Lunedì, 14 Giugno 2021
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Corvia presentò un esposto per due chiamate sospette

Il giocatore del Lecce, attraverso il suo legale, rompe il silenzio. Il 16 maggio si è presentato in Procura a Roma, dopo aver ricevuto due telefonate anomale. Totti? "Non ha nemmeno il suo numero"

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LECCE - L'attaccante del Lecce, Daniele Corvia, il cui nome è stato insistentemente associato all'inchiesta sul calcioscommesse avviata dalla Procura di Cremona, ha deciso di rompere la consegna del silenzio concordata, evidentemente, con il suo legale, Giovanni del Re. L'avvocato ha inviato ad alcune redazioni - presumibilmente di giornali nazionali che pubblicando la sua foto hanno indotto "il lettore ad immaginare la sua commistione con personaggi indagati o soggetti a misure cautelari" - la richiesta di diritto di replica per meglio chiarire la posizione del giocatore. Il contenuto della stessa è integralmente disponibile sul sito dell'Us Lecce, dal quale è stato preso lo stralcio che segue.

"Il signor Daniele Corvia tiene a precisare, rompendo il riserbo che riteneva fino ad oggi necessario, che dopo aver ricevuto per la prima volta in data 13 maggio, alle ore 21 circa, una telefonata di contenuto sospetto da persona sconosciuta, oggi individuabile come il signor Massimo Erodiani, in data 16 maggio, con l'ausilio del sottoscritto e dell'avvocato Massimo Ciardullo, predisponeva un dettagliato esposto che veniva depositato sia presso la Procura delle Repubblica di Roma che la Procura Federale".

L'avvocato del Re è convinto che "Daniele Corvia ritiene di aver cosi' indubbiamente contribuito al positivo svolgimento delle indagini. Relativamente, poi, alle recentissime notizie che lo verrebbero in colloquio telefonico, non si sa bene con chi, parlare di pronostici di gol che vedevano coinvolta una squadra giallorossa, e conseguentemente ed immediatamente accostato, dalla stampa, alla figura di Francesco Totti, si nega decisamente ogni colloquio di qualsiasi natura con lo stesso; il signor Corvia dichiara di non avere neppure il telefono del capitano. Questo accanimento nei confronti del signor Corvia non fa altro che comportare non solo un grave danno alla sua immagine di calciatore in attività ma di riflesso alla incolpevole società US Lecce".

Il riferimento temporale al giorni di maggio, il 13 e il 16, sposta di circa due mesi in avanti il contatto che alcuni tra gli arrestati hanno detto di aver avuto con il giocatore e conferma che Corvia non avrebbe avuto alcun colloquio con Paoloni, il portiere del Benevento considerato uno degli intermediari fra gli scommettitori e i calciatori in attività. Le prime intercettazioni pubblicate dai giornali, nelle quali viene fatto il nome di Corvia, risalgono infatti al venti marzo e ai giorni successivi.

Prende dunque ulteriore consistenza, in attesa di definitivi riscontri che facciano chiarezza nelle sedi opportune, la tesi per cui il giocatore del Lecce è rimasto vittima di un millantato credito. Ed ecco perché nello striminzito comunicato del primo giugno Corvia faceva sapere di non ritenere "di dover fornire ora ulteriori precisazioni?".

Signori in Procura: "Dissi di no alla proposta di combine di Inter - Lecce".

Intanto oggi, presso la Procura di Cremona, titolare dell'inchiesta sul calcioscommesse, si è svolto l'interrogatorio di Beppe Signori al quale vengono addebitati due illeciti sportivi relativi a Inter - Lecce e ad Atalanta - Piacenza. Per quanto riguarda il match dei giallorossi salentini, Signori avrebbe ricevuto la proposta di finanziare le pressioni su giocatori con 40 mila euro (cifra appuntata su un fogliettino rinvenuto durante le perquisizioni) ma, secondo il suo legale, l'ex calciatore avrebbe risposto con un secco no. Signori è difeso dall'avvocato Silvio Caroli.

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