Sabato, 31 Luglio 2021
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Corvia trascina il Lecce contro un Cesena inesistente

Finisce 3 a 0: doppietta dell'attaccante romano e gol di Valdes su rigore inesistente. Romagnoli completamente in balia dei salentini, in cui brilla anche Ariatti. Ma in classifica non cambia nulla

Il Lecce riprende a correre, ma lassù non si ferma davvero nessuno. Diciotto vittorie, con questa sul Cesena, e record in B eguagliato quando la stagione deve ancora volgere al termine. Da aggiungere al totale alla cassa anche dodici punti per altrettante "x". E fanno 66. Numeri da capogiro, ma sembrano non bastare mai. Chievo, Bologna e pure l'Albinoleffe. Le prime tre hanno sempre quel margine in più, frutto di una marcia inarrestabile. A memoria d'uomo, non si ricorda un'altra serie B di questi livelli. Neanche lo scorso anno, quello "storico" della Juve cadetta, fece segnare una progressione simile. Si arriverà a fine stagione con la lingua di fuori e, per chi non ce la farà a passare il check-point, con una porzione finale di tensione a fior di pelle che sarebbe gradevole scansare. In una situazione del genere, ogni minimo errore si paga il doppio. Ecco che pesa come un masso di granito la floscia prestazione di Grosseto. E meno male che è finita pari. Con il Cesena, allora, non si poteva sbagliare, e così è stato. Ma l'avversario si è prestato alle sfuriate del Lecce come carne da macello. A tratti è sembrato di assistere alla sgambata del giovedì.

Esprimere un giudizio è difficile. Lecce-Cesena è una storia senza storia e dopo 8 minuti sembra già tutto scritto. Una riflessione, però, la merita l'impiego di Corvia. Il Lecce, per il gran finale, può dire di aver trovato nel bomber di scorta, giunto in sordina a gennaio, un'arma micidiale da sfruttare fino in fondo. Contro i romagnoli corre, lotta, s'insinua nel mezzo di ogni azione, mette quasi in ombra Tiribocchi (che però ha il grande merito di tirarsi dietro mezza difesa) e firma una doppietta da vero predatore. Papadopulo, ad un certo punto, lo toglie dai giochi e se lo coccola in panchina, magari già pensando alla prossima. E' proprio lui ad aprire i giochi, mettendo la parola "fine" ad un'azione corale che nasce da una mezza papera di Arthur: il portiere bianconero esce per bloccare un tiro-cross del Tir, ma la palla-saponetta gli scivola via. Ariatti, sempre più esplosivo che mai (che giochi a destra, sinistra o al centro, l'effetto non cambia) raccoglie e serve Corvia, che ha tutto il tempo di aggiustarsi la sfera, prendere la mira e insaccare.

E' una rete importante, presagio di una goleada. Altre volte il Lecce ha mostrato una sua pecca: se non sblocca subito il risultato, inizia a ciondolare nervosamente su stesso perdendo la pazienza. E invece, quella palla sotto l'incrocio porta serenità e un surplus di grinta. Di lì a poco Zanchetta ne tira una delle sue, dalla distanza. Arthur vola in modo un po' goffo, respinge e la palla impatta sul palo. Al 25esimo ancora un'azione corale, il Tir serve assist ad Ariatti che prova a cercare l'angolo, Arthur si distende e devia. Il Lecce è un martello pneumatico sotto il quale il Cesena si polverizza. Ogni tentativo dei romagnoli di uscire dalla propria metà campo è sterile, Benussi può raccogliere spensierato margherite dal prato, tanto gli squarci si aprono tutti nell'area bianconera. Emblematico sarà, nella ripresa, un colpo di tacco in area cesenate nientemeno che di Cottafava.

Al 34esimo Ariatti prova ancora a far male, il suo tiro viene deviato da un difensore e sbatte contro la traversa, con Arthur fuori causa. E' il preludio del raddoppio, che nasce da una felice intuizione di Corvia: l'attaccante romano scatta sul filo del fuorigioco, lasciando la retroguardia avversaria avviluppata in un'imbarazzante immobilità, e batte il portiere in uscita. La gara, di fatto, finisce qui, quando mancano ancora 45 minuti. Ci crede poco anche Castori, forse, che pure prova a cambiare faccia al suo Cesena, inserendo Paolucci per Regini (11') ed Esposito per Turati (18'). Nel frattempo, interludio del Tir, con Arthur sempre impegnato a respingere. Si arriva così al minuto 20: Corvia guadagna gli applausi del "Via del Mare" e fa spazio a Valdes, che sette minuti più tardi cerca la gloria con un tiro in diagonale, ma trova l'esterno della rete.

Al 23' via anche Djuric, spazio a Paponi, mentre nel Lecce Munari viene richiamato per Budyanskiy. Ma è sempre il "pacarito" a cercare il gol ed al 30' si ripropone con la solita discesa. Arthur gli chiude lo specchio. Per mettere il suo sigillo alla gara Valdes deve attendere il 34', quando l'arbitro Stefanini regala un rigore ai giallorossi. Tiribocchi urta contro Biasi durante una delle sue progressioni offensive e casca a piombo per terra. Un fallo inesistente, che la giacchetta nera accorda comunque fra l'ira frustrata dei cesenati. Valdes da dischetto non sbaglia: palla a destra, violenta e a mezza altezza. Da registrare, nel finale, solo l'uscita di Zanchetta per Vives ed un secondo gol di Valdes, ma annullato per fuorigioco: il cileno aveva raccolto una corta respinta di Arthur su colpo di testa del Tir.

Giuseppe Papadopulo ha fiducia incondizionata nei suoi uomini ed è convinto che il Lecce possa raggiungere almeno la seconda posizione. Ma intanto, questo turno interlocutorio, non concede scossoni. Passano tutte, come da copione. L'attesa si concentra così sul prossimo turno: il Lecce dovrà vedersela a Modena, mentre fra Albinoleffe e Brescia, e soprattutto fra Chievo e Bologna, saranno vere e proprie scintille. Per i salentini la 35esima giornata potrebbe significare molte cose.

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