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© U.S. Lecce

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Corini spinge il Lecce: "Abbiamo un piede davanti, ora mettiamo l'altro"

L'allenatore dei giallorossi, alla vigilia del match contro la Spal, punta a dare continuità alla striscia di sei vittorie di fila per conservare il vantaggio sulle inseguitrici, Salernitana e Monza

LECCE – L’unica matematica certezza, a sei giornate dal termine della stagione regolare, è che con un bottino di 14 punti l’obiettivo della promozione diretta non potrà sfuggire. 

Si tratta di una previsione del tutto teorica, perché l’unica cosa da fare è andare avanti, di partita in partita, cercando di ottenere il massimo, consolidando il secondo posto in classifica. Ne è convinto l’allenatore del Lecce, Eugenio Corini, alla vigilia di Lecce-Spal (sabato alle 14), una partita che riporta la memoria alla sconfitta del girone di andata, piuttosto immeritata, patita dai giallorossi (con il tecnico bresciano a casa, alle prese con il Covid).

“Vincerne quattro e pareggiarne due per avere la matematica certezza – ha dichiarato il tecnico in video conferenza stampa -: solo su questo dobbiamo concentrarci perché abbiamo avuto la fortuna di mettere un piede davanti alle altre, ora dobbiamo mettere anche l’altro”.

Per quanto riguarda le condizioni dei suoi ragazzi, Corini si è mostrato abbastanza sereno: “La squadra sta molto bene, come dimostrato a Pisa. È vero che loro hanno difeso bene nel primo tempo e avuto due buone opportunità, ma nel secondo abbiamo fatto bene da tutti i punti di vista. Loro avevano perso una sola volta in casa, delle volte ci vuole l’umiltà di saper leggere le partite e portarle dove si vuole”.

La condizione attuale del Lecce, ha sottolineato il tecnico, è da spiegarsi anche con un processo di maturazione: “La cosa fondamentale, lo dicevo oggi ai ragazzi, è stata nel lungo periodo creare una certa mentalità che è fatta di molte cose: saper reggere la frustrazione, mantenere una propria identità, cercare di andare sempre oltre i propri limiti. Quando un gruppo si ritrova in un’anima, in una linea comune allora significa aver costruito i presupposti per alimentare un sogno che ora dobbiamo andare a prenderci”.

Sulla formazione da opporre all’undici di mister Rastelli, l’allenatore del Lecce appare intenzionato a privilegiare la continuità: “I miei giocatori mi danno sempre spunti di riflessione perché la qualità dell’allenamento si è alzata di molto. È anche normale che io debba rispettare quell’equilibrio che ci ha portato ad avere questo cammino, sapendo di poter cambiare l’orientamento del match con le sostituzioni. Ritengo tutti i miei calciatori titolari, ma in questo calcio con cinque cambi si valuta anche la capacità di essere decisivo a partita in corso. Vi faccio l’esempio Muriel che è diventato titolare dopo essere stato spesso dirompente a partita in corso. Non si vince con 11 calciatori, ma con tutta la rosa. Il mio dovere è di farla rendere al meglio”.

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