioni-Meccariello con Zuta pronto ad adattarsi come centrale, qualora ce ne fosse bisogno (in quella posizione è stato impiegato contro la Reggiana, quando ha preso il posto di Meccariello).

Il tecnico dei salentini sa perfettamente che la fase di campionato che si apre domani, e che si concluderà il 4 gennaio dopo nove giornate in apnea - CHIEVO, Venezia, Frosinone, SALERNITANA, Pisa, SPAL, Vicenza, CITTADELLA, Monza (in maiuscolo le avversarie da affrontare in trasferta) - sarà il vero banco di prova per saggiare il valore della sua squadra: "Prima della sosta avremo completato quasi tutto il girone di andata e sarà uno step importante per le nostre valutazioni. Giocheremo spesso e c’è davvero bisogno di tutta la rosa. Io ho sempre rispetto per qualsiasi avversario: quelli che oggi sembrano scontri al vertice, ma magari tra quattro o cinque giornate non lo saranno. I campionati si costruiscono un passo alla volta, a prescindere dalla classifica".

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